effetto covid

Negli Stati uniti, dopo una sostanziale discesa negli ultimi dieci anni, grazie ai buoni risultati dell’economia, il numero di richieste di sussidio di disoccupazione ha avuto una brusca ripresa a causa del contagio e della conseguente perdita di posti di lavoro.

Una curva mai vista, +1.500% in due settimane.

sputazzatelo! Dategli le bave del gran contagio!: giorno 13

Oggi l’ONU ci tiene a farmi sapere che è la Giornata internazionale della felicità.

«L’Assemblea generale […] consapevole di come la ricerca della felicità sia uno scopo fondamentale dell’umanità, […] riconoscendo inoltre la necessità di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità, invita tutti […] a celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica». (Assemblea generale delle Nazioni Unite, Risoluzione A/RES/66/281)

Posso? Maandéadarviàlcul. Hanno rimandato il gran premio e vinitali, facciamo che rimandiamo anche questa e siamo felici al momento giusto? Grazie.

vivere ‘under the dome’

Ecco, ci hanno chiuso dentro.
Essere chiuso dentro è uno dei miei peggiori pensieri. Fuori va bene, lo accetto, ma dentro faccio molta fatica. Dovevano essere Vilnius lunedì e Berlino a metà mese, l’Olimpia mercoledì sera e chissà quanti altri bei giri, ciccia.
E da questa sera ho un desiderio irrefrenabile di andare a Villafranca.
Non passerà finché.

il timore della carestia

Oggi la situazione nei supermercati – io ho visto l’esselunga – pare tornata quasi alla normalità, dopo il saccheggio di fine settimana. Gli isterici si sono riempiti la casa di disinfettanti, acqua e pasta e ora sono quieti.
È tornata un po’ d’acqua, disinfettanti niente.

Domenica gli scaffali della pasta erano stati del tutto svuotati, tranne spaghettini e penne lisce. A tutto c’è un limite.

e adesso?

Adesso i cinesi siamo noi.

E quindi?
Come ha insegnato Walking dead e ogni altro film sugli zombie, non bisogna avere paura dei mostri e dei morti viventi, bisogna avere paura delle persone. Come dimostra l’esselunga, ieri:

Citazione necessaria: «Una persona è matura: la gente è un animale ottuso, pauroso e pericoloso». Grazie alla signora M. per la foto.

ombrello tuo, ombrello mio

Un po’ di tempo fa, si era tenuto in Abruzzo un incontro per discutere «di idee e nuove visioni per il futuro della regione Abruzzo in Europa», alla presenza del presidente della Regione e una bella fila di maggiorenti. Ne parlai qui, al tempo, perché alcune fotografie dell’incontro colpirono l’immaginario di molti e, ovviamente, anche il mio.

Si vede subito cosa non funzioni: parlare del futuro agendo nel passato.
Ieri, però, un’altra immagine ha colpito l’immaginario di chi ricordava le foto qui sopra, suscitando sentimenti di contentezza.

Nella foto (Sean Gallup/Getty Images), si vedono la cancelliera tedesca Angela Merkel e la prima ministra finlandese Sanna Marin a Berlino, ieri. Chiaro: la situazione è rovesciata, del tutto speculare. Bella rivincita?
Sì, forse sì, per carità, gioiamo. Ma anche no, però: perché si sta riproducendo la stessa medesima stortura, si sta giocando allo stesso gioco, sbagliato, di due anni e mezzo fa, ci sono due donne di potere che fanno ciò che gli uomini fanno, sbagliando essi e sbagliando elle.

La cosa davvero brutta della foto abruzzese era certo la posizione delle donne rispetto agli uomini, fuor di dubbio, ma soprattutto il fatto che non vi fosse nemmeno una donna tra gli interlocutori sul palco: quello era ciò che colpiva e doveva suscitare la prima reazione. Non è replicando comportamenti – maschili, va detto – che riusciremo a migliorare e risolvere la situazione.
Non fate anche voi, vi chiedo, gli uomini retrogradi. Quelli li abbiamo già.