always judge a book by its (moving) cover

Condivido con Henning M. Lederer la passione per le copertine, libri, dischi e qualunque cosa ne abbia una. Se poi sono geometriche anni Settanta, ancora meglio. Lui, però, è andato oltre: e se si muovessero?

Dopo Libri belli, la sua prima opera con libri italiani, Covers (2015), More Covers (2017) and Even More Covers (2018) questo è il suo ultimo cortometraggio. Una meraviglia, fatto daddio.

venceremos

[il resto, o victoria o muerte, assume un carattere strano, vista la situazione; peraltro più vicino a quello originario, ora che ci penso da questa nuova prospettiva].

Sono arrivati i compagni cubani, i 37 medici e 15 infermieri specializzati nel trattamento di malattie infettive.

Ho il mio moto di orgoglio, perdio. Non me lo scordo Fidel che diceva: «Il nostro paese non sgancia bombe contro altri popoli, né manda migliaia di aerei a bombardare città. Il nostro paese non possiede armi nucleari né armi chimiche né armi batteriologiche. Le decine di migliaia di scienziati su cui conta il nostro paese, i suoi medici, sono stati educati per salvare vite. Viva la fratellanza tra i popoli. Viva l’umanità». Grazie Cuba, grazie compagni, grazie nostalgia.

il ragazzo più felice del mondo e le condivisioni

Il moto che ha spinto e spinge aziende, artisti e persone a condividere, gratis, cose che possano essere utili per affrontare questo periodo di reclusione è notevole e di molto apprezzabile. Mi fa piacere, inutile discutere ora sulla sincerità delle azioni. Non come Amazon che prima ha promesso l’accesso gratuito a Prime Video agli abitanti delle zone rosse e non appena le zone rosse si sono ampliate è sparita nel nulla. Comunque, le iniziative ufficiali si trovano qui: solidarietadigitale.agid.gov.it.
Tra i generosi del periodo, Gipi (e Fandango, che produce) rende disponibile il suo ultimo film: «Il ragazzo più felice del mondo», appunto. Non lo incorporo qui perché sarebbe inutile, se avete voglia guardatevelo su youtube. Grazie, Gipi.