due libri per un sentimento

Prima malattia dei soldati svizzeri in servizio presso guarnigioni straniere, poi sentimento nell’Europa attraversata da esuli e migranti: è la nostalgia, ovvero il desiderio e rimpianto di quanto o chi è trascorso o lontano.
A differenza del rimpianto o, peggio, del rimorso, la nostalgia è un sentimento positivo, nel senso che non va superato, accantonato o dimenticato, bensì nutrito e alimentato per mantenere vivo il ricordo di ciò o di coloro che sono passati. Nonostante il dolore.

Da non confondersi assolutamente con la malinconia, sentimento del tutto diverso, inquieto e deluso. Come racconta la Melancholia di Dürer e il mio nuovo amico Armando, esperto.

Poiché la nostalgia è senz’altro il sentimento predominante di questo mio anno che si va a chiudere, spero, la sto studiando. Ecco, quindi, due suggerimenti sul tema, entrambi molto validi.

Eugenio Borgna, La nostalgia ferita, Einaudi 2018
Antonio Prete, Nostalgia. Storia di un sentimento, Raffaello Cortina Editore 1992

Se Borgna ha, ovviamente, un approccio medico alla nostalgia, pur facendone un excursus nella storia della cultura europea dal Seicento a oggi, Prete è invece un critico letterario, specialista di Leopardi, e fa una storia del sentimento vera e propria. Molti i riferimenti letterari e culturali in entrambi i casi e nessuno dei due cita Al Bano e Romina.

Due approcci complementari per un aspetto dell’animo umano che ha senso, a mio parere, approfondire. Detto questo, buon anno agli amici, che sia buono e ricco, anche – qua e là – di un po’ di nostalgia.

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