elezioni politiche 2018: prima fase, accettazione

L’Ufficio Politico di trivigante (UPdt), congiuntamente alla Commissione Elettorale e Politica di trivigante (CEPdt) e alla Divisione Calcoli Complessi e Numeri Immaginari di trivigante (DCCNIdt), è al lavoro per determinare i risultati definitivi e prendere il primo aer… ehm, fare lo spoglio delle schedine ricevute.
Nell’arco della giornata cominceranno ad affluire i primi dati (numero complessivo di schedine giocate, primi risultati definitivi), e la procedura seguirà passo passo il cammino istituzionale previsto: elezione del presidente del Senato il 25 marzo, poi Pasqua, poi quello della Camera, 25-aprile-primo-maggio, consultazioni, insomma: per giugno qualche parola certa potremo dirla senz’altro.
Infine, un’informazione di servizio, già che ci siamo: si segnalano code per Malpensa e per tutti i principali scali aeroportuali, esclusi quelli siculi.

«studiate i volti dei nuovi tiranni»

«Studiate i volti dei nuovi tiranni. Esito a chiamarli plutocrati, perché il termine è troppo storico e questi uomini sono parte di un fenomeno che non ha precedenti. Chiamiamoli piuttosto profittatori. Le loro facce da profittatori hanno molti tratti in comune. Questa conformità dipende in parte dalle circostanze – possiedono talenti analoghi e vivono secondo abitudini simili – e in parte è una scelta di stile. Hanno età diverse, ma lo stile è quello di uomini che vanno per i cinquanta. Sono vestiti in modo impeccabile e il loro abbigliamento è rassicurante, come la sagoma dei furgoni portavalori. Tutt’altro che mostruosi, i loro volti, benché un po’ tesi, paiono quasi insipidi. Sulla fronte hanno molte rughe orizzontali. Non si tratta di solchi scavati dal pensiero, ma di linee che trasmettono informazioni non stop. Occhi piccoli, pronti, che esaminano tutto e non contemplano nulla. Orecchie capienti come una banca dati, ma incapaci di ascoltare. Labbra che tremano di rado, e bocche che prendono implacabilmente decisioni. Mani gesticolanti, che dimostrano formule e non toccano l’esperienza. Capigliature meticolosamente pettinate come per un test di velocità aeronautica. La piena fiducia in se stessi che traspare dai loro volti è pari alla loro ignoranza, che è anch’essa evidente. I profittatori non sanno niente di niente, né della qualità né dell’essenza delle cose. Conoscono bene solo le loro impressioni sui loro racket. Da qui la paranoia e, generata dalla paranoia, la loro energia ripetitiva. Il loro reiterato articolo di fede è: non c’è alternativa».

Brano letto da John Berger e Arundhati Roy al teatro Comunale di Ferrara per il festival di Internazionale, domenica 3 ottobre 2011, e tratto da Il taccuino di Bento, di John Berger.
L’alternativa c’è, sempre.

guardiamoci negli occhi

“Guardiamoci negli occhi. Che siate di destra o di sinistra, che vi piaccia o non vi piaccia il governo Gentiloni, se siete un minimo seri e informati, e avete un po’ di onestà intellettuale, sapete che oggi in Italia c’è purtroppo un solo grande partito in grado di farsi carico dell’immane responsabilità di governare la settima economia del mondo ed è il Partito Democratico. Lo dico senza nessun orgoglio e anzi con grande amarezza e preoccupazione. Vorrei che non fosse così, sarebbe meglio per tutti PD compreso, ma è così”.

Un interessante articolo di Francesco Costa che – forse – potrebbe aiutare se siete alle prese con una scelta elettorale difficile, prosegue qui.

80/35 e una bella lineup

Courtney Barnett e Car Seat Headrest in un colpo solo sarebbe un gran, ehm, colpo.

Peccato che ci sia lo scoglio Des Moines e l’Aioua, che se uno ha letto Bill Bryson la ritrosia nei confronti del luogo mica se la toglie («I come from Des Moines. Somebody had to»), anzi. Non è certo per la distanza.
Anche i Phantogram – poco noti da noi – non sono male, consiglio questa: lei ha sempre degli elaborati abiti di scena. Atmosphere fa invece un genere che non frequento e Kesha è sempre Kesha.

telefunken IV della nona dinastia

Heracleion fu una grande città egizia, sorta su una delle isole del delta del Nilo, per alcuni secoli fu il principale porto d’Egitto, secondo le storie omeriche Paride ed Elena vi rimasero bloccati nel viaggio verso Troia, Diodoro Siculo, Strabone ed Erodoto ne parlano più o meno diffusamente, fu nota anche come Thonis, insomma: fu città prospera e grande.
Poi, nel sesto o nel settimo secolo, sprofondò nel mediterraneo, a causa di smottamenti o terremoti, non è noto. E venne dimenticata. Nel 2000 l’archeologo subbaqquo Goddio scoprì sott’acqua i resti della città e ne documentò lo stato.


Tra le sue scoperte più rilevanti o, almeno, quella che io considero più rilevante, c’è sicuramente un televisore egizio di grandi dimensioni, come qui documentato:

E non basta: televisore egizio di grandi dimensioni ancora funzionante per di più sott’acqua. Grande civiltà, gli egizi.

 

io son asfrofilo e mi piaccion le stulle

Che nei giornali i correttori di bozze latitino è cosa risaputa. E così gli asfrofili prendono il largo.

Ma il desiderio di risparmio ha catturato anche i giornali grossi che, talvolta, offrono il refuso anche in prima pagina, come Repubblica di domenica.

Brutta bestia, il fascimo. Niente di nuovo e, per quanto mi riguarda, benissimo così: per me l’altrui refuso è un vero e proprio tunnel del divertimento. Anche il mio, a dire il vero.