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estasi

munuocchin’ uorldbag men (3)

Ancora un gesto epico, seppur di quattro secondi, dell’uomo che tenta di fare moonwalking nel mondo sempre con la stessa borsa (munuocchin’ uorldbag men): il luogo stavolta è Vigoleno.
Il quale, sebbene sia chiaramente un pessimo posto per tentare il mnwlkn’, è un ottimo posto in cui gustare la torta fritta piacentina e visitare amenissimi castelli.

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estasi

la stazione di monta

svampaIl 19 aprile scorso, un po’ per tirare la volata al capo della Provincia milanese e un po’ perché è la sua vita, Nanni Svampa ha tenuto un concerto a Milano, in un circolo ARCI davvero sontuoso.
Inutile dire che Svampa, tra Gufi e Brassens, è uno che va sentito almeno una volta nella vita e altrettanto inutile dire che io, con un degnissimo compagno di merende, c’ero. Concerto notevolissimo, divertente e incantato, con certi concetti fondamentali che passano qua e là come piccole pietre molto preziose, tra donne di ringhiera e amanti avvinazzati. Oltre, naturalmente, alle selvagge storielle da osteria. Ed è una di queste che voglio raccontare, come l’ha raccontata lui:

In un paesello del varesotto, appena dopo la guerra, arriva alla stazione di monta il toro. Naturale che tutti i contadini portino le loro vacche a ingravidare. Un contadino incarica la figliola di portare la vacca alla stazione di monta. Lei, un po’ ruvida, prende la vacca e si incammina. Sulla porta della chiesa, il parroco la vede e le dice: “O dove vai, figliola, con la vacca?”. Lei (si immagini l’accento varesotto-belluino) risponde: “Eh, porto la vacca a far montare”. E il parroco: “Ma benedetta figliola, non può dunque attendere il tuo papà a questo mestiere?”. E lei, subito: “Eh no, ci vuole proprio il toro”.

(Stazione di monta batte Stazione centrale).

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René Maltête

La gioia che provo quando qualche persona amica mi mostra qualche meraviglia sconosciuta è incomparabile e incommensurabile. Succede, per fortuna, e ogni volta è bellissimo.
La meravigliosa e generosa Siu mi ha introdotto di recente allo strepitoso mondo della fotografia comica e poetica di René Maltête, fotografo francese dal cuore gentile e ridicolo.
Il minimo che io possa fare è diffondere la meraviglia:

Molte altre, stupende, si trovano qui.

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estasi

munuocchin’ uorldbag men (2)

Proseguono le imprese dell’uomo che tenta di fare moonwalking nel mondo sempre con la stessa borsa (munuocchin’ uorldbag men) e su superfici diverse: questa volta è in luoghi nostrani ma il risultato, nonostante la differente densità dell’aria, è il medesimo delle altre volte.
Nonostante la colonna sonora adeguata.

Ancora non è diventato un fenomeno virale in rete ma io ci conto e spero con ardenza che prima o poi lo è. Le imprese precedenti, in Australia e in Magiarìa, sono qui.

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genio applicato ai pic-nic di primavera

Mentre io mi balocco con le mie piccolezze, alcuni audaci pensatori sono al lavoro e creano, ogni giorno, soluzioni innovative a problemi urgenti. Un problema cui ancora non è stata data un’adeguata soluzione è di certo la tovaglia per il pic-nic. Non si sottovaluti la portata della questione: un terzo o forse più dei fattori che contribuiscono alla riuscita o meno di un pic-nic sono legati alla tovaglia, qualità, fattura, portabilità, vestizione ed estetica. Un terzo al cibo/compagnia/cestino e un terzo alle condizioni meteorologiche. Scegliete una tovaglia a caso e quasi certamente fallirete su tutto il fronte pic-nic.
Naturalmente quanto detto finora vale per ogni settore delle attività umane, non solo per le gite all’aria aperta: il dettaglio è sostanza e ogni scelta trascurata comporta delle conseguenze.
Per la serie “intelligenze dedicate alla soluzione di problemi irrisolti”, oggi vi presento l’ultima creazione del sommo Federico C., immaginata, realizzata e composta con me, fortunato, che lo osservavo in diretta: la tovaglia anti-invasioni aliene durante i pic-nics o all’osteria.
Mantenendo la tradizione, felice, della tovaglia quadrettata – indispensabile per gli amanti del tempo che fu e delle costumanze delle osterie – l’innovazione si spiega da sé. Ecco dunque il felice risultato con un concreto esempio di applicazione:

