Quando mi vien meno il buonumore e lo scoramento mi si impossessa, quando tutto mi par oscuro e sento tanto freddo, quando tutto pare perduto e la gioja di vivre non fa capolino, c’è un solo modo per riportare sul mio viso la risata argentina che mi contraddistingue: guardare le fotografie di Sciaboletta.
E il sole torna a splendere.
Se, per un caso malaugurato, poi, il sereno non torna ancora sul mio capino di bambino, allora ricorro all’altro stratagemma: mi rileggo i titoli nobiliari del Re di maggio, e allora sì che gli augelletti pigolano felici nel giardino della mia allegria.
In grassetto i miei prediletti:
Re d’Italia, re di Sardegna, re di Armenia, re di Cipro, re di Gerusalemme, duca di Savoia, duca di Monferrato, duca di Genova, duca di Aosta, duca del Chiablese, duca del Genovese, principe e duca di Carignano, vicario perpetuo dell’Impero, principe di Piemonte, principe di Oneglia, principe di Acaia, principe di Masserano, principe di Chieri, principe di Dronero, principe di Bene, principe di Brà, principe di Montemellian con Arbin e Fancin, principe di Carmagnola, principe di Poirino, principe di Trino, principe di Crescentino, principe di Riva di Chieri e Banna, principe di Busca, marchese di Saluzzo, marchese in Italia, marchese d’Ivrea, marchese di Susa, marchese di Ceva, marchese di Maro, marchese di Cesena e Oristano, marchese di Savona, marchese di Tarantasia,