Il tumbler è un bicchiere per cocktails, alto o basso a seconda del preparato da introdurvicisi. Ma è anche un nemico di Capitan America, un acrobata, il nome di una macchina per dare la cera, il nome di una delle macchine di Batman eccetera eccetera eccetera.
Nel caso della bananarchia (e non solo, chiaro), la versione contratta tumblr indica a sua volta la contrazione di un blog in un tumblelog, ovvero la raccolta rapida di appunti, links, simil-segnalibri e selvaggio accumulo di media varii, senza necessità di commento o altro, il tutto molto agile e senza troppi patemi d’animo sulla costruzione del pezzo.
Autore: trivigante
O di come la realtà sia sempre più complessa e sorprendente di quanto ci si aspetti.
La Russia ha attualmente uno dei più alti tassi di infezione da sifilide del mondo, a livello di alcuni paesi dell’Africa subsahariana. E lo stesso può dirsi per l’infezione da HIV, che in Russia ha uno dei tassi di crescita più sviluppati del pianeta: poiché la maggior parte delle infezioni hanno avuto luogo dal 1999 in poi, è chiaro che la diffusione non è che all’inizio.
La Russia, insieme all’ex blocco sovietico, è anche il maggior esportatore di prostitute al mondo, ucraine moldave ungheresi romene e slave, seconda solamente ad alcuni paesi africani. Il che, evidente, va di pari passo con la diffusione delle epidemie e l’abbassamento del tasso di fertilità nei paesi colpiti.
Domanda: qual è il paese al mondo che importa il maggior numero di prostitute russe e slave? Risposta: Israele. Esatto, proprio quel paese nel quale gli ultra-ortodossi dieci giorni fa hanno cancellato dalle fotografie del nuovo governo le immagini delle due donne ministro. In fondo, sono due aspetti del medesimo problema: più si stringono i cordoni della morale, più si umiliano le donne e più i pruriti, da sfogare lontano dagli occhi della famigliola perfetta, crescono.
munuocchin’ uorldbag men
Gentile popolo della Rete,
come l’uomo che balla nei posti del mondo, o il nano da giardino di Amélie, anche io ho un soggettino da proporre all’attenzione virale: l’uomo che tenta di fare moonwalking nel mondo sempre con la stessa borsa (munuocchin’ uorldbag men) e su superfici diverse.
Orbene, questo eroe della danza moderna con borsa io l’ho scoperto tempo fa in una bidonvìl vicino Zurigo e sto pensando di lanciarlo sul mercato sottostante, in virtù di una certa sua qual abilità che, al pari di altri numerosi artisti della rete, potrebbe rendere famoso lui e me. Invitandolo a eseguire le sue performansìs in ogni dove terracqueo e riprendendolo con attrezzatura fintamente dilettantesca, io vorrei che cotesti videi e il culto per il figuro si spandessero in molti forum e blogs, così da diventare un fenomeno anche lui.
Anche perché non capisco come mai molti sì e lui no.
Sono dunque lieto di presentare il munuocchin’ daunander e il munuocchin’ magiaro:
storie al telefono
Teologica bislacca: “Un angelo annuncia a una giovane che concepirà il figlio di Dio; lei è perplessa ma accetta. La casa della giovane, poi, vola fino a Loreto” (140);
letteraria da bar: “Un vecchio cieco narra di quando i Greci s’incazzarono, attraversarono il mare e con un cavallo distrussero Troia per riprenderne un’altra” (138);
letteraria da italia unita: “Nell’Italia del Seicento due ragazzi s’amano, però la peste e i nemici spagnoli dicono no all’unione. Però, il bene e un prete fanno sì che” (136);
letteraria metafisica: “Un uomo di mezza età fa una visita guidata nell’aldilà, incontra un sacco di gente, sente la fanfara dei cieli, e alla fine esce che è buio” (139);
politica verosimile: “Un fascista materassaio fonda un circolo segreto con gli amici, nerovestiti con i compassi. Parrebbero pirla, invece governarono il paese” (137);
para-infantile: “In case di funghi, un popolo di omini blu vive in una società rigidamente maoista, condivide una sola donna e lotta contro un mago fascista” (139).
Sono le storie al telefono ma le favole valgono ancora: può qualunque storia essere narrata in 140 caratteri, ovvero la misura standard di un sms? Può una storia complessa aderire alla misura aurea della comunicazione odierna? Può. E senza bisogno di ricorrere alle “kappa” e alle abbreviazioni imbarazzanti, ché qui si comincia ad avere un’età.
Le regole del gioco sono dunque semplici: massimo 140 caratteri, vale qualsiasi tipo di storia, più è intricata e maggiore è l’onore del sintetizzatore estroso. Per semplificare la creazione, suggerisco un comodo strumento di conteggio istantaneo: questo.
recenti esportazioni di civiltà
Nel 1907 fu inaugurata a Tripoli la prima scuola per portatori di handicap e per l’insegnamento ai sordomuti e ai disabili in generale.
Nel 1908 nella sola Tripoli si pubblicavano otto tra quotidiani e settimanali nelle varie lingue: arabo, turco, italiano ed ebraico.
Nel 1909 a Tripoli si potevano contare venti scuole ebraiche, cinque scuole elementari italiane, una scuola inglese e una francese, per citare solo le scuole straniere.
