iddio benedica il polygen: prodotti

Alcuni prodotti strepitosi, dal meraviglioso Polygen (che gli dei lo proteggano sempre):

Meliconi:
Il GumGody SvitaTivu’ Meliconi
Il CumBody AccomodaGomma Meliconi
Lo SchiacciaComputer Meliconi (con accessori)
Il GumKiody Meliconi

Ponti:
Finocchiogusto Ponti
Asparagodi Ponti
Pisellizia Ponti
Verzalizia Ponti
Condighiotto Ponti

Beghelli:
Il TeleMiglioraPompieri 626 Beghelli
Il TeleSalvaCefalo Beghelli
Il ControllaPiffero 626 Beghelli

iddio benedica il polygen: recensioni snob di musica indie

Due plausibilissime recensioni di musica indie (che non vuol dire un cazzo), dal meraviglioso Polygen (che gli dei lo proteggano sempre):

The Iraqi Americans – Deep Funks Of The Biafra In Blowjob (4XLP, Past, 2004)

Dolcezza arsty. New wave. New wave-(new) wave. No wave.
C’e’ lo zampino di Dj Hell nel collaudato trio formato da Dj Hell (turntable), Devendra Banhart (tuba) e Pharaoah Sanders (clavicembalo).
Eclettico fino alla nausea, il disco amalgama diafanamente cinghie di trasmissione math, new wave-new wave da camera, no(w) wave, new wave-post wave tradizionalista, cimbali milanesi, no(w) wave, e no wave decadente, perfetto per stupri on the road again.
Il riferimento alle Spice Girls e’ oggettivamente ridicolo.
(new) wave dunque. New wave-valzer, olocausto disinvolto dunque elettricamente amaro, per un disco che inserisce un hard-core chiaroscurale e cosmico in un mondo assolutamente no wave.
Una delle perle dell’anno.

(10) per l’idea, (0) per il disco.

E l’altro disco, che vorrei davvero avere:

Hitlers Over The City of Canterbury – S/t (2Xmini-CD, Black7 Records, 2007)

Nu wave-new wave. Il Rock è vivo. Spirale.
Puntuale nuova uscita della Black7 Records, che mette a segno un nuovo colpo con questo gruppo nato dall’incontro tra Michael Stipe e Otomo Oyuhide.
S/t e’ una perfezione improvvisamente free-gay e massimalista che indica fragranze kitsch e pedanti, adatto a scalate attraverso lande desolate.
Il riferimento potrebbe essere uno scontro tra John Cage e John Coltrane.
Lampi e armonia si alternano affrontando estraneamente delle bombe derivativamente finlandesi.
Tonico.

 

iddio benedica il polygen: dialoghi di film d’azione

Due canonici dialoghi di film d’azione, dal meraviglioso Polygen (che gli dei lo proteggano sempre):

L’ispanico: Merda, amico! E quella cosa laggiu’ che diavolo era? Non ce la faccio, bello!
Il muso giallo: E’ la fine!
L’ispanico: Qualcosa mi dice che e’ successo qualcosa. Capisci? E’ tutto inutile!

Jay: Capisci? E’ tutto inutile, bello! Cristo Santo! E’ tutto inutile, fratello nero!
Il sergente Jefferson: Non ce la farete mai se rimango con voi… Dannazione! Non siamo soli in questo posto!
Jay: Maledizione! Che diav…?
Il sergente Jefferson: Che fottutissima stronzata del cazzo, fratello!
Jay: Maledizione! Cosa diavolo succede qui?

iddio benedica il polygen: recensioni di libri

Quattro imperdibili recensioni di libri (imperdibili anch’essi), dal meraviglioso Polygen (che gli dei lo proteggano sempre):

Un Nano Infallibile
“Vorrei davvero essere in grado di scrivere io un’opera cosi'”
The Los Angeles Post

Dottore Dandy
“Una immensa saga familiare magistralmente ideato, che schiude al lettore le porte del mistero e dell’ignoto annidati ai confini della realtà”
Panorama

E due che, ovviamente, non hanno nulla a che vedere tra loro:

Ombra Crudelmente Depilata
“Una boccata d’aria fresca nel panorama letterario venezuelano”
Ken Grisham

Massaggiatore Di Venere
“Una boccata d’aria fresca nel panorama letterario camerunense”
The Washington Bulletin

the rumble in the jungle

Un paio di consigli ancora riguardo Muhammad Ali e la boxe ai suoi livelli più eccelsi: il 30 ottobre 1974 si combatté uno degli incontri più spettacolari e affascinanti della storia di questo sport, ovvero come tutti sanno – o dovrebbero sapere – Ali-Foreman, «the rumble in the jungle».
Non starò qui a raccontarla, il celeberrimo «rope-a-dope» è ormai letteratura e il match di Kinshasa altrettanto. Ma per saperne di più in modo supercostruttivo e davvero avvincente, ci sono due documenti da acquisire, consiglio caldamente.
Il primo, per cogliere l’atmosfera delle settimane che precedettero l’incontro (e parlo di politica, musica strepitosa vedi-alla-voce-James-Brown, soldi, attese e liti nelle hall degli alberghi, Muhammad Ali al suo meglio e George Foreman al massimo della sua potenza) è il documentario «When we were kings», bellissimo e incantevole, premio oscar e avanti così, da vedere assolutamente.

160705.ali-working-the-crowd

Il secondo documento, invece, più centrato sull’incontro in sé, è certamente «The Fight» di Norman Mailer (pubblicato in Italia da Einaudi con il titolo «La sfida»): un racconto eccellente del match di ripresa in ripresa (i capitoli 12-15 sono eccezionali), scritto in modo meraviglioso almeno nei capitoli dedicati al combattimento (il resto un pochino meno, tra l’altro non capisco perché Mailer parli di sé in terza persona), il tutto narrato da uno che di boxe ne capisce, eccome. Altrimenti un profano non capirebbe la sequenza di destri di Ali in apertura di incontro e un sacco di finezze di Ali durante il combattimento. Va giù che è un piacere.

160705.mailer

Bellissimi, entrambi, da avere. Non so che farci, la boxe è (era) lo sport più bello del mondo.

l’ultimo giro sui moli flottanti

Lunedì scorso il quarto e ultimo giro ai Floating Piers di Christo. Sempre bello e coinvolgente, ne è valsa la pena: chi ne parla male è perché non ci è salito.
Ecco altre tre foto meritevoli:

160701.fpiers_01 160701.fpiers_03 160701.fpiers_04

Poi bisognerebbe distribuire qualche premio qua e là, e questo è uno: la signora più elegante e in tono con l’evento, premio.

160701.fpiers_02

Infine, la mattina prima di aprire: cominciava ad apparire il sole, alcuni addetti, un cigno e un paio di anatre sulla seconda passerella, insomma il risultato è una foto strana che sembra un rendering venuto male a uno studio di architettura alle prime armi. Sembra tutto incollato sopra, ihih, ma giuro che è venuta proprio così.

160701.fpiers_05

E in ultimo, una carrellata sul tessuto in fasi diverse. Campionario.

160701.fpiers_06

Bello, ne è valsa davvero la pena. Però ora basta.