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l’innovazione di telecom (onde cerebrali selvagge)

telecomSfogliavo un giornale e imbattòmmi nella nuova campagna Telecom dedicata all’innovazione: workingcapital. In pratica, siccome da noi per “innovazione” si intende “prendi un’idea altrui e cambia qualcosa, almeno il nome”, cioè l’“innomazione”, Telecom dichiara che è disposta a finanziare progetti di innovazione in campo informatico (noia 2.0) e per farlo utilizza la strepitosa campagna che riporto qui a destra.
Ora, anche senza cliccarci sopra per ingrandire l’immagine e senza essere dei teorici dell’advertising, pare evidente che abbiano copiato e pure pesantemente. Esatto! E non solo le letterine colorate ma il font è lo stesso e il lettering nel complesso. Sebbene Google dichiari di essere a conoscenza della cosa e di averla autorizzata in via del tutto eccezionale, a me frega ben poco chi abbia copiato chi e perché: trovo buffo, invero, che Telecom per far partire tutta la geniale baracchina sia andata su questo sito e abbia fatto la scritta. Uoooah, innovazione. Beh, l’ho fatto anche io:
telecom_copia

Naturalmente, dopo averli presi per il culo, gli manderò il mio progetto di innovazione, allo scopo di fagocitare cospicuo finanziamento. Ma non posso rivelare qui il mio progetto, dai!, altrimenti poi me lo copiano. Però posso riportare qui il logo che ho ideato per la mia idea di innovazione 2.0; logo che, ci tengo a dirlo, ho inventato io da solo solissimo nella mia stanzetta giocosa:
telecom_trivigante

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FOSStituire il possibile / Puntata 5.1: gamez!/UT

di gnappolo.
rs_stripesIo sono pacifista e nonviolento. Quando gioco sul computer posso essere diverso, e sono contento di potermi divertire con qualsiasi genere di videogame senza diventare davvero aggressivo. Per “evadere” mi basta il divertimento puro, in qualsiasi forma questo si presenti: riesco ad essere sereno davvero con qualsiasi gioco, se il gioco mi dà qualcosa di nuovo, un “mondo” particolare, una sensazione affascinante, insomma, se ne vale la pena. Questa intro solo per chiarirvi perché nel post di oggi troverete generi di giochi tanto diversi.
Un’altra cosa: sui nostri PC e in rete è davvero pieno zeppo di videogiochi, e chiunque ne conosce almeno due o tre oltre ai soliti solitario-campominato. Questo post però è per presentarvi esclusivamente dei giochi DAVVERO FOSS, completamente liberi e gratuiti, sviluppati grazie alla passione di intere comunità per il solo divertimento degli utenti. È un luogo comune smentito dai fatti che per giocare bene si devono spendere dei soldi: il Foss ci permette ore e giorni, ma che dico, intere settimane di sano divertimento a costo zero e comunque solo di alto (o altissimo) livello. E questa, se permettete, è una misura della portata rivoluzionaria del mondo opensource. Hasta siempre!

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ténnica

mi aiuta a installare Gugol?

dr-lampwickes-amazing-mind-machine+Pronto *****(nome negozio) computer..
-Sì salve, buonasera, io ho il cervello in riparazione da voi, volevo sapere se era stato riparato…

Vorrei un microfono per un pc portatile fisso

Ma questa promozione scadeva domani?

Con questo computer posso connettermi con X-files? (Skype)

In negozio avete qualcuno che ripulisce gli appartamenti dai cavi microspia inseriti nelle pareti?

ma questo Pc ha Windows Fiesta?

Vorrei una supposta di memoria per la macchina fotografica

Svarioni in negozio di informatica, questi e molti altri qui. I negozi di informatica, come le librerie, capeggiano la classifica degli esercizi maggiormente bersagliati da refusi verbali più o meno imbarazzanti e la domanda è: perché? Credo che la risposta stia nello sforzo mnemonico eccezionale che viene richiesto al cliente medio (libreria: autore o titolo o colore copertina o prezzo o lettera qualunque nel titolo/autore; negozio informatico: assonanza qualunque con il prodotto), il quale viene sfinito dallo sforzo e inciampa rovinosamente. L’uovo, la fettina di carne, il cappello a larghe falde sono ormai conoscenze acquisite dal compratore medio. Ed ecco un esempio degli strafalcioni da libreria. Quando ci lavoravo io, in libreria, avevo delle ripercussive crisi di nervi quando mi chiedevano: “Salve, vorrei il libro presentato al Maurizio Costanzo ieri sera”. Da ciò si intuisce quale sia il primo passo per la corretta formazione dell’operatore librario.

