avere una bella idea, realizzarla e cascare sul nome (caso #35.218)

La vicendella è vecchiotta ma sempre sapida. Ai tempi dell’uscita di windows 8, Microsoft – nella furia di far uscire apps per guarnire il proprio store – progettò un’app che permetteva di disegnare a mano le operazioni matematiche e di effettuare i conti come una normale calcolatrice. Idea buona, ben riuscita e funzionava pure bene.
Pensarono, ragionevolmente?, di unire il concetto di calculator, calcolatrice, con un qualche termine che desse l’idea del poter scrivere a mano (cioè con il dito o il pennino); scelsero ink, cioè inchiostro. E fu così che nacque il leggendario:

inkulator

Fortuna che ho salvato l’immagine ai tempi. Cambiarono piuttosto rapidamente il nome, almeno in Italia e paesi limitrofi. Ma il ricordo resta indelebile.

trionfo postumo

I Viola Beach, band inglese di indie rock (che non vuol dire un cacchio), sono entrati direttamente al numero uno della classifica inglese (il 5 agosto, classifica degli album) con il loro omonimo disco di debutto.

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Il fatto, purtroppo, è che tutta la band è perita in un incidente stradale in Svezia lo scorso febbraio; per cui resta la musica che, a quanto pare, riscuote consensi.
Mi fa piacere, per quello che conta. Qui un po’ di ascolti.

iddio benedica il polygen: recensioni di libri

Quattro imperdibili recensioni di libri (imperdibili anch’essi), dal meraviglioso Polygen (che gli dei lo proteggano sempre):

Un Nano Infallibile
“Vorrei davvero essere in grado di scrivere io un’opera cosi'”
The Los Angeles Post

Dottore Dandy
“Una immensa saga familiare magistralmente ideato, che schiude al lettore le porte del mistero e dell’ignoto annidati ai confini della realtà”
Panorama

E due che, ovviamente, non hanno nulla a che vedere tra loro:

Ombra Crudelmente Depilata
“Una boccata d’aria fresca nel panorama letterario venezuelano”
Ken Grisham

Massaggiatore Di Venere
“Una boccata d’aria fresca nel panorama letterario camerunense”
The Washington Bulletin

pokemon go: cui prodest?

Se vi siete chiesti chi ci guadagni (soldi veri, intendo, a palate) con Pokemon Go, ho la risposta: Google.

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La cosa sarebbe dovuta essere lampante fin dal login (non a caso: solo Google e NON Facebook o altri) e dall’utilizzo di Google Maps: i soldi entrano a palate con incassi diretti (Play store, un giorno l’app ha totalizzato il 47% degli incassi totali dello store: qualche cifra in tempo reale? Eccola) o indiretti (partecipazioni in Niantic, Inc., in cui hanno investito The Pokémon Company e Nintendo).

Qui un bell’articolo con parecchie info in più (grazie a mr. F.). Voi, invece, che siete da qualche parte a giocarci smettetela, santoddio, non ha alcun senso.

andare per immagini

Una cosa che faccio talvolta – come tutti, immagino – è girovagare con Street View, fotogramma per fotogramma passo per passo. Un giorno, che so?, in Colorado sul fiume Colorado, e un altro sul lungomare di Port Elizabeth. Così, per girare.
Non sempre posti belli: oggi sono finito a Černobyl’, proprio alla centrale, dove finisce la strada. Qui.

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Si vedono la centrale con il reattore 4 e le nuove costruzioni di contenimento. Dentro il sarcofago, dove si trova il famoso “elephant’s foot“, ovvero la stalagmite risultato della fusione di nocciolo e reattore, la situazione è inavvicinabile: si vede qualcosa in questo video.

A Kiev, al museo dedicato al disastro di Černobyl’, un’installazione ricorda le città cancellate dalla mappa in seguito alla contaminazione radioattiva: ogni insegna una città o paese.

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Sono davvero molte, circa trecentomila persone furono evacuate a seguito dell’incidente. Fa ancora paura.