Fedele alla mia funzione di servizio, oggi ho testato per voi alcuni dei maggiori motori di ricerca della rete. O, meglio, ho testato alcuni tra i maggiori motori di ricerca delle tre maggiori religioni monoteiste. Tutto maggiore.
Ebbene sì, come per ogni cosa esistono i motori di ricerca dedicati agli ortodossi, siano essi cattolici, musulmani o ebrei, i quali ovviamente desiderano – ottusità più ottusità meno – avere risultati conformi al proprio animo.
Il che, concettualmente, è un bel problema: perché una ricerca non è una ricerca se i risultati sono filtrati a monte e selezionati rigidamente da un bot della morale cui nulla sfugge.
Categoria: trivigantismi
E ancora, dieci danze per me non posson bastare.
Il munuocchin’ uorldbag men, l’uomo che tenta di fare moonwalking nel mondo sempre con la stessa borsa balla ancora e ancora, stavolta con una misteriosa scatola che forse vuole simboleggiare qualche cosa di ignoto.
Decisamente più lento del motorino che apre la performans, egli è invece senza dubbio infinitamente più elegante e leggiadro. E, senza dubbio, a minor impatto acustico. Perché il m.u.m. è ecologicamente compatibile, oltre a tutti gli altri pregi che possiede.
Liuk, vieni a messa
Dopo la cattedrale di Salamanca (qui il post) che proponeva un drago con gelato e un astronauta tra le volute della facciata marmorea, la cattedrale di San Pietro e Paolo a Washington non è da meno, perché mai farsi mancare qualcosa?
Infatti, tra i doccioni della facciata compare a sorpresa il testone casconato di Darth Vader (Fener nella nostra versione autoctona), il cui scopo è sputare l’acqua piovana sui fedeli usciti dalla messa.
Pare che alcuni anni fa la parrocchia avesse indetto un concorso per stabilire la figura di un nuovo doccione e, tra tanti ed essendo allora fresco di successo, ha trionfato il jedi cattivone.
La cattedrale è il maggior luogo di culto della Chiesa Episcopale degli Stati Uniti, ovvero una confessione che si rifà al vangelo sociale, che ordina senza difficoltà come ministri del culto donne e omosessuali, al punto che attualmente il vescovo supremo della Chiesa è la signora Jefferts Schori.
Ergo, non stupisce Darth Vader, Roma è lontanissima.
appuntamenti mancati
Cose bellissime accadono e purtroppo lo si scopre troppo tardi.
A Milano lo scorso uicchend si è tenuto l’abominevole Nihil Extreme Metal Festival, sesta edizione dell’appuntamento ultra-nichilista dei metallari speed, death, grind e si aggiunga pure qui ……………. un aggettivo a piacere.
Come da locandina, si segnala la presenza degli assoluti Voids of Vomit, formazione neo-romantica dedita al recupero degli stornelli amorosi del secolo passato, e di una nutrita scorta di bands di sapore necrofilo-intimista come i Nefas, i The Tombers, i Delirium X Tremens, i Dark Funeral e i Nefarium.
Imperdibili i parabiblici Unholy Land e gli Eroded, funesti e sconcertanti gli italiani Ul Mik Langobardeath, evidentemente una neo-formazione di metallo leghista dedita alla profanazione e all’assunzione di acque limacciose di fiumi smerdolosi, acque ricche di fosfati e polibismati, che tanto fan bene al corretto sviluppo dei ragazzi sensibili.
Il meglio in assoluto è richiedere informazioni: contattare (e qui pare uno scherzone ma esso non lo è, poiché il ragasso metallico di solito non scherza mai) il signor succulentoborchia su libero.it.
In alternativa, a Parma si è svolto il campionato nazionale di trattori iper-potenziati con motori a reazione di aerei bombardieri americani. La gara consiste nel trainare un mavorchio di 261 tonnellate e arrivare prima dell’avversario, come si può evincere facilmente da qui.
Secondo gli organizzatori, tale disciplina ha il suo primo esempio nel cane Buck de “Il richiamo della foresta” di London, primo esempio di pulling nel momento in cui disincagliava una slitta dal ghiaccio a forza di tirare. Certamente.
