Avanti con le immagini matte dai repertori, rispiego al volo per chi non c’era:
Esistono dei repertori di immagini a pagamento in cui i grafici o chiunque ne necessiti può acquistare immagini ad alta risoluzione per i propri scopi, di solito volantini, slides, manifesti promozionali. Pensate alle foto del tizio in spiaggia col portatile, la ragazza sorridente dal dentista, la gente in riunione in ufficio fico e così via. Chiunque può aggiungere e mettere in vendita le proprie foto in questi portali a patto di rispettare certi criteri di qualità. Qualità dell’immagine, per lo più, non del contenuto.
Perfetta conoscenza del pacchetto office e dei principali applicativi:
Woody Allen? Sì, ma a che scopo?
Promozione per fruttivendoli?
Salamanana.
Tutte in vendita, per ottimi pieghevoli di grande effetto.
Tra quelli bravi, le cose funzionano così, la dico volutamente specifica: quelli stanno facendo una cosa, la fanno sentire a questi, anche se è appena appena bozzata, questi reagiscono allo stimolo e ci fanno sopra qualcosa, quelli sentono e reagiscono a loro volta e vualà, saltano fuori le cose. Poi questi magari ci fanno anche l’assolo di chitarra, quelli aggiungono le tastiere, questi pigliano un vocoder ed ecco qua: Instant Crush. Più Strokes che Daft Punk? Può essere, ma se ne potrebbe discutere. Il bello di quelli bravi è che si mettono anche al servizio dell’idea, quando serve.
Mi parte proprio come un Alan Parsons Project, ma è un fatto di arrangiamento, più che altro, poi vira con il cantato e al ritornello la prima volta pare sbagliato, accelerato male, poi entra e non esce più: Now I thought about what I wanna say / But I never really know where to go / So I chained myself to a friend / ‘Cause I know it unlocks like a door. D’altronde, nella combinazione Daft Punk e Strokes, vivaddio, difficile ne esca qualcosa di meno che buono. Non ha nessuna caratteristica per essere un pezzo dei miei e, invece, lo è. Eccome. Magia della musica.
Proseguo la mia carrellata estemporanea di immagini provenienti dagli archivi di immagini a pagamento. La rispiego al volo per chi non avesse letto il post precedente:
Esistono dei repertori di immagini a pagamento in cui i grafici o chiunque ne necessiti può acquistare immagini ad alta risoluzione per i propri scopi, di solito volantini, slides, manifesti promozionali. Pensate alle foto del tizio in spiaggia col portatile, la ragazza sorridente dal dentista, la gente in riunione in ufficio fico e così via. Chiunque può aggiungere e mettere in vendita le proprie foto in questi portali a patto di rispettare certi criteri di qualità. Qualità dell’immagine, per lo più, non del contenuto.
Avanti con il secondo giro di ottovolantino, allora.
Suor Pistola
Siamo una vera coppia che condivide
Il bucato
Ma cosa vedono le mie fosche pupille?
Persone che fanno cose. E ancora il meglio deve venire.
La spiego brevissima per i non addetti: esistono dei repertori di immagini a pagamento in cui i grafici o chiunque ne necessiti può acquistare immagini ad alta risoluzione per i propri scopi, di solito volantini, slides, manifesti promozionali. Pensate alle foto del tizio in spiaggia col portatile, la ragazza sorridente dal dentista, la gente in riunione in ufficio fico e così via. Chiunque può aggiungere e mettere in vendita le proprie foto in questi portali a patto di rispettare certi criteri di qualità. Qualità dell’immagine, per lo più, non del contenuto.
Ed ecco che, eheh, chi bazzica per tali repertori come me si imbatte ogni tanto in soggetti molto molto interessanti, perfettamente acquistabili e utilizzabili. Ne cadauno alcuni, immaginateli nel contesto, ovvero presentazioni, formazioni, promozioni.
Le lezioni di vita della nonna.
Signora, il suo compiuter è spento.
Chiamo l’ambulanza? (O: avete mai tenuto in mano un saldatore?).
E per finire questo giro, una difficile persino da titolare.
Nel 2013 nella pianura belga tra il Grande Boh e suppergiù Inculonia con gli amici andammo al concerto dei Blur, cominciò alle due di notte e fu il più divertente concerto in assoluto della mia lunga carriera. Alle tre di notte di una caldissima estate a saltare a ritmo di Song 2 fu magnifico. Qui se ne può avere un’idea ma da dentro è molto molto meglio.
Naturale, quindi, andare ora, alla reunion. Oddio, naturale per me. I compagni di allora non sono più molto disponibili, ormai. Ma mica loro in particolare, capita a molti. Lo capisco, l’età, i figli, il lavoro, la partita il giorno stabilito, le vacanze, il compleanno della suocera, quell’incontro così importante, la chat dei rappresentanti di classe, il ruolo di educatori, la routine confortevole, la scuola che indice le riunioni, quell’insegnante che non va bene, l’orientamento, i turni, la dad, la pigrizia. Il comfort. Lo capisco. Sempre un po’ stanchi, sempre un po’ provati, spesso con quell’aria di portare il peso del mondo sulle proprie spalle. Lo capisco.
Anzi no. No. Non è che lo capisca, in fondo. E l’avventura? L’epica nel quotidiano? I Blur sono nostri, siamo noi, anche loro hanno i figli, la chat dei rappresentanti di classe, siamo coetanei. Sono certo che ci sia un modo, un equilibrio, è possibile, qualcuno lo fa. No, non lo capisco. Va bene. Allora scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete forse un aumento ogni tanto, scegliete un maledetto televisore a schermo talmente gigante che nemmeno si poteva immaginare nel 1996; scegliete gli sconti di amazon, bimby, aspirapolveri dyson e macchine per il pane; scegliete di sedervi su un divano a spappolarvi il cervello e ad addormentarvi perché siete abbonati a Netflix, Disneyplas, Amazon Praim, Raiplei e c’è la nuova serie di starwars in 4k.
Scegliete il futuro. Scegliete la vita. Scegliete di lamentarvi quando siete fuori con gli amici. Avete fatto la vostra scelta, è giusto così. Ma siate onesti, perché non è questione dei Blur o di chiunque altro, sono come sempre un pretesto per un’avventura. Ci vediamo là fuori, da qualche parte.
No, non Luther la serie, stavolta. Stavolta proprio il monaco riformatore. Capita che come avevo raccontato abbiamo cominciato a postare la nostra enorme collezione di calamite e per caso, oggi, per un caso di numero di post, allineamenti, numero di colonne e righe, Lutero e sua moglie Katharina von Bora, anzi la loro calamita, si sono allineati con la parte sopra.
La parte sotto no, sarebbe stato troppo. Ma è una cosa che dura un niente, son cose che noto io, forse non è già più così.
Quella statua a Venezia, il concilio di Trento e le coltellate al buio, di notte, di quei mandati dal papa in una calle verso le fondamenta.
«Eppure il mondo vuole che sia data stilo Romanae Curiae», poi la protezione di Venezia. Andiamo, è quasi ora di tornare al campeggio a Mestre, lo sai. Buon compleanno.
Eccoci tornati dall’annuale battuta di caccia nelle riserve più protette con ricco bottino di selvaggina e di animali a rischio estinzione.
D’altronde, siamo fatti così, ci piace Eminguei.
facciamo 'sta cosa
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