Un pensiero per Paolo Borsellino.

E uno per i morti di Stava, stesso giorno anni prima.

Stesso post di due anni fa, il ricordo non cambia.
Un pensiero per Paolo Borsellino.

E uno per i morti di Stava, stesso giorno anni prima.

Stesso post di due anni fa, il ricordo non cambia.
Credo di non dire nulla di nuovo se parlo di Openstreetmap, ovvero il progetto collaborativo di mappe a contenuto libero. Come wikipedia, per capirci detta male.
Poiché sono gli utenti a inserire i contenuti, anche a disegnare realmente le mappe, ci sono territori più ricchi di informazioni e altri meno. Oppure, per la conformazione stessa del territorio o per le scelte culturali e di viabilità effettuate dal governo locale, ci sono mappe molto diverse da altre.
Per esempio – ed è uno dei layers più interessanti di OSM, utilizzabile anche nella forma esplicita Open Cycle Map – le piste ciclabili mappate nel nord Italia sono queste.

Non è detto che siano tutte, magari gli utenti me compreso ne hanno inserite solo una certa quantità, però si vede a occhio una certa mancanza di programmazione e una diffusione piuttosto scarsa delle piste ciclabili. Nel centro Europa, per esempio, o hanno utenti di OSM più attivi e celeri a disegnare percorsi o hanno più piste.
Secondo me, la seconda che ho detto.

E in Nederlandia, che la bici è una religione o un arto in più? Il colpo d’occhio è notevole e l’umiliazione certa.

Surclassata anche la Gran Bretagna, che in argomento non è tra i paesi meno attivi. In dettaglio pare un quadrello all’uncinetto.

Mappa canta e, almeno in questo, sciapò ai nederlandici.
Ah, e la dicitura corretta – lo ricordo – è Regno dei Paesi Bassi (Paesi Bassi propriamente detti, Aruba, Curaçao e Sint Maarten), Olanda è solo un pezzo. Per essere precisi.


Non ce ne sono più. Peccheuto.
Addentrarsi nei misteri della noce moscata e dei suoi problemi sessuali (rispetto per le difficoltà altrui, per favore) ora non è più un desiderio irrealizzabile bensì una realtà, con il testo del maestro Flach.

Nutmeg Cultivation and Its Sex-Problem: An Agronomical and Cytogenetical Study of the Dioecy in Myristica Fragrans Houtt. and Myristica argentea Warb, 1966, di M. Flach
Peraltro, fortunati noi, il testo è integralmente disponibile qui. Se no, cento dolla.
Altrettanto facile, ora, è finire la propria collezione di francobolli raffiguranti funghi, come per esempio l’amanita muscaria, rarissimo, delle Poste taiwanesi o il boletus fallicus malliculatus delle Poste del Principato di Monaco. Mai più senza nemmeno questo, a otto stracciatissimi dolla.

Collect Fungi on Stamps (Stamp Catalogue), June, 1997, di J.P. Greenewich
Infine, l’attesissima seconda edizione, con l’aggiornamento dei prezzi, del catalogo dei portapranzo in metallo: oltre cinquecento oggetti tutti corredati di fotografie e dettagli su ciascun produttore. Anch’esso a un prezzo ridicolo, diciotto.

The Illustrated Encyclopedia of Metal Lunch Boxes (Schiffer Book for Collectors), December 27, 1999, di Allen Woodall
Infine, per chi ne avesse piacere, segnalo di Ciro Sozio e Mario Fantin l’imprescindibile testo di conversazione con gli abitanti della Groenlandia occidentale: Manuale di conversazione italiano-groenlandese (lingua eschimese della Groenlandia occidentale con le principali variazioni dialettali in uso nelle regioni Nord e Sud del paese), Bologna, Tamari, 1962. Questo si trova comodamente in biblioteca a Roma, Firenze (ovvio), Trento e Genova.
Sono andato dai cinesi perché avevo bisogno di una cintura e ho trovato la più bella di tutte: la cintura dell’avventura.

