ancora Piers: una prospettiva nuova

Per un colpo di fortuna (anzi: per la generosità di qualcuno) è capitata l’occasione di un giro ai Floating Piers con mezzo volante senza pericolo costante. Bellissimo, visto dall’alto dopo esserci andato è la ciliegina sulla tortona di tutta questa cosa. E poi è stata la mia prima volta in aerocottero, una carrellata di immaginette:

160626.piers_elicottero_01 160626.piers_elicottero_02 160626.piers_elicottero_03 160626.piers_elicottero_04 160626.piers_elicottero_05 160626.piers_elicottero_06 160626.piers_elicottero_07

Infine, la coda all’entrata dall’alto. Niente di che, tutto sommato.

160626.piers_elicottero_08

Uao. Ancora.

quando, finalmente, la meraviglia ti entra in casa

Chiariamo: non so cosa sia, ma attenendomi alle istruzioni non mi sono fatto troppe domande e ho goduto del paesaggio, dell’esperienza e delle nuove prospettive.
Perché per me, come parecchi altri, questa è casa e – per una volta – il fatto straordinario è venuto da noi e non è stato il contrario, obbligati ad andare da qualche parte dove succedono le cose. Posti, quindi, visti mille volte con piacere si sono offerti da lati nuovi e con un vero trionfo di colori (il giallo-arancione che varia con la luce e l’acqua è sensazionale).
Un poco intruppati, questo è certo, ma ne è valsa eccome la pena. Senza, ripeto, farsi troppe domande ma godendo solo del piacere di camminare in mezzo a un bel lago (fa effetto pure dirlo…). Di casa.

01 02 03 04 06 07 08 09 10 12 14

E, infine, le tre foto che mi pare mi siano venute meglio.
Ma è una cosa tra le più fotogeniche che io abbia mai visto, quindi era facile.

11
05
13

Di notte, al tramonto e all’alba ha il suo fascino, per carità, ma è con il sole che esplode.

law without order

Sbirri spassosi, è possibile? Sì, è possibile.
Un primo giro sulla trottola di Brooklyn nine-nine, ormai alla quarta stagione, ovverosia poliziotti niuiorchesi del distretto 99 di Brooklyn.

Il protagonista indiscusso è Andy Samberg (il tizio a destra qui sopra, nonché marito di Joanna Newsom per chi ne sa) e il cast assortito in modo eccellente, chiaro che l’umorismo della serie, per quanto piuttosto scassone, è del genere semisofisticato (ehm…) della East coast niuiorchese.

160610.brooklyn99_02

Strepitosa Gina Linetti, chi non la ama?

Il secondo giro di sbirri spassosi è invece di là, a Los Angeles, con Angie Tribeca.

160610.angietribeca_02

Qui la poliziotta-star è Rashida Jones (strepitosa, la amo fin da Parks and recreation, un’altra serie spassosona) e il genere è pesantemente alla pallottola-spuntata (l’ideatore è Steve Carell), per cui i casi variano dall’omicidio di un ventriloquo ai suicidi in serie di fornai.

160610.angietribeca_01

Le gags sono ancora più scassone ma sono talmente serrate (avete mai preso un volo della Air Jordan?) da essere abbastanza irresistibili, in particolare i dettagli (vedi Alfred Molina).
Entrambe serie eccellenti per il formato venti-minuti-di-cervello-spappolato (per deficienti, voglio dire, eccellenti per deficienti come me), non posso che consigliare caldamente.

la passione di Ali

Nel 1967, il campione del mondo dei pesi massimi fu richiamato alla leva per combattere nella guerra in Vietnam. Il campione rispose di no, adducendo la seguente motivazione:

«I got nothing against the Vietcong, they never called me “nigger”».

(«Non ho nulla contro i Vietcong, non mi hanno mai chiamato “negro”»). Il campione era ovviamente Muhammad Ali e non sarebbe certo stato mandato in Vietnam, bensì piazzato a qualche scrivania e a combattere ogni tanto, giusto per dimostrare che tutti, proprio tutti, dovevano dare il proprio contributo alla guerra.
Ma Ali si oppose e per quello fu condannato a cinque anni di carcere per renitenza alla leva. Non solo: gli furono ritirate anche le licenze per combattere e fu privato dei titoli mondiali. E ancora: Ali aveva venticinque anni, il che vuol banalmente dire che era al suo massimo atletico come pugile e così avrebbe – come è stato – perso i suoi anni migliori.

Tra i molti che si mobilitarono in difesa di Ali ci fu George Lois che dedicò una copertina di Esquire ad Ali e alla sua condanna:

esquire-1464980966-ali

Meravigliosa. Ciò nonostante i giudici, la Difesa e le Federazioni pugilistiche furono irremovibili. Ecco le altre due copertine di Lois in difesa di Ali:

160608.esquire.ali

Ali tornò a combattere solo nel 1971, a quasi trent’anni, contro Jerry Quarry e poi Oscar Bonavena. Solo nel 1974 Ali riconquistò il titolo, contro Foreman a Kinshasa, nel famosissimo Rumble in the Jungle, con l’incredibile rope-a-dope.
Questa è storia e il suo rifiuto di combattere è solo uno dei motivi per cui Ali è stato, davvero, il più grande di tutti.

but let’s talk about it / wouldn’t it be nice?

E oggi son cinquanta per quello che, per me e per qualche altro miliardo di persone che sanno, è il disco più importante di sempre.

160516.petsounds

Certo, è Pet sounds dei Beach Boys, e se oggi vi pare normale sentire un latrato di cane o un campanello di bicicletta in un disco, lo si deve a Brian Wilson. Ma non solo per quello, è il primo disco con un’unità, pur non essendo un concept, è certamente il padre di Sgt. Pepper e di qualche altro milione di dischi. E, alla fine, è un disco d’amore, e Don’t talk (Put your head on my shoulder) e I’m waiting for the day mi fanno a dir poco sdilinquire e nostalgicheggiare ogni volta con grande piacere. Impossibile, poi, non cantare Wouldn’t it be nice? sotto la doccia e guidando giù per le colline. Un capolavoro, il disco del nostro tempo.