poi – gli stessi – si scandalizzano per gli imam e gli integralisti musulmani

Ancora in merito a quel gnarellone permaloso e aggressivo che occhieggia a una certa parte dell’elettorato cattolico baciando rosari e affidando la sua e l’altrui vita a improbabili madonne, due cose: spero, prima di tutto, che la scelta di sfiduciare il governo si riveli un pantano politico tremendo per lui e per la lega e che lo facciano morire (politicamente, chiaro) logorandosi all’opposizione di un governo tecnico o istituzionale che dura fino alla fine della legislatura.

Seconda cosa: ma tanti tanti calci in culo, a lui e a tutti quelli (lo prometto solennemente, non avrò comprensione) che d’ora in poi sosterranno la lega e Salvini in particolare. Perché se lo vedi fare questo sulla pubblica piazza e poi lo voti, allora non meriti niente di più.

affida la tua, se vuoi, non la mia

No, non è mia nonna in carriola che ha usato facebook per la prima volta.

E’ proprio lui, quello che mette la sua e, peggio, la nostra vita nelle mani di Mariasantissima: «Personalmente affido l’Italia, la mia e la vostra vita, al cuore immacolato di Maria, che sono sicuro ci porterà alla vittoria» (un anno fa a Milano). Il perché lo faccia è abbastanza chiaro, ma se non lo fosse qui c’è una buona spiegazione.
Io, invece, gradirei che non affidasse la mia vita né a Maria né a nessun altro, né come ministro dell’interno né come pirletta che vaneggia in libertà. Grazie.

ancora Bologna, ancora il quattro agosto

1974, alle ore 1.30 del 4 agosto, una bomba esplose nel secondo scompartimento della quinta carrozza del treno Italicus, Roma-Monaco di Baviera, mentre transitava all’interno della galleria della Direttissima a San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna.
Morirono dodici persone: Nunzio Russo di Merano, tornitore delle ferrovie, la moglie Maria Santina Carraro e Marco, il figlio quattordicenne. Nicola Buffi, 51 anni, segretario della Dc di San Gervaso (Fi) ed Elena Donatini rappresentante Cisl dell’Istituto Biochimico di Firenze. E poi Herbert Kontriner, 35 anni, Fukada Tsugufumi 31 anni, e Jacobus Wilhelmus Haneman, 19 anni. La bomba uccise anche Elena Celli, 67 anni e Raffaella Garosi, di Grosseto, 22 anni. Silver Sirotti, invece, non era stato coinvolto nell’esplosione. Aveva 24 anni ed era stato assunto dalle Ferrovie da dieci mesi, stava svolgendo servizio sul treno quella notte e, quando vide le fiamme in galleria, impugnò un estintore e incominciò a estrarre i feriti. Rimase anche lui bloccato tra le fiamme. Fu decorato con la medaglia d’oro al valor civile. L’incendio rese irriconoscibili molti corpi, tra cui quello di Antidio Medaglia, 70 anni, che venne riconosciuto dalla fede al dito.

L’attentato fu subito rivendicato. Fu fatto ritrovare un volantino di Ordine nero che proclamava: “Giancarlo Esposti è stato vendicato. Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare. Vi diamo appuntamento per l’autunno; seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti“.
Poi qualcuno fece il nome di Tuti, qualche pista portò poi a Gelli (Arezzo è vicina), al SISMI e così via. Facile indovinarne la conclusione: nessun colpevole individuato.

Questo è un post di otto nove dieci undici dodici anni fa. E la cosa tragica è che non fa nessuna differenza.

anni buttati

Quanto tempo, quanta innovazione, quanta qualità della vita, quanto rispetto, quanto benessere, in definitiva quanta vita ci sta facendo e ci farà perdere Salvini?

Molta, moltissima. Perché in questo modo costringe noi a fare la vita che fa lui, che è abbastanza miserina, a dirla tutta. La perdita di tempo e di occasioni è uno dei drammi, enormi, del nostro paese.