Qualcuno ha trovato la casa del nuovo video dei Gorillaz, Saturnz barz, di cui parlavo qui qualche giorno fa.
Il fatto che il sottotitolo sia Spirit house qualche idea la dà. Chissà come mai è rimasta così sola soletta.
Luciana Castellina, sì. Le belle cose che possono accadere il giorno del natale laico.

Sul camion dell’ARCI, giustamente, signora presidente onoraria.
Come ogni anno, noi abbiamo portato le nostre rose.

Miccia, Tuttiglialtri, A. e Morbo.
And crawling on the planet’s face
some insects called the human race
lost in time and lost in space
and meaning*.

[*The Rocky Horror Picture Show, obviusli, e poi il sontuoso sistema solare].

Buona Liberazione a tutti i buoni, uniti nel nostro laico natale.
Agli altri, canaglie, nascondigli e vergogna, null’altro.
Tempo fa avevo segnalato il lavoro di un fotografo, Christopher Herwig, che si era dato a un’attività da me grandemente apprezzata: la fotografia sistematica delle fermate degli autobus di stampo socialista nelle repubbliche ex-sovietiche.

Ora c’è un altro fotografo, Peter Ortner, cui è venuta la medesima passione: ha viaggiato per sette anni in Uzbekistan, Azerbaijan, Georgia, Armenia, Crimea, Ucraina e Moldavia e ha fotografato, anche lui, le fermate degli autobus (o come le chiama lui: Architecture of waiting). Il taglio è meno sovietico, mi pare, e più attento alle etnie che componevano le repubbliche sovietiche del tempo.









Infine, una del tutto surreale, vista la toponomastica della fermata:

Ed ecco il libro, nel caso.


Un trionfo, non è possibile usare toni più modesti.
Il New Yorker è sempre tenerello.

Tagliare, filtrare, modificare, spippolare, sconocchiare, curzare, insomma fare le operazioni elementari nonché necessarie su un video? Per chi non mastica editing video a colazione, e nemmeno magari gliene cale, la risposta è: Avidemux.
Semplice, rapido, efficace, comprensibile e, tra l’altro, FOSS.

Fortuna che non ho memoria, ogni anno è estasi.