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Magni: il mio prediletto

anno del Signore (Custom)

Nell’anno del signore, film di una bellezza commovente con un Manfredi-Pasquino inarrivabile, grazie signor Magni. Che la terra gli sia lieve.

“L’unica è volesse bene. L’ideale sarebbe pure de volesse bene in due ma, siccome questo nun ze po’ pretende’, accontentamose: uno vo’ bene e l’artro fa’ compagnia”.

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Reed: la mia prediletta

Grazie, signor Reed. Certo che anche tutto ‘New York’, porcocane, averne di cose belle così.
Che la terra gli sia lieve.

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tu avevi un lavoro

Tra le cose che seguo, per visioni veloci e spassose, c’è ‘you had one job‘, ovvero per chi non mastica: tu avevi un lavoro.
Perché, ed è il principio ispiratore della cosa, hai fatto una minchiata, lavorativamente parlando, e l’hai fatta bella grossa.

hadonejob

E ora che ci penso, ne ho una anche io, proprio sotto la mia finestra:

2013-06-03 18.59.04

Misteri della mente (mainds misteriis).

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la nebbia mmerigana

Non si direbbe ma la nebbia scorre. E pure veloce.
Certo, il timelapse aiuta e a San Francisco la nebbia è chiaramente diversa che qui, che ristagna, ma ciò nulla toglie alla superbellezza di quanto si vede qui:

Qui.

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Sentinella

Fredric Brown è (era) un grande scrittore, non solo di fantascienza, ma in senso più ampio. Non perché scrivesse particolarmente bene, quello no, frasi brevi, aggettivazione scarna, poche iperboli o cadute e, quindi, asciutto, bensì perché è (era) uno dei più grandi inventori di trame che io abbia mai letto. Ed è (era) capace di farlo soprattutto sulla distanza minima, ovvero il racconto brevissimo. Il che mi manda particolarmente in visibilio. Sciapò.
Per chi non vi fosse mai incappato, il racconto Sentinella, con la sua tipica inversione.

«Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame freddo ed era lontano 50mila anni-luce da casa. Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità doppia di quella cui era abituato, faceva d’ogni movimento un’agonia di fatica. Ma dopo decine di migliaia d’anni, quest’angolo di guerra non era cambiato. Era comodo per quelli dell’aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma quando si arriva al dunque, tocca ancora al soldato di terra, alla fanteria, prendere la posizione e tenerla, col sangue, palmo a palmo. Come questo fottuto pianeta di una stella mai sentita nominare finché non ce lo avevano mandato. E adesso era suolo sacro perché c’era arrivato anche il nemico. Il nemico, l’unica altra razza intelligente della galassia… crudeli schifosi, ripugnanti mostri. Il primo contatto era avvenuto vicino al centro della galassia, dopo la lenta e difficile colonizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed era stata subito guerra; quelli avevano cominciato a sparare senza nemmeno tentare un accordo, una soluzione pacifica. E adesso, pianeta per pianeta, bisognava combattere, coi denti e con le unghie.

Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame, freddo e il giorno era livido e spazzato da un vento violento che gli faceva male agli occhi. Ma i nemici tentavano di infiltrarsi e ogni avamposto era vitale. Stava all’erta, il fucile pronto.

Lontano 50mila anni-luce dalla patria, a combattere su un mondo straniero e a chiedersi se ce l’avrebbe mai fatta a riportare a casa la pelle.

E allora vide uno di loro strisciare verso di lui. Prese la mira e fece fuoco. Il nemico emise quel verso strano, agghiacciante, che tutti loro facevano, poi non si mosse più.

Il verso, la vista del cadavere lo fecero rabbrividire. Molti, col passare del tempo, s’erano abituati, non ci facevano più caso; ma lui no. Erano creature troppo schifose, con solo due braccia e due gambe, quella pelle d’un bianco nauseante e senza squame…»

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estasi

il nostro natale laico

liberazione_ilpopolo

Buon 25 aprile a tutti quelli che saranno con noi in corteo a Milano, buon 25 aprile a tutti quelli che saranno in piazza, buon 25 aprile a tutti quelli che festeggeranno, buon 25 aprile a tutti quelli che ricorderanno, buon 25 aprile a tutti quelli che saranno felici di essere stati liberati, buon 25 aprile a tutti quelli che onoreranno la memoria di chi ha combattuto dalla parte giusta, buon 25 aprile a tutti quelli che non andranno a rendere omaggio ai caduti repubblichini, buon 25 aprile a tutti quelli che non diranno cazzate, buon 25 aprile a tutti quelli che sono felici nel giorno del nostro natale laico.

