minidiario scritto un po’ così di navigazione di un grande fiume: tre, buio, molto buio, cose grosse da spostare, avanti e indietro per quaranta secoli

La dahabya è ormeggiata a Gezeret Elshbeka e io con lei. Il sole è tramontato, le cicale fringuacchiano, il numero delle stelle è incalcolabile e sul fiume non naviga più niente. Gli ormeggi sono pali appositamente piantati nella terra a riva, non c’è corrente forte in questo tratto del fiume. Voci lontane da chissà dove, […]

minidiario scritto un po’ così di navigazione di un grande fiume: due, sintesi geoeconopolitica dell’Egitto contemporaneo, anvedi, così alcune cose sono dette (presuntuoso)

Presente il buio? Il buio, quello vero? Quello nero nero in cui non c’è alcuna luce artificiale, nemmeno quelle piccole dei tralicci, delle auto, di qualche casa. In Europa certo che no, forse ancora in alcune zone centrali della Spagna, ricordo, qui è abbastanza assoluto fuori dalle città lungo il fiume e, ovviamente, nel deserto. […]

minidiario scritto un po’ così di navigazione di un grande fiume: uno, situazioni letterarie, vengo anch’io, poi mi dite chi è stato

“Linnet Ridgeway!”“Eccola! E’ lei!” disse il signor Burnaby, proprietario del Tre Corone. Intanto allungava una gomitata al suo amico.I due uomini rimasero a guardare con tondi occhi e bocche semiaperte. Una imponente Rolls Royce rossa si era fermata in quel momento di fronte all’ufficio postale. Ne scese una ragazza: era senza cappello e indossava un […]

minidiario scritto un po’ così di una scampagnata inglese: sette, amministrazioni, libere repubbliche e vento che riporta a casa

Comprendere l’amministrazione inglese soprattutto a livello locale è pressoché impossibile per uno del continente. Per esempio, e per restare a Bristol, dal 2012 ha un sindaco eletto direttamente dai cittadini (Mayor of Bristol), che non va confuso col “Signor sindaco” (Lord Mayor), che è il vecchio ufficio sindacale – nel senso di ‘del sindaco’ – […]

minidiario scritto un po’ così di una scampagnata inglese: sei, scampagnata per davvero oggi, credo di essermi di nuovo innamorato degli inglesi, luoghi vicini alla perfezione

Da Salisbury a Bath è un tiro di schioppo inglese verso nord, per cui vien da sé, vado. O come dicono loro, a un lancio di sasso, a stone’s throw away. Se c’è un posto che fin dal nome si capisce che fa, beh questo è Bath: è l’unica sorgente termale di Inghilterra, l’acqua sgorga […]

minidiario scritto un po’ così di una scampagnata inglese: cinque, luoghi dell’umanità, cattedrali uno e due, cartoline dalla città

Mentre lascio Oxford per andare a Basingstoke, il mio telefono passa al 5g. Ecco, è arrivato quel momento, l’avevano detto: mi hanno attivato. Attivato quei pezzi di chip che Loro, loro!, avevano inserito nel mio corpo con le vaccinazioni anti-covid, ora chissà cosa succederà. Cioè, io mi sento come prima o, forse, è quello che […]

minidiario scritto un po’ così di una scampagnata inglese: quattro, incontri al vertice, opere umane d’ingegno, l’esperienza completa

La colazione nel bow window della casa georgiana che mi fa da albergo è memorabile. Non per il cibo, mi sono accontentato di due onesti toast col loro maledetto burro salato, non posso evidentemente sopravvivere a una full english al giorno, quanto per il contesto: fuori piove e volano le foglie gialle d’autunno, davanti a […]

minidiario scritto un po’ così di una scampagnata inglese: tre, reggere l’impero, avete qualcosa sui treni?, come stare al mondo

E il motivo per cui sono a Manchester: Natalie Merchant dal vivo. Un teatrone di quelli, per capirci, tipo Ariston a Sanremo, con ventotto spillatrici di birra sul lato opposto al palco e bagni in ogni angolo. Che civiltà. Poiché avevo pochi anni adolescenti quando una ragazza mi parlò dei 10,000 maniacs alla fine degli […]

minidiario scritto un po’ così di una scampagnata inglese: due, i ragazzi ce l’hanno fatta, l’altra città, cosa fare dopo le cinque?

Eh, adesso basta, vi arrangiate. In centro a Liverpool i vecchi magazzini del porto e le case degli operai sono diventati nel tempo un centro commerciale continuo e a fianco delle solite catene sono numerosi gli enormi discount di cibo e cose in cui i prodotti sono appoggiati per terra ancora nei cartoni alla rinfusa […]

minidiario scritto un po’ così di una scampagnata inglese: uno, la non tanto oscura connessione tra porti e musica, quei quattro già visti, a pranzo coi cani in chiesa

Un taxi inglese, di notte, viaggia sulle rive del Mersey e mi porta verso il centro. Per strada non c’è nessuno ma non è così tardi, piove ed è il buio di novembre. Mi viene in mente una canzone magnifica, In Liverpool on Sunday / no traffic on the avenue / the light is pale […]