Sia ben chiaro che tutto quanto inerente a questa idea innovativa appartiene a lui, lui, lui, e che ogni duplicazione, falsificazione, riproduzione, emulazione è vietatissima, pena vendetta micidiale senza pietà. Nulla impedisce, però, di ammirarla stupefatti e, in caso si venisse a realizzazione, di chiederne eventualmente un esemplare per rendere, finalmente, felici i propri pasti. Per il momento, sono graditi i commenti e le, chissà, prenotazioni, sempre in caso che.

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estasi trivigantismi

finneghismi: il gigantesco riepilogo.

Per i forti di cuore e di pazienza ma deboli di riso, un gigantesco riepilogo dei finneghismi fin qui generati, grazie al meritevolissimo e titanico sforzo di chi, qui, ci si dedicò (chi fosse interessato ai precedenti, ne trova alcuni nel b.site, 16 gennaio). Riepilogo che serve un po’ a riunire in queste pagine quanto di originale fatto finora, un po’ perché mi vien sempre da ridere e un po’, chissà, a ripartire se qualcuno desidera.
Ed ecco, a seguire, l’elenco di meraviglie.

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swine flu

swine_flu_vr(da The Ottawa Citizen, via Internazionale).

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estasi

lo spirito nel granaio (omaggio a Dino Buzzati)

Nel 1965 Dino Buzzati decise di ritornare in Val Belluna per una notte, nella casa della sua infanzia. Nonostante non fosse tipica terra da belluno-villa-buzzatistregonerie e da fantasmi, la gente non avesse molti umori fantastici e i declivi e la campagna sembrassero bonari, la casa – fin dall’infanzia di Buzzati – pare fosse infestata da uno spirito di un antico fattore, forse un certo Fontana che defraudava le misure del granturco. Spirito che a mezzanotte attraversava il pavimento del granaio camminando da parete a parete, calpestando sonoramente i tavolacci di legno e rimestando tra i mucchi di grano e mais, il suo tormento.
Si dice che gli spiriti perdano di anno in anno in vitalità e consistenza, che dimagriscano e si attenuino, che le loro impronte si facciano fievoli e sottili fino a dissiparsi del tutto, dissolte e smussate con l’andare del tempo: per ciò, ormai quasi sessantenne, Buzzati decise di tornare nella vecchia casa, per assaporare ancora una volta quella soggezione solenne e antica che vien su la notte dai rintocchi, dai passi sul legno, quella folla di volti, di voci e di momenti perduti che avevano costituito la sua infanzia.
Anche uno spirito è questo.

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estasi memoria

Onorina Brambilla Pesce

Nori, come la chiamano tutti, o “Sandra”, il suo nome da staffetta partigiana, racconta un pezzetto della sua storia il 25 aprile 2009 a “Partigiani in ogni quartiere”, al quartiere Gallaratese di Milano:

Arrestata e torturata, internata nel campo di concentramento di Bolzano, non parlò: “Sia chiaro che io non ho taciuto per amore. Non avrei tradito nessun compagno, mai”. E a me tremavano un poco la mano e il cuore. Qualche anno fa, rivolta a coloro che adesso parlano di “regime”, rispose secca: “Non sanno di cosa parlano”.

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estasi memoria

milano, 25 aprile 2009

Non credete a chi dice che eravamo venticinquemila, eravamo molti ma molti di più, tutti insieme a celebrare la Resistenza. Alla faccia di Formigoni e delle vecchiarde assenti.