forse l’idea è morire dal ridere

Dopo Taffo, a Roma direi che ha preso piede il marketing spiritoso delle pompe funebri, evidentemente c’è chi apprezza, in fase di acquisto, lo humour.
Nomentana, qualche giorno fa.

Anche il lato discount prende piede, vieni da noi e ti regaliamo l’urna, la bara, sconti sui paramenti e via così. Alla fine il caro defunto non è più tanto caro, e la battutina l’ho fatta anch’io. Ciò che mi domando spesso delle pompe funebri, almeno quelle romane per cui ho notato questa cosa, è quanto costi loro avere dei numeri brevi, facili da comporre e quanto questo sia davvero essenziale: Exequia ha, appunto, il triplo 26, Fabozzi il quadruplo 23, Lorenzetti all’EUR triplo 40, alcuni hanno il numero verde, mah, non so. Alla fine, immagino sia ormai roba vecchia anche questa.

invecchiare malino

In realtà la pubblicità non era nemmeno male, so seventies, in effetti come prevederlo?

Per chi non pratica, traduco alla buona: «Il posto più vicino al paradiso che alcuni di noi mai raggiungeranno», una cosa così. Sì, non era male, c’era quello spirito un po’ ironico degli anni Settanta che io apprezzo, è che poi succedono le cose e a volte diventa più complicato.

ah, l’estate

Quel bel periodo in cui ti dicono che hanno proprio proprio bisogno di staccare la testa, che tutta quella fatica di cosare di testa durante l’anno, che bisogna sparapanzarsi da qualche parte a far nulla e leggere? Siam matti? Far fatica? Alcuna, non ischerziamo.

Che poi fanno tutt’altro che lavorar de cranio o trasportar casse.

una pizza in cattedrale?

Tutta la faccenda delle recensioni in rete ha aspetti positivi e tanti, tantissimi, aspetti negativi. Tra essi, la spinta alla recensione anche là dove nulla se ne sa e il fatto che c’è in giro un sacco di gente che, per davvero, non ha idea né decenza. Tra essi, di recente, il signore qui sotto, che ingrassetta i termini importanti della sua propria recensione a un museo, non importa nemmeno quale.

Se è un essere umano, dentro è bot.
A fianco ma non indietro, una coppia di altre che ho visto da poco, mentre ero in piazza a Reggio Emilia. Si parla della cattedrale di Reggio e se la prima recensione lascia perplessi ma si immagina l’errore, la seconda è devastante (di un certo Giovanni Costa) che sente, comunque, forte forte la spinta a scrivere qualcosa in ogni caso. Bravissimo, grazie per avercelo detto.

Bello anche il suo pezzo: «Bella Piazza rettangolare con Cattedrale di sicura antichità».

vièqquarcuno?

Toc toc? Sono Gesù, il principe della pace.

Ah, sei tu che bussavi?
Esatto.
ONU, che posto occupo nella tua vita?

Eh, se parli da dietro la finestra non si capisce niente.

Toc toc?
Sei sempre Gesù?
Esatto.

La mia opera preferita di Harry Anderson. Non è che sia molto più rassicurante di Godzilla, se posso essere sincero.

life in the fast lane

Lars fa un sito semplicino in cui inserisce un calcolatore di velocità, per dimostrare che se anche si accelera non è che poi si guadagni granché. Meglio andar piano, quindi, con tutti i vantaggi connessi.
D’accordo, Lars, proviamo. Io devo fare cento chilometri per andare a trovare mia nonna, a sessanta all’ora ci metto un’ora e quaranta. Ma se accelero, vediamo:

Eccazzo, Lars, no. Se accelero un pelino di più, ci metto quattro minuti. Quattro. E risparmio più di un’ora e mezza che posso passare in più con mia nonna, mangiando una fetta di torta stantia conservata per un anno dietro un calorifero. Quindi?
Accelerate, che arrivate prima. E giù quel pedale.