il funk e il soul di questo decennio: due dischi

Mai nulla potrà compensare la perdita di Sharon Jones.
Però, per fortuna, giovani interpreti soul/funk si affacciano e fanno bello il panorama, con i loro gruppi & The Qualcosa, immancabili nel genere. Primo disco: Marta Ren con i Groovelvets, attenzione: dal Portogallo, una voce che nemmeno vedendola ci credi che non è nera, buoni fiati, ritmo travolgente, insomma tutto quello che il genere richiede. Lei governa, eccome, il tutto con grande presenza. Consigliato.

Secondo disco: Mahalia Barnes e i Soul mates. Più rock, voce complessivamente più potente ed estesa di Marta Ren, lei si mantiene più all’interno dei generi canonici: una ballatona è una ballatona, d’altra parte è australiana e meno sofisticata di Ren. Disco potente, alcuni pezzi davvero notevoli (He was a big freak, per dirne uno), consigliato anche questo.

Francesismo: due dischi possenti da muovilculouomo. Forse dire che il genere è vivo e prospera è un po’ eccessivo, però per fortuna esiste e suona bene, grazie anche a Ren e Barnes, che tengono il passo e innovano pur mantenendo quanto il soul richiede.
Dischi buoni.

trentaxdue: amole lungo lungo

I dischi in vinile sono vivi. E costano, pure.
Sebbene non troppo visibile, c’è un’offerta Amazon sui vinili fino al 30 aprile: 30 euro per due. E che due: i titoli sono buoni, grandi classiconi, cose da avere in una rispettabile collezione. Per esempio, una coppiola da acquistare a parer mio è:

Così, per dirne due per cui trenta euro son persin pochi.

(Certo, vien un po’ da ridere a vedere che in cd o, peggio ancora, in mp3 il prezzo è meno del meno della metà. Però stiamo parlando di feticismo del vinile, no?).

un debito di riconoscenza

È morto Giovanni Sartori, politologo.

Io cerco di avere un po’ di memoria e un po’ di onestà, se riesco, per cui devo dire che ho un debito di riconoscenza nei confronti di Sartori: negli anni della, ehm, discesa in campo di Berlusconi e negli anni, peggiori, di governo continuato (2001-2006), Sartori fece sempre sentire la sua voce in modo molto chiaro e limpido, spiegando di volta in volta le storture alle quali il sistema politico era costretto da Berlusconi, per ruolo, comportamento e figura.
Per questo, ovvero per quanto ha fatto allora, io gli sono grato.

[Poi in anni più recenti Sartori se la prese un po’ a destra e a manca, per esempio con: «Prenda Obama. Frequentava alla Columbia il corso di laurea dove insegnavo. Ma non l’ho mai visto alle mie lezioni. Le sembra uno capace? […] Io avevo due corsi importantissimi per lui! Uno sulla teoria della democrazia, l’altro su metodo, logica e linguaggio in politica. Tu vuoi fare politica e non segui questi corsi? Gli interessava solo di essere eletto. Personaggio da quattro soldi», dal Fatto quotidiano, il che è un ragionamento un pochino discutibile, ed è pur vero che negli anni di Berlusconi ci siamo agitati e abbiamo gridato in parecchi, senza che nulla accadesse, ma la cosa adesso ha poca importanza].

chi è lo re?

Lo Scrittore più importante degli ultimi 20 anni? Salinger.
Il più importante regista? Kubrick.
L’artista contemporaneo? Banksy.
Il gruppo di musica elettronica? I Daft Punk.
La più grande cantante italiana? Mina.

Il filo invisibile che lega questi personaggi?
Nessuno di loro si lascia fotografare.

È ancora Pio XIII/Lenny Belardo che parla, a proposito del mistero che deve attorniare la figura del Papa e del perché non vuole mostrarsi ai fedeli: sono d’accordo con lui, l’ho già scritto. Ancor di più quando lo vedo così:

Niente moralismo, semplicemente il re deve fare il re. Se è tuo amico, non è più il re.

le colpe dei padri ricadono, eccome

Capocannoniere di Coppa Italia nel 2010-2011 e 2013-2014 con il Benevento, capocannoniere della Lega Pro nel 2012-2013 con il Nocerina, ora all’Alessandria in prestito gratuito fino a giugno, è lui:

Esatto: Felice Evacuo, da Pompei o, meglio: Evacuo Felice. La gratitudine, mia, al genio dei suoi genitori è piuttosto vasta, come la provo per tutti i genitori che si inventano accostamenti insperati per i nomi e cognomi dei figli: non so, ovviamente, se Felice e tutti i figli oggetto di tanto genio condividano il mio sentimento, ma tant’è, non posso davvero farne a meno.