Esce domani il nuovo disco di Nicki Bluhm, pre-preso.

Lasciati i Gramblers e viaggiato fino a Nashville, è un nuovo inizio. Qui il primo singolo, To Rise You Gotta Fall, e qui il secondo, Battlechain Rose.
Esce domani il nuovo disco di Nicki Bluhm, pre-preso.

Lasciati i Gramblers e viaggiato fino a Nashville, è un nuovo inizio. Qui il primo singolo, To Rise You Gotta Fall, e qui il secondo, Battlechain Rose.
Non so, sarà la ciabatta, forse il fenicottero d’oro, il bell’arredamento, non so. Ma è di certo la copertina più bella tra i dischi usciti finora nel 2018. Almeno a mio gusto.
Il signor Arp Frique in realtà si chiama Niels Nieuborg, questo è il suo disco di debutto – ed è, per usare le sue parole “exotic and super funky” – e ha collaborato con, attenzione!, niente di meno che Orlando Julius, Ed Motta, Americo Brito, Ronald Snijders e un sacco di altri che non staremo qui ora a nominare.
Dall’anno scorso esiste una verità giudiziaria su questa bomba fascista. Ed è una cosa importantissima.
Altra cosa, però, è andare in piazza e ricordare. Qui sotto il momento in cui si ricordano le vittime della violenza fascista nella piazza.
Per fortuna, c’era anche quest’anno molta gente.

C’era una volta un gatto
che andava in Canadà,
e questa è la metà.Portava un cartoccetto
di pane col prosciutto,
e questo è tutto.
Rodari, chi altri?
Ci sono giorni in cui mi lamento del mio lavoro.
Ma poi ci ripenso.

Piazza del mercato di Cracovia, a luglio 2015. C’erano cento gradi, grossomodo, e il sole picchiava forte.
Sanguinosissimo, teatrale, tutto girato a ritroso, è il video dei Leningrad girato da Ilya Naishuller. Un circo delle disgrazie, tutto insieme: coloratissimo e tragico.
Se qualcuno desidera cogliere meglio la storia, ma non è la versione originale, il video girato normalmente è qui.

Uno dei giorni più neri della mia giovinezza.
Come abbiamo visto tutti, il presidente incaricato Conte si è intrattenuto lungamente con Mattarella (nota di folklore: è la prima volta nella storia repubblicana in cui il presidente incarica una persona che non conosce), ha ricevuto l’incarico, ha tenuto un discorsetto la cui prima metà era chiaramente di pugno non suo e la seconda metà, invece, sì (e si vedeva, la bestialità dell’avvocato difensore ancora mi sta qui) ed è, ora, impegnato nelle consultazioni.

Ma chi è, davvero, Conte? È chi dice di essere nel suo curriculum o nasconde dell’altro? Chi sono ‘Loro‘ e perché non vogliono che noi sappiamo le cose vere? Perché nessuno parla mai del piano Kalergi? E del Priorato di Sion?
Lo so, è per questo che anch’io cerco di dipanare le nebbie. Ecco, infatti, uno scoop sulla vera natura del neo-presidente Conte e del suo governo nascituro, come ciascuno può constatare facilmente dall’immagine qui sotto:

Lo so, è identico. È lui, ma loro non vogliono che noi lo si sappia. Pazzesco, eh?
[Gomblotto, gomblotto, grazie a mr. M. che se n’è accorto, mentre io vivevo ancora nell’oscurità e nell’ignoranza].
Fortuna che tra due giorni esce questo:

Perché mica si può star qui a rompersi coi Conte e coi Dimmaio.
È durato qualche ora il curriculum di Giuseppe Conte, ben diciotto pagine di specializzazioni e titoli accademici: pum, l’Università di New York sente il desiderio di rompere le uova nel panierino (euf.).

Altri? Yale? Sorbona? Nulla? Uno spasso anche stavolta, in questo paese il curriculum viene concepito più come opera di fantasia che come strumento di qualcosa. Perché la vita è invenzione, buon umore e sempre viva il genio italico.
[aggiornamento del pomeriggio: la fuffa nel curriculum pare essere maggiore: scuole di tedesco accreditate come enti di cultura, enti europei inesistenti, insomma la candidatura di Conte traballa e dai, siamo probabilmente daccapo. Complimenti].