La categoria più interessante pare sia il trattorone da 9 tonnellate e 19.000 cavalli, che suppergiù costa la bazzeccola di centotrentamila euri senza l’autoradio.
E c’è ancora gente che la domenica non sa cosa fare o va a sentire l’Angelus…
Scrivere sui muri è arte sopraffina e dovrebbero farlo solamente coloro che sanno ciò che scrivono. Anche sui cartelli.
Un fatto certo: là fuori ci sono dei cattivi. Ed essi, è certo, tramano. Perché i cattivi, per essere sempre più cattivi, devono tramare. Meglio se nell’ombra. Il cattivo per antonomasia di solito gode a essere cattivo, e accarezza il gatto. Ma tanti altri sono cattivi e nemmeno se ne rendono conto. I peggiori.
Credo sia per essi la scritta di questo cartello.
e mi ritorna il buonumore
Quando mi vien meno il buonumore e lo scoramento mi si impossessa, quando tutto mi par oscuro e sento tanto freddo, quando tutto pare perduto e la gioja di vivre non fa capolino, c’è un solo modo per riportare sul mio viso la risata argentina che mi contraddistingue: guardare le fotografie di Sciaboletta.
E il sole torna a splendere.
Se, per un caso malaugurato, poi, il sereno non torna ancora sul mio capino di bambino, allora ricorro all’altro stratagemma: mi rileggo i titoli nobiliari del Re di maggio, e allora sì che gli augelletti pigolano felici nel giardino della mia allegria.
In grassetto i miei prediletti:
Re d’Italia, re di Sardegna, re di Armenia, re di Cipro, re di Gerusalemme, duca di Savoia, duca di Monferrato, duca di Genova, duca di Aosta, duca del Chiablese, duca del Genovese, principe e duca di Carignano, vicario perpetuo dell’Impero, principe di Piemonte, principe di Oneglia, principe di Acaia, principe di Masserano, principe di Chieri, principe di Dronero, principe di Bene, principe di Brà, principe di Montemellian con Arbin e Fancin, principe di Carmagnola, principe di Poirino, principe di Trino, principe di Crescentino, principe di Riva di Chieri e Banna, principe di Busca, marchese di Saluzzo, marchese in Italia, marchese d’Ivrea, marchese di Susa, marchese di Ceva, marchese di Maro, marchese di Cesena e Oristano, marchese di Savona, marchese di Tarantasia,
Demonio, sì, demonio! Se la terra potesse partorire fecondata da lacrime di femmina, ogni goccia sarebbe un coccodrillo!
Già, questo è l’Otello ma è ormai noto – la poesia è decisamente morta – che il coccodrillo piange per ragioni più pragmatiche, ovvero ripulirsi il bulbo oculare, avendo esso la complicazione della doppia palpebra e carattere non esattamente incline al piagnisteo.
Per translazione, le lacrime di coccodrillo si riferiscono a coloro che si fingono pentiti di una mala azione, versando finte lacrime, metaforiche o no. Di conseguenza, almeno in italiano e in lingue vicine, si chiamano coccodrilli anche le biografie di personaggi noti che vengono regolarmente aggiornate nelle redazioni giornalistiche allo scopo di non farsi trovare impreparati al momento del decesso (o di qualche premiazione o ricorrenza), in virtù della natura non proprio spontanea della narrazione.
Negli Stati Uniti, che son più pratici e pure più precisi in queste cose, i coccodrilli li chiamano obituaries, per indicare esattamente i pezzi biografici che vengono poi pubblicati in caso di morte. Parrebbe ovvio dire che gli obituaries debbano essere pubblicati dopo la morte del protagonista, ma così non sempre accade.
Scrivere sui muri è arte sopraffina e dovrebbero farlo solamente coloro che sanno ciò che scrivono. La scritta politica, poi, richiede gesto fulmineo, sintesi assoluta e efficace comprensione del contesto.
E’ il caso del commentatore politico qui sotto, deluso a sinistra evidentemente, e noto nel quartiere per i suoi sfanc raffinati distinguo e per la ricchezza dell’analisi, tanto da essere richiesto in numerosi dibattiti improvvisati agli angoli delle vie: