se no, poi uno cerca davvero il gobbo

Notre Dame de Paris di Victor Hugo balza al trentaquattresimo posto dei libri più venduti da Amazon, il motivo è evidente. Bene, per carità, meglio di niente (anche se il secondo più venduto è Entra nel mondo di Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te, il che qualche dubbio lo dà).
Attendo a questo punto: un’invasione aliena perché si legga La guerra dei mondi, il controllo totalitario della società per 1984, la fine del mondo per La nube purpurea, il 16 giugno per l’Ulisse. E una bella intramuscolo di fantasia e astrazione per tutti.

il clamore era straziante

“Tutti gli occhi si erano alzati verso il sommo della chiesa, ciò che vedevano era straordinario. In cima alla galleria più elevata, più in alto del rosone centrale, c’era una grande fiamma che montava tra i due campanili, con turbini di scintille, una grande fiamma disordinata e furiosa di cui il vento a tratti portava via un limbo nel fumo”.
Victor Hugo, Notre Dame de Paris (1831)

Da sempre gli edifici, le chiese e i teatri, bruciano o vengono distrutti, i soldati di Napoleone non fecero di meno a Notre-Dame. Come capitò alla Fenice, al Petruzzelli, alla cappella della Sindone in tempi recenti. Aver salvato la struttura ed evitato il coinvolgimento di altri edifici è già stato moltissimo.
Ora si tratta di ricostruire, forse al netto di Viollet-le-Duc e, quindi, più vicino all’originale. Ciò non toglie nulla, purtroppo, al dolore e all’impressione di quanto abbiamo visto ieri e stanotte.

sentiti complimenti

Paolo Savona, l’economista ultraottantenne per cui Salvini e Di Maio erano pronti a far fallire il primo tentativo del governo Conte, poi nominato Ministro per gli Affari Europei e poi dimessosi l’8 marzo scorso per andare a fare il presidente della CONSOB, ha ben pensato di lasciare la carica con eleganza.

Due conti in tasca: su Amazon il libro costa 10,20 euro, diciamo generosamente che di dieci gliene vengano in tasca cinque, di euro (ma non è così), fa millecinquecento euro: cifra miserabile se confrontata alla caduta di stile e alla figuraccia. Ma, ancora una volta, scopro che c’è gente disposta a vendere la propria dignità a prezzi da bancarella. Bravo.
(A meno che, e non mi stupirei troppo, il Ministero abbia pagato i libri molto ma molto di più).

la dichiarazione dell’ananas

Questa cosa è genio, puro genio, g-g-e-n-n-n-i-o-o-o.

In pratica, mentre Salvini parla – come peraltro fa a tutte le ore di tutti i santi giorni che il Signore manda in terra mai che se ne perda uno – spunta tra i microfoni un ananas. Lui prosegue ma nessuno, nel mondo e nell’universo, ha idea di cosa abbia detto dopo.
Fantastico.

A Propaganda Live, peraltro, sostengono che il video sia un falso e che la dichiarazione dell’ananas vera sia la loro.
Può essere, fra’.

vi giudicherò dalla copertina

Dischi in uscita in questi giorni che giudicherò dalla copertina.
Il signor Quelle Chris, che si occupa di hip hop, propone nel suo nuovo disco, Guns (appena appena didascalico), un messaggio che è difficile decifrare: piacciono o no le armi?

I Steaksauce Mustache, invece, propongono una bella copertina per Superwoke, il loro nuovo disco. Se vi fossero sfuggiti, i signori fanno della musica mathcore che, ancora, se vi fosse sfuggito, è un genere musicale che fonde hardcore punk, math rock e metalcore. Tutto chiaro?

Mi chiedo se il signor Kyle Dion, che presenta se stesso come crooner, ricavi le proprie doti vocali dall’estensione del collo: se così fosse, è di certo cintura nera di estensione vocale. Oltre che un bell’uomo, certo.

Ho barato, questo è un disco dell’anno scorso, ce l’avevo lì per occasioni migliori: eccola. Il signor Lloyd ha chiamato un amico o due ed è andato nel bosco per fare una splendida foto. Talmente bella che ha deciso che sarebbe stata senza dubbio la splendida copertina del suo nuovo disco. Bravo. Solo un consiglio: io una visita dall’andrologo la farei.

Infine, anche lei splendida nella posa e nel messaggio, M¥SS KETA che a me ricorda solo un bel film degli anni passati. Tutto molto bello.

La creatività non conosce crisi.