
Ovvero il giorno che a Conte spuntarono le palline.

Ovvero il giorno che a Conte spuntarono le palline.
Ancora in merito a quel gnarellone permaloso e aggressivo che occhieggia a una certa parte dell’elettorato cattolico baciando rosari e affidando la sua e l’altrui vita a improbabili madonne, due cose: spero, prima di tutto, che la scelta di sfiduciare il governo si riveli un pantano politico tremendo per lui e per la lega e che lo facciano morire (politicamente, chiaro) logorandosi all’opposizione di un governo tecnico o istituzionale che dura fino alla fine della legislatura.

Seconda cosa: ma tanti tanti calci in culo, a lui e a tutti quelli (lo prometto solennemente, non avrò comprensione) che d’ora in poi sosterranno la lega e Salvini in particolare. Perché se lo vedi fare questo sulla pubblica piazza e poi lo voti, allora non meriti niente di più.
No, non è mia nonna in carriola che ha usato facebook per la prima volta.

E’ proprio lui, quello che mette la sua e, peggio, la nostra vita nelle mani di Mariasantissima: «Personalmente affido l’Italia, la mia e la vostra vita, al cuore immacolato di Maria, che sono sicuro ci porterà alla vittoria» (un anno fa a Milano). Il perché lo faccia è abbastanza chiaro, ma se non lo fosse qui c’è una buona spiegazione.
Io, invece, gradirei che non affidasse la mia vita né a Maria né a nessun altro, né come ministro dell’interno né come pirletta che vaneggia in libertà. Grazie.
Quanto tempo, quanta innovazione, quanta qualità della vita, quanto rispetto, quanto benessere, in definitiva quanta vita ci sta facendo e ci farà perdere Salvini?

Molta, moltissima. Perché in questo modo costringe noi a fare la vita che fa lui, che è abbastanza miserina, a dirla tutta. La perdita di tempo e di occasioni è uno dei drammi, enormi, del nostro paese.
Ora siamo davvero in ottime mani, di qua e di là dell’oceano.

Lo vedi il dito? Lo vedi che stuzzica?

Persino facile. Ma ci aspettano tempi ancor più cupi.
La migliore letta finora sul «mandato zero» di Di Maio:

Un mandato «che non si conta nella regola dei due mandati». Che ridere.
Boris Johnson è il nuovo premier inglese.

Felicitazioni vivissime.
E quella dev’essere una chitarra irlandese, visto che non funziona.
Stamane c’è la riunione informale dei ministri dell’interno di tutta Europa, per discutere della gestione comune dei flussi migratori.
Salvini non va.
Così ce lo ricorderemo tutti quando, sempre lui, si lamenterà che l’Europa lascia l’Italia da sola di fronte all’emergenza.
Sequestrano una pistola mitragliatrice, 9 fucili d’assalto, 7 pistole, 3 fucili da caccia, 20 baionette, una marea di proiettili e – attenzione! – un missile aria-aria, ripeto: un missile!, nelle sedi di associazioni neonaziste nel nord Italia e il ministro dell’interno, solitamente bulimico di dirette social, niente. Zero. Nisba.
Due giorni di silenzio, mai visti.

Ed ecco il bel missile. Tutti sempre muti.

Il ministro dell’interno qualcosina dovrebbe dire, no?
Ma chiaro che se a breve ci sarà un migrante intento a pulirsi l’interno dell’orecchio con le chiavi dell’auto allora sì che partiranno le denunce. Figuriamoci il casino se avessero trovato una sola pistola in una moschea o in un centro islamico…
Aggiornamento della sera: dopo più di quarantott’ore il ministro ha parlato.

Sembra una stronzata ma non lo è. Cioè, mi correggo: è una stronzata ma è vera, l’ha detto sul serio. Che il santo cuore di maria lo assista, a questo punto. E anche noi, che ne abbiamo più bisogno.
Lorenzo Fontana è il nuovo ministro degli Affari europei.
Fontana, vale la pena ricordarlo, è un ultraconservatore cattolico le cui posizioni su diritti, donne e religione sono aggiornate al Concilio di Trento. Ecco perché faceva il ministro della famiglia di questo governo e perché è stato tra gli organizzatori di quel simpatico consesso di stampo medievale a Verona qualche mese fa.
Il punto è questo: il ministero degli Affari europei è, dal mio punto di vista, il ministero più importante e strategico di tutti, perché riguarda l’ambito che dovrebbe essere più seguito e curato ora e in prospettiva.
Ma per questo governo, evidentemente, non è così, visto che finora il ministero è rimasto vacante e che, ora, hanno ben pensato di affidarlo a un minus habens ammiratore di Le Pen, Orban e Putin. E il cui capo di gabinetto, alcuni mesi fa, aveva affermato – non smentito dal ministro – che la responsabilità del cambiamento climatico è di Satana.
Ecco, così poi nessuno dice che non lo sapeva.