Mescolati tra la folla festante a Milano, i due garabaldani BANDI Giuseppe di Agostino (53) e NIEVO Ippolito di Antonio (688) portano testimonianza di libertà e partecipazione:
Categoria: estasi
Il 25 aprile è il mio natale, anzi meglio: è l’unica ricorrenza annuale in cui non mi tocca scendere in piazza per ricordare una strage o per protestare contro il pacchetto sicurezza (il 2 giugno è un po’ una sòla, una roba per sottosegretari), è una festa vera, che si è felici e si celebra una vittoria. Capito? Una VITTORIA!
Siu, e la mia riconoscenza è imperitura, mi segnala il più grande genio del commercio mai vissuto:
Raccolgo ordini per la prossima volta che vado. Grazie a dio ci sono gli immigrati.
dev’essere di certo un gran libro
Giudicando dalla copertina:
E’ un libro di interviste, il che spiega tutto, ed è dell’eccellente Juan Pablo Cambariere, cui va tutta la mia admiraciòn.
A margine, parlando di ottimi libri, se desiderate avere una buona oretta di spasso supremo, mi permetto di consigliare un libriccino: Alan Bennett, La sovrana lettrice, Adelphi (qui), allo scandaloso prezzo di un Camogli all’autogrillo.
Non racconto la storia, sarebbe una cattiveria, basti dire che leggere rammollisce. Questo è un fatto. Ma se si rammollisce una regina prima legnosa, non è detto che sia un bene. Poi se qualcuno vuole ne parliamo.
Mi scrive Mr. J. cinque minuti fa: “Benzina nel serbatoio ce n’è (ce n’è sempre stata), quindi spolverate le selle, accendete i motori, che è fottutamente primavera! Arriva la pleilista Spring12” e mi cadauna un cinque-pezzi-cinque per celebrare questa primavera estiva.
E infatti, è tempo di pleiliste di primavera, non siate timidi, uscite dalla grotta che qui fuori c’è caldo!
Avanti allora, e questo giro – per soddisfare tutti – si parla di canzoni e non di dischi:
gnappolo
Wilco – Black Moon
Cake – Opera Singer
Offlaga Disco Pax – Tulipani
Frank Black & The Catholics – Changing of the Guards (The Peel Sessions)
Dave Matthews Band – Exodus (The Complete Weekend on the Rocks Vol.8)
trivigante
Kaiser Chiefs – Little Shocks
Billy Cobham – Stratus
Hoodoo Gurus – Out That Door
Franco Micalizzi & The Big Bubbling Band – Hot Spots
Talking Heads – And She Was
Non siate timidi, ce l’abbiamo fatta anche quest’anno.
Proseguono le imprese dell’uomo che tenta di fare moonwalking nel mondo sempre con la stessa borsa (munuocchin’ uorldbag men) e su superfici diverse: questa volta, il m.u.m. danza in onore del sommo Quirico Filopanti, della costituzione della Repubblica Romana e dei fusi orari, unendo arte, storia e metafe simbolismiche.
E, finalmente, il m.u.m. trova un’ammiratrice all’altezza, che si arresta di fronte all’estasi e riconosce la bellezza per le vie della sua città.
maledetta foce a delta
A trent’anni dall’ultimo, mi sono comprato un album di figurine.
D’accordo, non vado a dirlo in giro nelle cene eleganti, ma tutto sommato sono piuttosto soddisfatto.
La storia del Risorgimento, le figurine di Pisacane, del Volturno, di Giacomo Medici e dei fratelli Dandolo, porta San Pancrazio e il Vascello. Che goduria. E in un attimo, la gloriosa sensazione di aprire i pacchetti delle figurine, il rituale mantrico del celocelomanca, e le carte sparse dappertutto che poi ti giri e rigiri l’album immaginando come possano essere le figure che ancora mancano. Sensazionale. Era dal 1983 suppergiù che non praticavo, da quando scoprii che non ce l’avrei mai fatta a trovare la figurina 56, la foce a delta, maledetta lei e tutti i fiumi della terra.
Ora che sono adulto, fisicamente diciamo, ho finalmente provato l’estasi suprema del figurinismo quando si è ricchi: andare dall’edicolante, chiedere quanti pacchetti di figurine ha e – momento sommo – dire: “dammele tutte”. Uoah, il sogno di quando ero nano. Tornare a casa con, che so, quaranta pacchetti di figurine in un colpo solo. Non sono bastate per finire? Edicolante (un altro): “dammele tutte”. L’ho sognato un milione di volte.
Cazzarola, però, nonostante io sia ricco da far schifo ho commesso dilapidazione di danari. Paniniugualeladri. Ma le devo avere tutte lo stesso.
E poi, da adulto, nonostante io rifiuti la cosa, puoi fare ciò che è proibito da ragazzetti: compilare il modulo dentro e comprarti direttamente le figurine che mancano. E finire. Bum! Un po’ sporca, lo so, non lo farò.
L’albume di figurine ha portato ancor più gaiezza nella mia casa, il tempo è tornato indietro e certe cose, nella testa, non cambiano.
Anzi sì, una sì, una cosa è cambiata. E non ci avevo pensato e un poco mi ha fatto male scoprirlo: non ho più nessuno con cui scambiarle.
Il tempo se ne è davvero andato.
don’t judge a girl by her cover
Ovvero quando la riproduzione impone di nuovo la contemplazione, la copia riporta al centro dell’attenzione l’originale e, in questo caso, mi fa ridere non poco:
Il pompelmo è colpo di genio, oltre che un frutto molto buono. Ingres avrebbe da ridire, forse, sulle proporzioni anatomiche o, più probabilmente, ne sarebbe contento: un altro duro colpo al neoclassicismo. Sebbene il termine remake non sia del tutto appropriato, a parer mio, viene un sacco di voglia di giocarci: qui.
Il “Luncheon on the Grass” speculare di Ileana Reyes è altrettanto irresistibile, perché poi te li immagini una domenica mattina che escono con tutto l’armamentario per andare in un boschetto a ricreare l’ambientazione, magari prima di andare a pranzo dalla suocera. Uno spasso.
diciamo la verità
Bruno Lauzi, grandissimo e mai abbastanza onorato, cantava alla fine della mia canzone preferita di lui:
Ricordo una sera a Varazze,
che venivo giù da Savona,
No, non era Varazze
Non era nemmeno Savona.
E non era nemmeno quella volta lì.
Genio. La canzone è ‘I crauti’ e la vena era irresistibile, come cantare ‘Ritornerai’ al funerale di qualcuno, che spasso.
Irresistibile come irresistibile è questa procacissima Monica Vitti che canta ‘I crauti’, appunto.
Non c’è che dire, la sora Ceciarelli resta la mia prediletta di sempre, un gradinello sopra Lauzi. Ma di poco.