almanacco dei sette giorni, per imbiancare (21.23)

✘ Consiglio regionale del Lazio, scoppia un caso per presunte assunzioni in posti chiave della Regione di persone del o vicine al PD. Giusto, si indaghi se necessario. Si parla di ‘parentopoli’. Viene istituita una commissione – eh… – trasparenza che deve indagare sui concorsi e le assunzioni, la presidenza va a Chiara Colosimo, Fratelli d’Italia, e lei come responsabile della segreteria per questo incarico va a pescare tra gli ottantacinquemila dipendenti della Regione tal Arianna Meloni. Ma? Sì. Sorella. «Chi meglio di Arianna Meloni, una precaria che va avanti con contratti annuali e però conosce alla perfezione i meccanismi della Regione Lazio?», dice Colosimo. La Meloni l’altra è anche moglie del deputato Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fdi alla Camera. Diciamo che per indagare su ‘parentopoli’ potevano esserci premesse migliori.
Ah, una nota di colore. Fiorito, er batman der Lazio, lo ricorderete, nel 2012 diceva di Arianna Meloni: «la sorella dell’ex ministro Meloni. Lavora nel gruppo Pdl della Regione Lazio, ma in ufficio non la vediamo da 5 mesi». Così, per dire.

☀ Dopo altre edizioni europee, la casa editrice francese Fayard ha pubblicato un’edizione critica del Mein Kampf di Adolf Hitler dal titolo Historiciser le mal. Fino al 2016 i diritti dell’opera erano del land della Baviera, ora sono scaduti. L’operazione è critica e il titolo ne chiarisce il fine, nel senso che il testo è corredato da un apparato di commenti e descrizioni pari alle dimensioni del testo stesso, allo scopo, tra l’altro, di segnalare affermazioni false o a contestualizzare certi episodi. Il traduttore, Olivier Mannoni, ha definito il testo di Hitler «un minestrone senza nessuna coerenza», considerazione utile visto che certe traduzioni interessate del passato avevano pure migliorato il testo. Spiegare il testo è meglio che proibirlo, specie se in rete ne circolano versioni a casaccio. Infine, bene!, tutti i proventi delle vendite del libro verranno devoluti alla Fondazione Auschwitz-Birkenau.

◼ I coniugi Krafft, Katia e Maurice, ripresero immagini spettacolari e irripetibili di quasi 175 eruzioni vulcaniche. Spettacolari perché andavano vicino come nessuno mai. Troppo vicini, come fu chiaro quando morirono trent’anni fa.

✘ Di ItsArt ne ho già detto, una comparazione minima e sommaria. Non essendo possibile abbonarsi, ammesso che uno lo voglia, tocca o noleggiare o acquistare ciò che si vuole vedere. Per fare due esempi, Che strano chiamarsi Federico, documentario di Scola su Fellini, bisogna pagare 3 o 6 euro, e per Roma città aperta 2 o 5. Nota di colore: il primo è gratuito su RaiPlay. Comunque, ecco la comparazione: l’abbonamento a Netflix costa 7,99 al mese. Non serve, direi, un analista finanziario per fare una scelta.

☀ Tutti i sabati e le domeniche a partire dal 26 giugno e fino al 10 ottobre sarà possibile prendere il treno di Dante, un trenino storico messo apposta da Regione Emilia-Romagna e Trenitalia per andare da Firenze a Ravenna. Passa per parecchi luoghi danteschi, ferma a Borgo San Lorenzo e Marradi, Brisighella e Faenza, si può scendere e visitare. No, non passa da Verona.

✘ Il parlamento aveva approvato un decreto per non far passare più le grandi navi da Venezia, lo dicevo qualche almanacco fa. Solo che poi nessuno ha proposto un’alternativa, nessuno ci ha pensato e, quindi, le navi continuano a passare.

Una MSC il 5 giugno scorso.

◼ Pubblicati i dati delle dichiarazioni Irpef 2020 sul sito del Ministero. Se ne possono fare delle belle mappette, volendo, o brillanti deduzioni.

☀ I suoni dei film, c’è qualcuno che li fa e quasi sempre in modo artigianale e molto molto creativo. Un breve e bel documentario di Jeremy Benning nei Footsteps Studio di Uxbridge, in Ontario. In inglese questi rumoristi si chiamano “foley artist” e il nome deriva da Jack Donovan Foley, capostipite della professione.

