il quarto indifferente

I votanti previsti per l’elezione del Presidente degli Stati Uniti 2016 sono circa ottanta milioni. Pochini, invero, per la nostra idea di suffragio universale: un quarto del totale, gli è che là bisogna registrarsi per votare. Di questi ottanta milioni, un quarto circa ha già votato.
Il significa che venti milioni di elettori sono del tutto indifferenti alle questioni di questi giorni: mail, fisco, molestie.

“total hypocrite”

Il vicepresidente Biden? “Not very bright”.
Bill Clinton? “Highly overrated!
Il presidente Obama? “Perhaps the worst president in the history of the United States!
Ma non solo politica: Samuel L. Jackson? “Does too many TV commercials – boring”. E non solo persone: Britain? “Trying hard to disguise their massive Muslim problem”. China? “Terrible!

E così via: sono tutti gli insulti di Trump in campagna elettorale. Il New York Times ne ha fatto una strepitosa pagina, con i singoli collegamenti agli articoli. Memorabile.

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Due persone definite “ipocrite” da Trump: Paulina Vega (“hypocrite”) e Neil Young (“total hypocrite”). Capisco Young, cantautore solido dalle convinzioni profonde e avverso a Trump, ma perché prendersela con un ex-Miss Universo? Perché, Trump? Non lo sa che poi piangono e perdono la bella pelle?

clinton/trump: e se votassero solo…

E se votassero solo le donne?

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Vualà, vittoria colossale della Clinton e pochissimi stati rimasti ai repubblicani. D’accordo, era prevedibile, più o meno. Ma se votassero, invece, solo gli uomini?

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Ooops, cazzarola, questo sì che è persino eccessivo: chi l’avrebbe detto, così? Dai, uomini, perdio, un po’ di decenza, no?
L’analisi e i sondaggi sono di FiveThirtyEight, sito americano specializzato.

il genio italiano?

Leggo di Remembrella, un progetto di una startup italiana (ThisLab, si occupano tral’altro di «digital lifestyle», senz’altro): la campagna di crowdfunding punta a realizzare un ombrello che avvisa quando piove.
In sostanza, incorpora un gps nel manico dell’ombrello (un’altra bella batteria da ricaricare) che, collegato all’app sul telefono, avvisa quando potrebbe piovere ed è il caso di prendere l’ombrello. Ma non solo: ha anche una funzione torcia (ma se hai il telefono la torcia ce l’hai) e una funzione di localizzazione per quando lo perdi. La caratteristica che, però, mi piace di più è questa:

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Inarrivabile, è di materiale altamente idrorepellente, fantastico! Ci voleva in un ombrello.
L’obbiettivo è, cito: «verrà creato un packaging, elegante e con chiari riferimenti a tutte le caratteristiche tecniche del nostro Ombrello 2.0, perché possa scalare il mercato italiano e oltre». Tutti i miei sinceri auguri, e su il cappello di fronte all’inesauribile genio italico.
Per il resto, un utile consiglio che mi sento di dare a chi non ha Remembrella: quando dal cielo cadono gocce di acqua è comodo prendere ombrello.

 

“Roma non mi ispira l’abito lungo”

Primo tappeto rosso alla Festa del Cinema per il sindaco di Roma Raggi e per l’assessore alla Cultura del Comune di Roma Bergamo. Capisco l’understatement e il volersi distinguere per sobrietà da altri rappresentanti politici, ma qui si rasenta la tristessa, amici.

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Forza, su. Dai.
Ciò nonostante, nessun cambio di rotta reale, perché gli inviti vengono come sempre recapitati ai soliti rottami: Gianni e Maddalena Letta, il banchiere Luigi Abete, il ministro Dario Franceschini accompagnato dalla moglie Michela, l’ex ministro Giovanna Melandri, la figlia di Ciriaco de Mita, Antonia, la contessa Marina Ripa di Meana, la giornalista Myrta Merlino, l’ex miss Italia Nadia Bengala, cose così.