A tutti gli altri, niente.

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estasi

l’unico ponte sullo stretto (ecchepoesìa)

Da Villa San Giovanni a Messina, questo è l’unico ponte che qui ci piace.

daniele_gonciaruk

(foto di Daniele Gonciaruk).

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estasi

E quindi uscimmo a riveder le stelle (per chi ha già votato)

In attesa dei risultati di domani, prendiamo un bel respiro: il passaggio dell’asteroide DA14 fotografato da Colin Legg ogni nove secondi:

Curioso lo sbuffino di fumo.

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estasi politicona

le corse clandestine

In questo periodo di oscuramento, come dire?, di risultati e in vista della gara vera di domenica e lunedì, conviene darsi alle gare clandestine, per rendersi conto dei valori su pista.
Ecco, dunque, il resoconto della gara all’ippodromo meneghino di due giorni fa, il tutto sarà chiaro ai più attenti.

130222.corse

Avvisiamo subito gli scommettitori: questo è un ippodromo particolarmente favorevole a Varenne ma è anche un tracciato che a volte, in passato, ci ha preso contro ogni pronostico (e a volte ha toppato clamorosamente). La corsa clandestina corsasi ieri davanti a 2000 persone in vista della Manche de la Chambre conferma l’ordine d’arrivo pronosticato dalla maggioranza degli allibratori ma regala più di qualche sorpresa.

Bien Comun è ancora la prima scuderia del lotto ma supera una sorprendente Maison Liberté solo sul rettilineo finale e con un margine risicatissimo: 1,5 secondi. I cavalli guidati da Fan Idole chiudono il miglio in 33,5 secondi mentre gli azzurri di Varenne mancano di pochissimo il sorpasso a 32 secondi netti. Terzo posto per il sorprendente Igor Brick con 19 secondi, vero beneficiario del caos di questi giorni e delle accuse di doping rivolte a Petit Jean e al suo Non Aux Declin.

I cavalli centrali della scuderia Ipson corrono in 11 secondi e rimangono lontanissimi dal podio, mentre non ottiene un tempo buono per la qualificazione il guatemalteco Galopin du Zacapa che con 3,2 secondi chiude il gruppo dei cavalli per cui è possibile fare un pronostico. Addirittura sotto il secondo tutti gli altri.
Questo il quadro generale. Siamo riusciti a sbirciare i tempi dei singoli cavalli, ma si tratta di numeri letti su un tabellone di fretta. Ve li riportiamo così come ce li siamo appuntati sul nostro taccuino in pelle di daino, gentile omaggio del nostro sponsor Cavalli & Segugi:

Varenne 24″
Groom de Bootz 5″
Altri Maison Liberté 3″
TOTALE Maison Liberté 32″

Fan Idole 29″
Gebrazac 4″
Altri Bien Comun 0.5″
TOTALE Bien Comun 33,5″

Igor Brick 19″

Ipson de la Boccon 7.5″
Ipson de Mormal 3″
Ipson de Tullien 0,5″
TOTALE Ipson 11″

Galopin du Zacapa 3,2″

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estasi trivigantismi

francis il muro parlante: attualità stringente

Scrivere sui muri è arte sopraffina e dovrebbero farlo solamente coloro che sanno ciò che scrivono.
Il signore che ha ordito la bella scritta qui sotto non solo sa esattamente cosa sta facendo, ma l’ha fatto pure in grande anticipo: essendo la scritta di svariati mesi fa, forse un anno, l’auspicio del muro-scrittore era per un cambiamento, ora diventa di attualità strettissima.
Viva, dunque, le scritte sui muri che sono valide sempre e che cambiano di significato nel tempo. Vualà.

cercasi_papa