Fosse stata una frusta avrei capito, ma così uhm no.
Non ci avevo mai riflettuto ma, ora, Macron mi sta dando un’opportunità per farlo: fare il presidente, lavoro da vecchi bacucchi o quasi, da giovani è semplicemente strepitoso.
Infatti, il giovane Macron in settimana:
a) si è fatto calare da un elicottero in un sottomarino nucleare che, poi, ha brevemente guidato;

b) per l’incontro con Trump ha scelto un posto per la cena del tutto invidiabile (peccato la compagnia e sì, è la Torre);

c) dovendo comunque pipparsi la banda – è pur sempre il 14, il giorno dei giorni in Francia – ha ben pensato di farle suonare qualche pezzo meno tradizionale (ma pur sempre franzoso, da 2:08 un delirante crescendo).
Insomma: farlo da giovani è bellissimo. Dovevo pensarci.
La sonda Juno, di cui ho parlato un anno fa, ha completato l’avvicinamento a Giove e ora è in fase di sorvolo ravvicinato. Una meraviglia, immagini ad alta definizione e a una distanza ridottissima dal gigantone gassosone.
Per esempio, la tempestona plurisecolare meglio conosciuta come la macchia rossa di Giove è così, nel pieno di tutta la sua bellezza occhieggiante:

Tutte le foto di Juno sono qui, sul suo sito su cui posta tutto.
Nessuno, banale dirlo ma evidentemente bisogna ancora dirlo, dovrebbe essere prigioniero per le proprie idee. E, tantomeno, morire in carcere per esse.
Io non conoscevo, sono onesto, Liu Xiaobo né ho mai letto nulla di suo ma vedere la consegna del nobel per la pace a una sedia vuota è stato triste e deprimente.
Dopo di che, per quel poco che ne ho letto ora, non sono d’accordo con le sue posizioni sull’Iraq e probabilmente nemmeno su quasi tutto il resto, come d’altronde manco mi piace il nobel per la pace e i norvegesi, ma tutto ciò non conta niente: non si deve morire prigionieri per delle idee.
Non di ciò che vedi: di ciò che vorrebbero che vedessi.
Lo dico? La realtà è bellissima, nasconde un sacco di sorprese e non ha alcun bisogno di essere sempre saturata, riempita di colori di tendenza, filtri ed effetti della minchiella, né tantomeno ha bisogno di essere illuminata in ogni sua parte. Se no, diventa irrealtà.
Non è nemmeno il caso, per la propria salute mentale, di far finta di vivere in un mondo di aurore boreali perenni e di unicorni che cagano arcobaleni, altrimenti il risveglio nel proprio letto diventerà sempre più difficile di mattina in mattina.
Ecco qualche foto social – nel senso che è stata scattata con l’apposito fine e poi finisce dove sappiamo – ovvero una signorina in atteggiamento campestre:

Persone coraggiose che raggiungono posti sperduti e fanno cose molto rischiose:

Altre due signorine in pregevole contesto naturale e dalla bellezza soffusa che si sono, evidentemente, fatte degli autoscatti:


La gioiosa atmosfera delle foto del matrimonio, quando piove fresca rugiada dal cielo in un mattino primaverile:

Un po’ di still life a scopo commerciale, in particolare le auto e le ambientazioni funzionano parecchio (qui però siamo al confine della fotografia ben fatta):


E, infine, un’elfona che invece di stare nelle pianure boschive sta al primo piano di fronte al karaoke. E non pulisce di certo i vetri.

La realtà bisogna trattarla con attenzione, bisogna volerle bene e averne cura, non fingere che sia diversa. Pazzi.
Essendo gli Who i più grandi di tutti, si potrebbe fare una rubrica con canzoni solo loro. Una tra le più belle in un disco tra i meno riusciti: They are all in love.
«Where do you fit in (fare il rumore della scorreggia con la bocca) magazine / Where the past is the hero and the present a queen / Just tell me right now where do you fit in / With mud in your eye and a passion for gin». Bellissima, tre minuti meravigliosi, se avete un cuore non potrà che andare in estasi. Se non l’avete, il problema è – chiaramente – un altro. [Qui la scena di Roadies, chi sa sa].