◼ Il 23 giugno c’è l’asta delle cose di Fanfani e moglie. Quadri, vestiti, dediche, medaglie, ricordi di famiglia, ritratti, caricature politiche – sì, si dilettava – e cose così. Con quattrocento euro ci si posta a casa una Gran Croce dell’Ordine di Leopoldo, non so bene per farsene cosa. Io Fanfani non lo sopportavo allora e nemmeno oggi. Mi piace ricordarlo quando non riuscì a farsi eleggere a presidente della Repubblica – fortuna nostra – e un ignoto parlamentare annullò le schede di ogni votazione scrivendoci “nano maledetto, non sarai mai eletto”, per concludere alla fine con un “te l’avevo detto, nano maledetto”. Bei ricordi quelli (lo raccontavo alcuni anni fa), mica questi in asta.

Tra le nuove date di Pio e Amedeo, l’imbrattamento del murale di Mourinho aggiornato con Sarri, il pranzo affettuoso tra Fini e Storace che si dichiarano amicizia (solo uno lo dice, in realtà), le bombe d’acqua romane, i candidati sindaci di terza categoria, due italiani su tre che escono dal Roland Garros con buon gioco e pessimo modo di stare al mondo (Musetti e Berrettini), pare che se non altro Keiko Fujimori abbia perso, per fortuna, tifo arresto. Daje.
E per chiudere in bellezza, un tweet di Luca Bizzarri, per aggiungere sconcerto allo sconcerto:

Anzi no, non basta. Davide Barillari è un consigliere regionale del Lazio eletto dal movimento 5 stelle (e più che altro dai voti di chi li ha votati, ricordarselo).

E no, ripetiamo, Eriksen non è stato vaccinato. Ma a Barillari, chiaro, importa sega.
#NessunaCorrelazione #Vaccini #Barillaripezzodistronzo.


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being the Queen is not all about singing

Oggi e per tre giorni in alcuni cinema esce il documentario ‘Amazing Grace’.

Il documentario riguarda, abbastanza ovvio, Aretha Franklin e quel suo disco del 1972, con cui ritornò al gospel dal soul degli ultimi LP. In particolare, le riprese furono effettuate il 13 e il 14 gennaio 1972, le due sere in cui al Nuovo Tempio della Chiesa missionaria battista di Los Angeles la Franklin registrò tutti i pezzi. Le scene furono girate da Sidney Pollack, regista già allora di tutto rispetto.
Da allora, il documentario non uscì mai per una ragione specifica: l’opposizione di Aretha Franklin. Che, vivaddio, voce in capitolo ne aveva e anche ragioni, evidentemente, anche se non le rese note se non nelle cause legali. Il desiderio di Franklin, dunque, che il film non uscisse e il fatto che il periodo di ‘Amazing Grace’, cioè quello dei canti di ispirazione religiosa dai quali la cantante proveniva, è il meno interessante per me, sono due ragioni più che sufficienti perché io non vada a vederlo.
Molto più avvincente, ritengo, è il periodo in cui si dedicò con convinzione e passione alla difesa e all’affermazione dei diritti dei neri, lotta cui non si sottrasse mai. E alla musica, perdio. Per questo, ho seguito con più interesse la terza stagione di ‘Genius’, dedicata appunto ad Aretha Franklin e che ne dà un ritratto più strutturato e complesso. Amen, sorella. Dai, dammene un altro.

almanacco dei sette giorni, per stare al banco (21.21)

✘ Centosettanta, dico centosettanta audizioni: il presidente della Commissione Giustizia del Senato Andrea Ostellari (Lega) ha dato parere favorevole a centosettanta audizioni, ovvero raccolta di pareri ritenuti rilevanti (seee) per l’approvazione o meno del Ddl Zan. Bene che vada, saranno quattro mesi di tempo solo per le audizioni. Tra cui, Platinette (sì, davvero), Movimento per la Vita, Alleanza Evangelica Italiana, Universitari per la Vita, ProVita e Famiglia, Ora et Labora in difesa della vita (non sto selezionando, sto andando in ordine). Solo ultracattolici e oltranzisti, gentaccia schifosa che pensa che i gay abbiano «la tendenza alla pedofilia». L’avevano detto che avrebbero perso tutto il tempo possibile. E io avevo detto: stronzi. E lo ridico.

