metti una leghista a presiedere la commissione sui diritti umani

Terza media, casalinga – e non ci sarebbe niente di male, ma il tutto denota esperienza zero – leghista (e questo invece ce l’ha, il male), simpatizzante con gli sgomberi forzati dei campi, con chi spara contro «gli zingari», amante «dei forni», sostenitrice della teoria gender, squilibrata la teoria e di conseguenza lei, e quindi ovviamente contro ogni diritto gay, contro i centri sociali, e avanti così.
Potrebbe andare anche bene – cioè no, va malissimo e fa schifo – ma va ancor peggio.

Questa persona, orrenda, è da ieri presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani al Senato. Tutela dei diritti umani. Che vorrebbe dire tutti, non (prima dichiarazione): «Basta persecuzioni contro i cristiani». Con i voti di Lega e M5s ha sconfitto Emma Bonino. Che voglio dire, potrà pure non piacere ma siamo davvero su un altro pianeta.
Ah, e non è finita: la vice? Binetti (nel frattempo volata dal PD a Forza Italia, brava bravissima anche lei). Enplein, game-set-match, complimenti.
Attila all’agricoltura, Erode all’infanzia e Hitler ai beni culturali. Così.

giornata dell’unità nazionale e delle forze armate numero novantanove

Perché sarebbero cent’anni dalla “vittoria italiana nella prima guerra mondiale“. Mah.

Italia: 700.000 morti, 1 milione di feriti, di cui circa la metà invalidi permanenti, 40 miliardi di lire di allora spesi per il conflitto, ovvero oltre il 70% della spesa pubblica. In un esercito composto per la metà da contadini (2,5 milioni di uomini delle campagne a cui vanno aggiunti operai, piccoli artigiani e minatori, studenti…) ci furono 400.000 soldati processati per insubordinazione e autolesionismo, 100.000 invece i processi per renitenza alla leva (senza contare le decine e decine di migliaia a carico degli emigrati). Ancora di più furono le denunce degli ufficiali verso i sottoposti, quasi 900.000. Tra i processati circa 170.000 vennero condannati, 16.000 all’ergastolo, e 750 almeno alla fucilazione (difficile stabilire quanti soldati vennero fucilati sul posto durante i combattimenti o le fughe). Seicentomila soldati italiani vennero fatti prigionieri e, anche grazie al comportamento del governo italiano che li trattò da codardi e impedì sostanzialmente l’invio di pacchi viveri tramite la Croce Rossa, 100.000 morirono durante la prigionia. Durante il periodo di comando del gen. Cadorna morivano circa 11.000 persone al giorno.

Dicevamo: Vittoria?

me pensavo mejo

Secondo Google Art Selfie, ovvero fatti-una-foto-e-io-ti-dico-a-che-quadro-assomigli, io ho queste facce qua:

Oddio, sono le due che più si avvicinano secondo l’algoritmo di analisi e ricerca e una delle due non ha sbagliato di molto, l’altra un po’ di più, secondo me. Ma, insomma, non un granché, se devo dirla tutta. Il gioco è però divertente e i risultati, se non altro, non sono certo scontati o prevedibili, vedi Mazalić o Tooker (chi sono costoro?).

song of the day: Marta Ren & The Groovelvets, ‘2 Kinds Of Men’

«Well there’s only 2 kinds of men / The one you love / The one you wish for».
Ho già professato la mia devozione a Marta Ren e i suoi Groovelvets, espressione unica del soul americano suonato in Europa, presenza scenica potente, voce inconfondibile, ritmo e grinta da capobanda come è richiesto alle cantanti del genere: perfetta per iniziare un nuovo mese, magari migliore del precedente.
Qui sotto è alle prese con «2 Kinds Of Men», singolo realizzato per il Record kicks day del 2014 e suonato dal vivo due anni fa su Antena 3, emittente portoghese:

Anche il video ufficiale è accattivante, niente da dire, ma dal vivo è un’altra cosa.
Impossibile stare fermi, l’unica è avere il culo cementato alla sedia e, di conseguenza, una vita decisamente sedentaria.

multilingual metal: sociocultural, linguistic and literary perspectives on heavy metal lyrics

Finalmente è arrivata l’occasione per una due-giorni di intenso studio, partecipando a questo convegno a Londra, settimana scorsa.

Oh, UCL, mica bazzeccole. Molto interessante l’excursus di investigazione sulle relazioni tra “black and death metal, religion, nationalism and Viking imagery” e gli aspetti controversi che riguardano razzismo e sessismo nel metal. E che dire della disamina approfondita di alcuni tra gli studi recenti più significativi (Weinstein 1991, Clendinning & McAuley 2009, Spracklen 2015, Sellheim 2016)? Molto interessante. Notevoli anche i relatori, molto preparati e di grande personalità: Imke von Helden (University of Koblenz-Landau), Titus Hjelm (UCL) e Karl Spracklen (Leeds Beckett University), senza naturalmente dimenticare il professor Karl Farrugia.

Oh, pensavo di vedervi lì.

siamo una delle community più belle e più grandi d’Italia

La chiusura (la caduta) di Italiansubs, oltre a chiudere un’epoca, è una pessima notizia per me e per tutti quelli che preferiscono guardare serie tv, documentari e film in lingua originale.
Nata nel 2005, Italiansubs rispondeva a un’esigenza più forte allora, ovvero di poter vedere delle serie tv senza dover aspettare i tempi biblici delle reti italiane, leggendarie per il loro ritardo sulla programmazione e la trascuratezza negli acquisti di produzioni straniere. Da allora, la proposta di sottotitoli del sito si è ampliata a dismisura, assumendo i caratteri di una vera e propria operazione culturale: infatti, se è diventato meno urgente tradurre e pubblicare i sottotitoli, che so?, del Trono di spade, perché oggi ci sono canali che sono ben tempestivi, Italiansubs ha curato centinaia di serie minori o meno diffuse che, spesso, in Italia non sono proprio arrivate; oppure si è dedicata a materiali più vecchi, altrimenti difficilmente recuperabili, come per esempio – per dire un genere – la stand up comedy americana, Carlin, Louis C. K. e via così.

Ma son solo esempi, la portata è stata davvero considerevole per il nostro paese e il rimpianto per la chiusura, dovuta peraltro alla pressione dei detentori dei diritti di alcune serie tv, ciechi di fronte a tutto ciò che non è il proprio profitto, è davvero forte. Non si poteva trovare un accordo? Niente traduzioni per qualche tempo attorno alla messa in onda, poi libertà di diffusione? Cose così. E la mancanza si sentirà davvero, perché da adesso l’offerta sarà molto molto più povera. E Netflix deciderà sempre più cosa dobbiamo o cosa non dobbiamo vedere. Perché è vero che uno le cose se le può anche guardare in inglese (e così sarà, per forza) ma è molto difficile seguire tutte le sfumature di alcune serie tv dal linguaggio complesso, per esempio Veep The Marvelous Mrs. Maisel e così via. E gli amici di Italiansubs mi mancheranno, infine, anche perché erano tutti, e dico tutti!, volontari: il loro lavoro, sempre di corsa e spesso di notte, non è mai stato retribuito materialmente. Pare poco? Quanti di noi qua fuori lo farebbero? Pochi.
Anche per questo motivo, è bene fargli pervenire un ringraziamento per quanto hanno fatto e, non secondario, una donazione per sostenere le spese legali: o bonifico (IT23T36000032000CA011719485 intestato ad Antonio Pilolli) o via paypal.
Grazie, signori. Grazie del bel viaggio.