ho parlato con l’ONU e mi ha ascoltato

Qualche giorno fa ho scritto un post piccoletto sulla World Meteorological Organization (WMO), l’agenzia dell’ONU che si occupa di metereologia. Alla fine, avevo notato un refuso nel logo del loro sito e glielo avevo segnalato con una mail:

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Non mi hanno risposto. Però oggi guardando per caso il loro sito vualà, il logo è corretto:

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Prego, figuratevi, l’ho fatto volentieri. Certo che una frase, un rigo appena, un pacchetto di boeri, un miliardo di dollari…

better off ted

Better off Ted è una serie uscita nel 2009 e durata due sole stagioni. Pare una cretinata a prima vista, complice anche il solito sottotitolo italiano senza la minima fantasia, e invece è uno spasso vero: ambientata nella Veridian Dynamics, multimeganazionale demenziale dell’alta tecnologia dalla moralità iperdiscutibile, la serie è caratterizzata da una sequenza di battute pressoché continua, spesso irresistibili, e da una serie di personaggi azzeccatissimi: Portia De Rossi sopra tutti (di notte nutre la sorella per essere più magra di lei). Per esempio, la quarta puntata – Racial Sensitivity – è ridicola: l’azienda decide di mettere dei nuovi sensori in tutti gli uffici, sensori sensibili al riflesso della luce sulla pelle umana. Va da sé che le luci non si accendono più quando ci sono solo neri nelle stanze. L’azienda, pur di non ammettere l’errore né la spinosa questione razziale, assume dipendenti bianchi che seguano passo passo i dipendenti neri. E via così, a precipizio.

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I finti spot della Veridian Dynamics, poi, sono spesso clamorosi. Per ragioni a me ignote e incomprensibili, dopo un primo successo iniziale la serie venne cancellata per bassi ascolti. Bravi, continuiamo così, a guardare Modern family o Friends invece che la roba buona. Viviamo in un mondo che si concentra sull’inutile. Comunque, io consiglio caldamente: breve ma intenso.

wmo 2016

La World Meteorological Organization (WMO), ovvero l’agenzia dell’ONU che si occupa di metereologia, tra le altre cose indice spesso dei concorsi fotografici e ne trae, anche, dei calendari. Come nel caso del 2016, ne riporto alcune immagini:

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Andrew Clamp, Sud Africa

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Marko Korosec, Slovenia

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Sebastien Lebrigand, Francia; occhio ai gas di scarico

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Alexius Van der Westhuizen, Sud Africa

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Marko Korosec, Stati Uniti

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Guillaume Louÿs, Francia

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Christian Spencer, Brasile

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Thomas Kirchberger, Austria

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James Taylor, Australia

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Daniel Pavlinovic, Croazia

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Ana Figari, Uruguay

Sono belle perché non eccedono nell’effetto Instagram, ovvero filtri, né nei colori del National Geographic ma, ragionevolmente, cercano di descrivere il nostro mondo senza troppi colori speciali. Ragionevolmente, perché oggi la fotografia – specie quella di natura – è comunque così: esagerata e carica di filtri.
Nel 2017 nel calendario sarà inclusa anche una fotografia di Valentina Abinanti, una delle poche, forse l’unica?, cacciatrice di tornadi italiana.

In battuta finale, mi permetto di suggerire una piccola modifica al logo del sito, signori del WMO:

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Con amicissia, sia chiaro.

9/11 e 11 de septiembre de 1973

Vorrei ricordare il primo anniversario con quello che ho scritto l’anno scorso (qui) e con un paio di mie foto:

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Il secondo, invece, esattamente come l’anno scorso:

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«Lavoratori della mia Patria, ho fede nel Cile e nel suo destino. Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro in cui il tradimento pretende di imporsi. Sappiate che, più prima che poi, si apriranno di nuovo i grandi viali per i quali passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore».
(Estratto dall’ultimo discorso radiofonico di Salvador Allende, poche ore prima della sua morte, l’11 settembre 1973. Figura controversa ma senz’altro un simbolo).

7,8″

KoboAuraONE_logo_RGBFinalmente hanno alzato l’asticella anche nel minimercato degli ereader: Kobo Aura One con schermo da 7,8″, risoluzione 1872×1404, 300 dpi. Schermo più grande e due scelte curiose: 8 GB di memoria integrata senza slot per espansione (che, comunque, per gli ebook sono parecchi) e una batteria meno duratura rispetto agli altri Kobo (comunque, anche qui, garantisce un mese di utilizzo in condizioni normali). Il surplus è dato dall’illuminazione, che elimina le gradazioni di blu, e da tutte le caratteristiche che fanno di Kobo un prodotto complessivamente preferibile, a parer mio, rispetto a Kindle. Trovo che il fatto che sia subbaquo sia del tutto irrilevante ma, ne prendo atto, pare ci sia un sacco di gente appena uscita da Beautiful che legge nella vasca.