☀☀☀ Alla fine di maggio è stato rilasciato dopo venticinque anni di carcere Giovanni Brusca, mafioso responsabile di molti omicidi, tra cui quello di Giovanni Falcone e di Giuseppe Di Matteo. «Umanamente è una notizia che mi addolora, ma questa è la legge, una legge che peraltro ha voluto mio fratello e quindi va rispettata» ha detto Maria Falcone, sorella di Giovanni Falcone. Io non posso aggiungere nulla, se non togliermi il cappello di fronte a tanta civiltà.

☠ «La storia di un cittadino normale, che è entrato nei palazzi del potere grazie al Movimento», dice Danilo Toninelli alla presentazione del suo libro, in uscita il primo giugno. Attenzione, però, perché anche solo leggere queste righe potrebbe essere pericoloso: prima ha cominciato «Mettendomi contro il sistema di potere più potente che abbiamo in Italia ho subito ogni sorta di denigrazione», poi «La semplice notizia della sua pubblicazione ha già scatenato il Sistema contro di me», per cui occhio. Loro. Nel frattempo, per essere sicuro di inchiappare il Sistema, ha pubblicato in autopubblicazione con Amazon. Dritto.

☀ Tre mosse per essere sinceri con sé stessi e ricominciare al meglio. Un articolo di Arthur C. Brooks, per The Atlantic.

☀ Laurence des Cars è la nuova direttrice del Louvre. Prima donna, ed è un bene. Proviene al di là della Senna, dal Musée d’Orsay.

✘ Due mesi fa me la prendevo con Franceschini e ITsArt. Il 31 maggio ha aperto, basta la registrazione, e il 2 giugno si festeggia la Repubblica con il concerto spettacolo «In questa storia che è la mia» di Claudio Baglioni. Ma sarebbe facile dare un’impressione sbagliata da parte mia, in realtà sulla carta paiono esserci anche contenuti più interessanti, il concerto del 3 giugno con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Maggio Musicale Fiorentino con «La forza del destino» di Giuseppe Verdi, il racconto musicale dalla Villa di Poppea a cura del Parco Archeologico di Pompei e così via. Mi registro, perdio, ed ecco la prima sorpresa: contenuti a pagamento, tra cui film belli ma bacucchi. O, se gratis, con pubblicità. Ovvero si noleggia, si hanno 28 giorni per vedere il contenuto e 48 ore dal momento del ‘play’. Niente di male, per carità, ma dubito che più di otto persone paghino 4,90 euro per vedere ‘Il pirata’ di Bellini o 2,90 per ‘Città Misteriose – Basilicata’, io la faccenda la vedo poco duratura. Magari sbaglio, me lo auguro, sarà che penso sempre che lo Stato potrebbe fare il brillante e offrire contenuti gratuiti per la crescita dei propri cittadini. E senza duplicare inutilmente le piattaforme.

☀☀ C’è un nuovo museo in città.

☀☀☀ E c’è una nuova isola in un’altra città. Che può anche non piacere, non è quello il punto, piuttosto sono un bel po’ di pali per un parco galleggiante, diciamo, nell’Hudson, su un lato di Manhattan, un anfiteatro aperto sull’acqua, un palco, una piazza, verde qua e là. E 260 milioni di dollari di investimento. Ecco, voglio vivere anch’io in un posto in cui si fanno cose, specie per la piacevole fruizione delle persone.

✘ Ahah, è vabbè, sono io che son fastidioso, lo so. Ma fai un bello spot, metti insieme un sacco di scene memorabili, metti sotto una bella musica che conduce le emozioni dello spettatore, fai tutto per rilanciare il cinema, mettendo insieme tutta la filiera, tutto bene, dai che ci siamo, fai anche il bel raccontino e poi – tra tutte le bravissime che ci sono – lo fai narrare all’attrice meno capace del mondo di usare la voce tranne che per ‘mescippirculo‘? Eddai, perdio, io rabbrividisco ancora per Matrix o Shoot ‘Em Up, brrrr.

☀ Negli Stati Uniti sono uscite le cicale. Accade ogni 13 o 17 anni, la cosa è impressionante ed è meglio se la racconta qualcuno che la sa. Ne parla anche Cristiano Valli nel suo podcast, se si preferisce ascoltare. Il cicadapalooza.

✘✘ Mario Vattani, nome di battaglia “Katanga”, è un fascista. Un passato da naziskin, amicizie e frequentazioni neofasciste, nel 1989 – secondo la testimonianza della vittima – avrebbe partecipato, insieme a 15 naziskin, al massacro di due ragazzi fuori dal cinema Capranica di Roma, uscendone prosciolto dopo aver pagato centinaia di milioni alle vittime, poi consigliere diplomatico di Alemanno, riuscì a far assumere all’Ama un altro dei quattro condannati per quel massacro, ora è stato nominato dal governo Draghi ambasciatore italiano a Singapore. Il Presidente Anpi Pagliarulo ha chiesto la rimozione di Vattani e, ovvio, io sto con lui. Via Vattani.

