
nullezze
movember
Io sto facendo la mia parte.

Non curati per non sembrare hipster, si sa mai.
i colori sono sette, l’arcobaleno non mente
Questa la posto perché la mia compagna sostiene sia vero.

vedere comodamente le immaginette
Un visualizzatore di immagini niente male: Imageglass.
Semplice, veloce, con una comoda galleria delle immagini della cartella e con alcune funzioni rapide di modifica, utili al volo, tra cui quelle non scontate di conversione. Open, il che non guasta.
in Australia si può
Harold Holt il 17 dicembre 1967 si recò a Cheviot Beach e, qualcuno dice per impressionare gli amici ma non è chiaro, fece un bagno in mare. E fu l’ultima cosa che fece, visto che nessuno lo vide mai più o ne ebbe notizia.

Il punto è che Harold Holt era il primo ministro australiano, al tempo. È dunque possibile perdersi così la persona più in vista di tutto il paese? In Australia, evidentemente, sì. E non fecero nemmeno un’inchiesta perché non esisteva in quei tempi una legge sulle persone scomparse.
Gli australiani sono poco meno di ventiquattro milioni con una quota pro capite di 0,3 chilometri quadrati, per cui è il posto giusto se si ha voglia di eliminare le sovrastrutture. Facile, però, sparire nel nulla, si sappia prima di scegliere.
e la Romagna ottenne ciò che voleva
A luglio si sono riuniti in mille per suonare ‘Learn to fly‘, così da mandare un messaggio ai Foo Fighters: venite a suonare a Zesena, diobò. E così è stato, ieri.

Ben fatto gli uni, che hanno raccolto l’invito, e ben fatto gli altri, i zesenati, caparbi come pochi. Il video di quest’estate resta bellissimo, secondo me.
confondere i Booker T.
In una pagina imprecisata (ho letto l’ebook) del suo America perduta. In viaggio attraverso gli Usa (orig.: The lost continent), al capitolo 11, Bill Bryson scrive:
Mi stavo dirigendo verso il Booker T. Washington National Monument, una piantagione vicino a Roanoke, dove Booker T. Washington era cresciuto. Un grand’uomo: schiavo, in seguito liberato e autodidatta, si dedicò all’insegnamento, fondò il Tuskegee Institute in Alabama, il primo college per neri in America.
E fin qui tutto bene. Poi prosegue di seguito:
Non ancora contento del suo operato, terminò la sua carriera come musicista soul, mietendo, negli anni Sessanta, una serie di grossi successi musicali con la casa discografica Stax del gruppo MGs. Come già detto, un grand’uomo.
No, momento: no. Il primo è Booker T. Washington, educatore, scrittore e oratore, morto nel 1915 (i Sessanta erano da venire, eccome). Il secondo, invece, con cui Bryson si confonde, è Booker T. Jones, nato nel 1944, lui sì uomo di punta della Stax e di certo mai schiavo.
Entrambi grandi uomini, certamente, per motivi piuttosto diversi.

Il libro di Bryson, comunque, è molto divertente, come tutti i suoi, e si legge volentieri. Ora provo a scrivergli, chissà mai. Nel frattempo, un grandissimo classico di Booker T. Jones, per chi vuole.
il suo corpo che cambia nella forma e nel colore
Un pezzettone, circa 2000 metri cubi del Mel de la Niva, si è staccato il 19 ottobre.
Qui il video, fa piuttosto impressione. Oputain!
jump up, jump up and get down!
Philippe Halsman è stato un fotografo noto per i ritratti, le foto di moda, i reportage, le pubblicità e per la sua intensa collaborazione, tra gli altri, con Dalí.
Uno dei progetti che lo videro impegnato, e che conquistò le copertine di Life e Vogue, è ‘Jumpology‘, ovvero: lui diceva «salta» e i soggetti saltavano, perché «se chiedi a una persona di saltare la sua attenzione è più che altro rivolta all’atto di saltare, quindi qualsiasi maschera cade».
La foto che preferisco ritrae, salta!, gli ex-regalissimi Duca e la Duchessa di Windsor, meglio noti come Edoardo VIII e Wallis Simpson, noti per la vicenda clamorosa dell’abdicazione dalla corona inglese. L’anno della foto è il 1956 e i calzini di lui, oltre alla scalzitudine di lei, sono bellissimi. I signori regali più simpatici da invitare a casa.

Le foto di Philippe Halsman sono in mostra al Jeu de Paume a Parigi fino a gennaio.


