una rivelazione e un fatto

È molto nobile volersi mettere alla testa di un esercito, ma è proprio lì che il nemico mira per primo. Meglio restare qualche passo indietro e aprirsi una strada più sicura attraverso i cadaveri
Michael Dobbs, House of cards

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Una rivelazione e un fatto:
– rivelazione: House of cards è una serie inglese (ooooh) prima che americana, del 1990;
– fatto: il libro cui si ispira (che poi è una trilogia che io mi sto scofanando con grande godimento) è ambientato nel parlamento inglese ed è meglio di entrambe le serie. Non di tanto, ma un po’ sì.

cambia colore a seconda dell’umore del giorno

Sì, l’Empire State Building cambia colore ogni minuto e sono lieto di addurne prova (grazie al telefono della mia compagna, questi colori dei primi di aprile erano ‘in a rotation of MLB teams’ colors in celebration of Opening Day‘).

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Esiste una vera e propria tabella di ricorrenze cui vengono associate colorazioni particolari: per esempio, il 3 ottobre – anniversario della riunificazione della Germania – il grattacielo si colora ovviamente di giallo, rosso (nero), mentre il 20 settembre (ahimé non Porta Pia ma il giorno della lotta contro l’Alzheimer) si colora di porpora e bianco. Il calendario.
La cosa strepitosa è che si può richiedere e prenotare per uno specifico evento il colore dell’illuminazione, niente male davvero.

quattro numeri per non dire cazzate

Secondo il Viminale – non la casalinga di Voghera, quindi – il paese è in grado di tollerare senza stress circa 140/150.000 richiedenti asilo ogni anno.

Sempre secondo il Viminale – non il leghista di Brembate, quindi – gli sbarchi a oggi (20/07) sono 84.558, mentre nel 2014 erano 76.634. Moltiplicate entrambe le cifre per due, fa grossomodo il totale tollerabile senza stress ogni anno.

Sempre secondo il Viminale – non il fascista di Mestre, quindi – il 50% degli sbarcati non si trattiene in Italia. Come non capirli? Il che ci riporta alla metà della cifra tollerabile senza stress.

Sempre secondo il Viminale – non il consigliere comunale di Padova, quindi – la Germania gestisce (attenzione!) circa 200.000 ingressi ogni anno (omioddio, il doppio di noi) e il Libano circa venti volte il numero italiano.

Ma noi siamo stressatissimi.