◼ Infine, qualche mio giudizio tronco e insindacabile: la reunion di Friends? Tremenda. I Måneskin? Ah, se il massimo del rock e della trasgressione che c’è sono loro, stamo freschi. Fatima? Uno dei posti più orrendi che io abbia mai visto. Salvini a Fatima? Impossibile a credersi una concentrazione tale di mostruosità. Simone Biles che fa il doppio carpiato Yurchenko? Inarrivabile per sempre, aggiornare l’elenco dei più grandi. Isabella De Bernardi? Meravigliosa, anche per un solo ruolo (attento fascio), spiace. Non male la conduttrice argentina che pensava che il William Shakespeare morto qualche giorno fa fosse quel William Shakespeare e lo ha detto al telegiornale. Ah, è morto il capitano Stubbing.


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dategli una ‘G’

Lungotevere Aventino a Roma, oggi si inaugurava uno slarghetto stradale intitolato a Ciampi. Carlo Azeglio, purtroppo, non Piero. Presenti, dunque, i figli, Mattarella, Raggi, presidenti di Camera e Senato, si è fatta la cerimonia ma la targa non si è scoperta. Perché, motivazione ufficiale, «si è scheggiata nel montaggio».

Schegiata, se proprio.
Un impiegato, un marmista, un montatore, questa è la sequenza minima dell’errore. Ma lasciateli lavorare.

Aggiornamento:

minidiario scritto un po’ così delle cose recidive, ovvero perseverare nella pandemia: maggio, il vaccino, le riaperture, il mio scetticismo, la prima di molte cose, piccoli progetti, è il momento dell’onestà verso sé stessi

Vaccinato. La prima dose, almeno. Nessun effetto fisico concreto, nemmeno mal di braccio, dal punto di vista degli anticorpi è davvero difficile dire. Dal punto di vista del morale, invece, una bella iniezione metaforica, è l’effetto tangibile di una reazione collettiva, mondiale, la medicina per la malattia che diventa realtà, l’atto che segna la risposta, civile, non quella istintiva e medievale del chiudersi in casa e sperare. Ed è lo Stato che si manifesta, che prende tutti i propri cittadini e li vaccina, un processo che, finalmente dopo tanta tanta troppa Regione Lombardia, rassicura e fortifica il mio bistrattato senso dello Stato. Gli stessi volontari, medici, operatori della protezione civile, persone qualunque, sono gentili e precisi, nessuna reazione scomposta anche al milionesimo invito agli accompagnatori a rimanere fuori. E mi rasserena il vaccino collettivo, non tanto il mio, bensì il fatto che si sia tutti più tutelati. Chiaro, al netto degli sciagurati che, ancora, non hanno capito.

che sorpresa

Nel frattempo, dall’ultimo minidiario i dati dei contagi sono scesi, e di molto. Calati i ricoverati, i contagiati, i morti. Quale sia il motivo è difficile dire, alcuni virologi azzardano, qualche medico afferma che sia presto per l’effetto dei vaccini, probabilmente come altre volte un misto di ragioni concomitanti. Ne conseguono, come l’anno scorso, rapide riaperture. Ero scettico, lo ammetto, ritenevo che le riaperture fossero affrettate, sotto la spinta di una certa destra desiderosa di allettare i propri elettori sacrificando, non sarebbe stata la prima volta, la salute pubblica. E invece no, dal 4 maggio si sono succeduti diversi gradi di allentamento delle restrizioni, per arrivare a oggi, la vigilia della riacquistata possibilità di mangiare all’interno dei ristoranti. Il coprifuoco è stato spostato alle 23, tre regioni sono diventate bianche, ossia mantengono solo l’obbligo di mascherina e distanziamento. E le prospettive per le altre regioni sono buone. Io sono andato al ristorante, anzi: la prima settimana ci sono andato quasi tutte le sere, per provarmi che era vero. E per stare con gli amici, seppur a tavoli da quattro. Ho preso un treno, il primo da novembre, scoprendo di essere ancora capace di farlo. Sono andato un fine settimana a Roma, non per fare il turista ma qualche giro l’ho fatto, ed è stato ovviamente piacevole. C’è persino qualche turista in più rispetto a ottobre, e questo dà alla città un aspetto un poco più vivace. Ho partecipato a un’assemblea condominiale in presenza, per non farmi mancare nulla, sono stato in negozi chiusi da molti mesi, ho pranzato all’aperto con amici e colleghi, a quattro a quattro, ho visto sfumare i biglietti per gli Internazionali d’Italia, ne ho comprati altri per concerti di quest’estate. Vita normale o quasi, insomma. Un po’ con il freno tirato, come molti.

