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estasi

25 aprile 2012: a Milano c’era anche garabaldafafarata

Mescolati tra la folla festante a Milano, i due garabaldani BANDI Giuseppe di Agostino (53) e NIEVO Ippolito di Antonio (688) portano testimonianza di libertà e partecipazione:

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estasi memoria

25 aprile 2012: buona festa a chi ne è degno

Il 25 aprile è il mio natale, anzi meglio: è l’unica ricorrenza annuale in cui non mi tocca scendere in piazza per ricordare una strage o per protestare contro il pacchetto sicurezza (il 2 giugno è un po’ una sòla, una roba per sottosegretari), è una festa vera, che si è felici e si celebra una vittoria. Capito? Una VITTORIA!

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estasi

l’integrazione tra i popoli, tra le patate e le carote

Siu, e la mia riconoscenza è imperitura, mi segnala il più grande genio del commercio mai vissuto:

Raccolgo ordini per la prossima volta che vado. Grazie a dio ci sono gli immigrati.

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estasi

dev’essere di certo un gran libro

Giudicando dalla copertina:

E’ un libro di interviste, il che spiega tutto, ed è dell’eccellente Juan Pablo Cambariere, cui va tutta la mia admiraciòn.

A margine, parlando di ottimi libri, se desiderate avere una buona oretta di spasso supremo, mi permetto di consigliare un libriccino: Alan Bennett, La sovrana lettrice, Adelphi (qui), allo scandaloso prezzo di un Camogli all’autogrillo.
Non racconto la storia, sarebbe una cattiveria, basti dire che leggere rammollisce. Questo è un fatto. Ma se si rammollisce una regina prima legnosa, non è detto che sia un bene. Poi se qualcuno vuole ne parliamo.

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estasi trivigantismi

pleiliste: cinque canzoni che è fottutamente primavera!

Mi scrive Mr. J. cinque minuti fa: “Benzina nel serbatoio ce n’è (ce n’è sempre stata), quindi spolverate le selle, accendete i motori, che è fottutamente primavera! Arriva la pleilista Spring12” e mi cadauna un cinque-pezzi-cinque per celebrare questa primavera estiva.
E infatti, è tempo di pleiliste di primavera, non siate timidi, uscite dalla grotta che qui fuori c’è caldo!

Avanti allora, e questo giro – per soddisfare tutti – si parla di canzoni e non di dischi:

gnappolo
Wilco – Black Moon
Cake – Opera Singer
Offlaga Disco Pax – Tulipani
Frank Black & The Catholics – Changing of the Guards (The Peel Sessions)
Dave Matthews Band – Exodus (The Complete Weekend on the Rocks Vol.8)

trivigante
Kaiser Chiefs – Little Shocks
Billy Cobham – Stratus
Hoodoo Gurus – Out That Door
Franco Micalizzi & The Big Bubbling Band – Hot Spots
Talking Heads – And She Was

Non siate timidi, ce l’abbiamo fatta anche quest’anno.

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estasi trivigantismi

munuocchin’ uorldbag men: pòso pasàree???

Proseguono le imprese dell’uomo che tenta di fare moonwalking nel mondo sempre con la stessa borsa (munuocchin’ uorldbag men) e su superfici diverse: questa volta, il m.u.m. danza in onore del sommo Quirico Filopanti, della costituzione della Repubblica Romana e dei fusi orari, unendo arte, storia e metafe simbolismiche.

E, finalmente, il m.u.m. trova un’ammiratrice all’altezza, che si arresta di fronte all’estasi e riconosce la bellezza per le vie della sua città.

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maledetta foce a delta

A trent’anni dall’ultimo, mi sono comprato un album di figurine.

D’accordo, non vado a dirlo in giro nelle cene eleganti, ma tutto sommato sono piuttosto soddisfatto.
La storia del Risorgimento, le figurine di Pisacane, del Volturno, di Giacomo Medici e dei fratelli Dandolo, porta San Pancrazio e il Vascello. Che goduria. E in un attimo, la gloriosa sensazione di aprire i pacchetti delle figurine, il rituale mantrico del celocelomanca, e le carte sparse dappertutto che poi ti giri e rigiri l’album immaginando come possano essere le figure che ancora mancano. Sensazionale. Era dal 1983 suppergiù che non praticavo, da quando scoprii che non ce l’avrei mai fatta a trovare la figurina 56, la foce a delta, maledetta lei e tutti i fiumi della terra.

Ora che sono adulto, fisicamente diciamo, ho finalmente provato l’estasi suprema del figurinismo quando si è ricchi: andare dall’edicolante, chiedere quanti pacchetti di figurine ha e – momento sommo – dire: “dammele tutte”. Uoah, il sogno di quando ero nano. Tornare a casa con, che so, quaranta pacchetti di figurine in un colpo solo. Non sono bastate per finire? Edicolante (un altro): “dammele tutte”. L’ho sognato un milione di volte.
Cazzarola, però, nonostante io sia ricco da far schifo ho commesso dilapidazione di danari. Paniniugualeladri. Ma le devo avere tutte lo stesso.
E poi, da adulto, nonostante io rifiuti la cosa, puoi fare ciò che è proibito da ragazzetti: compilare il modulo dentro e comprarti direttamente le figurine che mancano. E finire. Bum! Un po’ sporca, lo so, non lo farò.

L’albume di figurine ha portato ancor più gaiezza nella mia casa, il tempo è tornato indietro e certe cose, nella testa, non cambiano.
Anzi sì, una sì, una cosa è cambiata. E non ci avevo pensato e un poco mi ha fatto male scoprirlo: non ho più nessuno con cui scambiarle.
Il tempo se ne è davvero andato.

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estasi

don’t judge a girl by her cover

Nonostante non l’abbia letto, la signorina ne ha tratto ispirazione a suo modo:

Perfetta.

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estasi

l’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica

Ovvero quando la riproduzione impone di nuovo la contemplazione, la copia riporta al centro dell’attenzione l’originale e, in questo caso, mi fa ridere non poco:

Il pompelmo è colpo di genio, oltre che un frutto molto buono. Ingres avrebbe da ridire, forse, sulle proporzioni anatomiche o, più probabilmente, ne sarebbe contento: un altro duro colpo al neoclassicismo. Sebbene il termine remake non sia del tutto appropriato, a parer mio, viene un sacco di voglia di giocarci: qui.
Il “Luncheon on the Grass” speculare di Ileana Reyes è altrettanto irresistibile, perché poi te li immagini una domenica mattina che escono con tutto l’armamentario per andare in un boschetto a ricreare l’ambientazione, magari prima di andare a pranzo dalla suocera. Uno spasso.

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diciamo la verità

Bruno Lauzi, grandissimo e mai abbastanza onorato, cantava alla fine della mia canzone preferita di lui:

Ricordo una sera a Varazze,
che venivo giù da Savona,

No, non era Varazze
Non era nemmeno Savona.

E non era nemmeno quella volta lì.

Genio. La canzone è ‘I crauti’ e la vena era irresistibile, come cantare ‘Ritornerai’ al funerale di qualcuno, che spasso.
Irresistibile come irresistibile è questa procacissima Monica Vitti che canta  ‘I crauti’, appunto.
Non c’è che dire, la sora Ceciarelli resta la mia prediletta di sempre, un gradinello sopra Lauzi. Ma di poco.