dopo sette anni, una ventata di ottimismo

A sette anni dall’ultimo disco, i Cake hanno pubblicato un nuovo singolo, Sinking ship:

Il senso del pezzo è nelle parole di Crea, cantante e compositore principale del gruppo: «It is a critical time for the world, and it is more important than ever to find leaders capable of putting country above self-interest. Real greatness comes from community, cooperation and ethical leadership». Stupefacente come dopo anni il suono sia identico, pare ieri, e l’impegno dei Cake sia ancora vivo.

 

Jean Maria et le brutalisme

Mi capita spesso di correggere qualche refuso qua e là in Wikipedia. Niente di che, cosette, gli altri scrivono io metto qualche piccola correzione alle sviste, serviamo anche noi piccoli aiutanti di Babbo Natale.
A volte, capitano svirgoloni più solenni.

Ma s’è clér que Volonté s’è fransé, n’espa? È la tronca che inganna.
Stavo leggendo, appunto, qualche nota sul brutalismo e sono trasalito, sebbene GMV la Francia l’abbia effettivamente vista passandoci un paio d’anni raccogliendo mele. Jean, benturné.

Ora è a posto. Sono già in quella fase della vita in cui mi tocca correggere i giovinastri, pensavo sarebbe arrivata poi.
[Aggiunta: anche il titolo del film era sbagliato, troppi sopra].

non accettare caramelle da Anna Maria Franzoni

È autunno e, come da alcuni anni per fortuna accade, sono andato al concerto dei Nanowar. Pardon: Nanowar of steel.

(Io sono quello al centro, ben visibile, con la mano aperta).
A Milano, stavolta. Ottimo e abbondante, come sempre, chiaro che il nuovo disco l’ha fatta da padrone: Barbie MILF, Opelatole ecologico, Cthulhu e la mia preferita in assoluto: Uranus. Ma quest’ultima la capisce solo chi padroneggia l’inglese e ha la malizia nel cervello.
Un disco – la cosa non paia avventata – a parer mio fatto per il mercato estero, diciamo europeo: inglese, parecchio, suono abbastanza omogeneo sul power metal, senza le solite piacevoli canzoncine in altro stile e solo con richiami comprensibili per tutti (Bee Gees, per dirne uno), insomma un passo in avanti verso il meritato successo planetario. E ci tengo a dirlo: io il disco l’ho comprato. Non lo faccio nemmeno per Elton John o Britney Spears.
E ola facciamo che io sto lavolando. Glazie, NoS, anche stavolta.

Franco sta bene

Prima un suo amico scrive un post fraintendibile (“Ode all’amico che fu e che non mi riconosce più“, che pare alludere abbastanza chiaramente a una malattia), poi ci si preoccupa perché da un po’ non si fa vedere, infine si favoleggia su malattie e morte eventuali e nascoste al pubblico. Franco Battiato è stato negli ultimi mesi al centro di una certa attenzione mediatica, con i giornali e un pezzo di rete che si è interrogato sulle sue condizioni di salute e sul suo destino.
Poi, un giornale ha pubblicato una fotografia di Battiato sul divano a casa sua e, allora, le voci su una presunta morte o malattia sono in parte rientrate.
Ma la foto pubblicata sul giornale non è quella vera. Quella vera ce l’ho io, eccola:

Sta bene? Secondo me sì, ma non tutti gli specialisti sono d’accordo.