Nel 1911 il governo Giolitti decise di esportare la civiltà in Libia.
i nipotini di Mixer
I più bravi si pigliano il premio. Ed è anche meno faticoso che entrare nelle case ad aprire cassetti pericolanti (via carabanda).
la lettera aperta di Marco Formigoni
Alcuni giorni fa se ne è andato Marco Formigoni, per molti di noi una voce costante negli anni e, in ogni caso, uno di noi, cui voler bene sempre.
Marco aveva adottato un bambino, poi ragazzo, brasiliano, qualche anno fa. Per lui, suo figlio, quando a Milano per una scatola di biscotti uccisero Abdul William Guibre, Abba, giovane italiano di colore, Marco scrisse una lettera aperta al sindaco di Milano.
Ecco la lettera, cui nessuno mai rispose:
Gentile signor Sindaco,
sono un papà preoccupato. Mio figlio ha 10 anni da pochi giorni. Sono preoccupato come tanti padri per quello che potrebbe succedergli quando tra qualche anno uscirà la sera; l’alcool, la droga, l’auto. Quando torni? Stai attento, non fare stupidaggini. Ti fidi, è tuo figlio…Non puoi mica rinchiuderlo perché hai paura. Ma se diventare grandi non è facile, vederli crescere fa anche un po’ paura.
Ma oggi sono preoccupato perché il mio ragazzo ha la pelle scura.
Guardo le foto di Abdul Guiebre sui giornali e gli occhi si spostano su quelle di mio figlio, qui sulla mia scrivania. Come sarà tra 5 o 6 anni? Ma soprattutto cosa avranno già sentito le sue orecchie? Comincia a succedere già oggi. Quest’estate in spiaggia, mentre lui giocava con altri bambini, un signore scocciato gli ha detto negro di merda. Ha fatto finta di non sentirlo; ma solo finta, perché poi me ne ha parlato e mi ha detto che ha pensato che quel signore fosse uno stupido ignorante. La cosa che mi ha fatto più male è che ho capito che si sta abituando alla stupidità, all’ignoranza. La prima volta che era successo che qualcuno lo apostrofasse con riferimenti al suo colore era stato un bambino: “Sei marrone come la cacca”. Erano stati pianti e lacrime. Qualche anno prima un tale l’aveva chiamato Bin Laden, ma per lui appena arrivato dal Brasile era una delle tante cose nuove e incomprensibili che gli stavano capitando per la prima volta, come la neve, gli spaghetti e o mia bela madunina.
Stasera tornerò a casa e gli racconterò di Abdul, leggeremo insieme il giornale e cercherò di spiegargli che cosa è successo. Ma non sono tanto sicuro di riuscirci. Perché dovrei dirgli che oggi ci sono persone che hanno paura di quelli con la pelle scura come la sua. Ma la colpa, amore mio, non è del colore della pelle, piuttosto di quello che quelle persone hanno nella testa e nel cuore. E a quelle persone bisogna spiegare che il colore della pelle non c’entra. Ma non basta che glielo spieghiamo noi, il compito è soprattutto di chi ci governa. E a quel punto mi chiederà perché non lo hanno ancora fatto. Se lo avessero fatto, forse quel ragazzo sarebbe ancora vivo.
Sindaco Moratti, le giro questa domanda di mio figlio. Perché non lo avete fatto?
Marco Formigoni
“la peggiore tragedia del millennio”.
L’ha detto Bertolaso, volendo dire – immagino – del terzo millennio appena iniziato. Anche circostanziata, la frase è una stronzata, poiché presuppone che i morti di altri paesi siano in sostanza bestioline schiacciate dai sassi. Ed è in malafede.
Lo spiega molto bene Sanfello in questo post.
L’Aquila 6 aprile ore 3.32
A ora, la Protezione civile dichiara che la rete di soccorso sta funzionando e invita a non muoversi autonomamente. Piuttosto, per chi volesse mettersi a disposizione o – abitando in prossimità delle zone terremotate – può ospitare qualcuno, si metta in contatto con la sede della Protezione Civile della propria città.
Chi desiderasse, invece, contribuire al sostegno materiale, può utilizzare uno dei conti correnti aperti per questo scopo, a seconda:
– Croce Rossa Italiana: Iban: IT66 C010 0503 3820 0000 0218020.
Causale “pro terremoto Abruzzo”;
– Rifondazione Comunista di Pescara: Iban: IT32 J031 2703 201C C034 0001497. Qui.
Causale: “Rifondazione per l’Abruzzo”;
– Legambiente: Iban: IT79 IO50 1803 2000 0000 0511440.
Causale “Emergenza terremoto Abruzzo”.
la crisi politica magiara
Prosegue la crisi di governo in Ungheria, a seguito delle dimissioni del primo ministro Ferenc Gyurcsany. Gyurcsany, premier dal 2006, si è dimesso il 21 marzo scorso a seguito dello scandalo sollevato dalle rivelazioni di trivigante.it riguardo la pasticceria Gerbeaud: infatti, detta pasticceria non offre affatto quaranta tipi di torta, come invece sostiene la vulgata popolare per attirare i golosi d’Europa.
Qui il reportage. A destra, una fotografia di Gyurcsany in un momento di svago.
Gordon Bajnai, il possibile successore al governo, ha presentato ieri al Partito socialista (Mszp) e all’Alleanza dei liberi democratici (Szdsz) il proprio programma. Che non comprende il progetto di aggiungere almeno trenta torte al banco della pasticceria Gerbeaud.
Faremo cadere anche questo.