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FOSStituire il possibile / Puntata 4.2: comunicare/l’accesso alla rete

di gnappolo.
Open source, Software libero, Peer-to-peer (P2P), wikipedia: oggi sappiamo tutti, più o meno, cosa sono e che si basano sul contributo individuale e sulla condivisione delle risorse (ad esempio il tempo, lo spazio disco, la banda, il codice…).
hoppi-copterMa pochi conoscono che esiste ancche la condivisione dell’hardware, o meglio, dell’accesso alla rete.
Pensiamoci bene, perchè c’è proprio da sentirsi dei dementi: io ho il mio router wireless in casa per arrivare all’adsl. Un muro più in là il mio vicino ce l’ha uguale, e paghiamo entrambi il nostro euro al giorno (piùomenocirca) per accedere alla rete. Al piano di sotto ce n’è un altro, e così’ via… un palazzo intero pieno di hotspot wireless… che funzionano a singhiozzo (e senza alcuna economia) e giù euro ai provider alla faccia dell’accesso alla rete democratica…
Ma santa polenta mi dico io, che cosa ci spinge a pagare così tanto per chiuderci ciascuno nel suo orticello digitale? Perchè non condividiamo le reti? Cosa ci spaventa, l’invasione degli ultracorpi o che il vicino ci spedofilizzi l’hardisc? Basterebbe un po’ di buon senso e di sano vicinato e sarebbe fatta: smanettando il minimo si garantisce l’accesso SICURO al vicino, ci si auto-limita la banda (così ce n’è per tutti), e si dividono le spese del canone… Oggi si viaggia a 7Mb di base (al massimo è 1 garantito), ma quanti ne usiamo?
C’è chi ha pensato ad una cosa ancora più democratica, la RETE FON: http://www.fon.com/

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FOSStituire il possibile / Puntata 4: comunicare

di gnappolo.
fosstitute_benderOggi si inaugura una serie di post dedicati ai programmi “liberi” e Open Source mirata a chi usa quotidianamente il pc e intende alleggerire non solo il proprio sistema (con programmi che facciano la stessa cosa in meno tempo) ma anche il portafoglio delle grandi software house.
Ci occuperemo di funzioni e programmi molto noti (l’instant messenging, masterizzare, Office e affini, ecc…), ma anche di softuerini sconosciuti ai più ma in qualche modo utili. Spero di far venire un po’ di acquolina in bocca offrendo una Piccola raccolta di software FOSS. L’indice, compresi i primi tre post già usciti sul b.site, è disponibile nell’area cose, qui.

Comunicare.
Il problema non è fosstituire MSN Messenger, che non uso e che odio ed è pure una sola proprietaria. Non è neppure GoogleTalk, che già usa un protocollo open (chapeau). IL problema secondo me è e sarà sostituire il software VOIP. Qualcuno ha infatti mai sentito di persone che usano il voip via software ma NON USANO Skype? Ecco, appunto.
Il bastardo è ormai uno standard per diffusione (come IE) ma con formato chiuso, tracciabile (può essere criptata solo la versione a pagamento, se non ricordo male) e pure un po’spaccaballe… (ultimamente mi contattano signorine di casino e russe per matrimoni piuttosto spesso). Pertanto, per quanto riguarda il comunicare in tempo reale propenderei a diffondere il verbo FOSS puntando ad altro. Per ora non ho da offrirvi veri riscontri oggettivi, e così in questo post troverete solo un paio di cose per il Voip. Al contrario, per il messenging istantaneo li cielo è decisamente più chiaro (e ci vola un simpatico e bravo piccione). E c’è anche una bazza!