La copertina di Gürbüz Doğan Ekşioğlu per il New Yorker

Il 15 la seconda dose, poi i quattordici giorni prescritti e il green pass, ovvero il certificato vaccinale per poter girare liberamente, sarà mio. Allora sì.

In questi mesi ho imparato molto sulla regione in cui vivo, sui miei corregionali. Ingenuo, pensavo che errori e malafede si mescolassero ma che con pazienza e buoni argomenti si potesse, quasi sempre, mettere in evidenza i comportamenti più corretti e utili e, in definitiva, sconfiggere l’egoismo e l’indifferenza. Non è così, ho capito tardivamente. È proprio uno stile, una filosofia (argh) di vita differente. Ma divergente tanto. Ed è così che i Fontana di turno, le Morattigallera, sono ancora lì, ci resteranno, e la regione rimarrà in mano loro anche tra due anni: perché hanno fatto e fanno quello che la maggioranza vuole. Fanno: qualche giorno fa la giunta regionale ha aumentato la dotazione per ricoveri e prestazioni ambulatoriali private, portandoli a quasi 7 miliardi e mezzo per il 2021. Nel 2019 erano poco più di due. Ora le strutture private accreditate in Lombardia sono circa cento, contro le centotrenta pubbliche, e questa iniezione – ancora, le iniezioni – di soldi rafforzerà ancor di più la presenza privata, costringendo alla chiusura i piccoli presidi pubblici sul territorio. Il tutto sbattuto in faccia dopo sedici mesi di disastri nel corso della pandemia, nei quali le strutture pubbliche hanno perlopiù portato il peso dell’emergenza. E nemmeno con una ragione utilitaristica: il privato costa almeno il 20% in più del pubblico, è un dato oggettivo e incontrovertibile.
Ed è quasi il momento di essere onesti con sé stessi, tirare una riga e decidere cosa portarsi in avanti e cosa lasciare indietro. E poi, se possibile, farlo. Perché la pandemia non ha portato nulla di nuovo, non ha generato alcunché ma, mettendo pressione su ogni aspetto della nostra vita, suscitando e accelerando processi già in atto ma meno visibili, ha messo in chiaro alcune cose. E ora bisogna trarne delle conclusioni: su noi stessi, sulle persone cui ci accompagniamo, sui nostri lavori e le occupazioni, sulla nostra salute, sulla fiducia che nutriamo e in chi la riponiamo, sui rischi che siamo disponibili a correre, sul grado di sicurezza consapevole di cui abbiamo bisogno. Riassumendo, per capirci, forse su quella cosa che chiamerei ‘vita’ ma che si potrebbe, a ragione, anche chiamare – approssimando – ‘felicità’.


Le altre puntate del minidiario scritto un po’ così delle cose recidive:
26 ottobre | 27 ottobre | 29 ottobre | 1 novembre | 3 novembre | 4 novembre | 6 novembre | 8 novembre | 11 novembre | 14 novembre | 18 novembre | 21 novembre | 25 novembre | 30 novembre | 4 dicembre | 8 dicembre | 12 dicembre | 19 dicembre | 23 dicembre | 30 dicembre | 6 gennaio | 15 gennaio | 19 gennaio | 26 gennaio | 1 febbraio | 15 febbraio | 22 febbraio | 24 febbraio | 1 marzo | 25 marzo | 9 aprile | 28 aprile | 31 maggio |

quarantasettesimo ventotto maggio

Quarantasettesimo anniversario della strage, anche oggi in piazza.

Una giornata di sole che, nonostante la ricorrenza, dà un tocco in più al fatto di poter essere in piazza, di poterci vedere, mascherine permettendo, di riunirsi insieme. La piazza è recintata e gli inviti a non entrare sono numerosi ma si può farlo lo stesso, la situazione è diversa dall’anno scorso quand’era presidiata dalla polizia. Come è sempre stato, chi ricorda e vuole ricordare, c’è. E stavolta si è anche contenti di incontrarsi.