laccanzone del giorno: Guns ‘n’ Roses, ‘Patience’

Dopo il successo interplanetario del primo disco, i Guns ‘n’ Roses uscirono l’anno dopo con un piccolo disco acustico, G N’ R Lies, che in realtà comprendeva un precedente EP e un paio di covers, oltre a tre pezzi originali suonati, come detto, con tre chitarre acustiche e scarne percussioni.
Ora, non ha nessuna importanza cosa io o voi pensiate dei Guns ‘n’ Roses, né oggi né allora, il punto è che Patience è un pezzo clamoroso, in sé per scrittura e melodia, e fuori di sé per arrangiamento che risalta ancor più sorprendente sapendo le specialità del gruppo.

La canzone fu registrata in un’unica sessione, il gruppo era al massimo della forma, il video girato all’Hotel Ambassador, l’albergo di Los Angeles in cui fu ucciso Robert Kennedy, poi demolito, e mostra qualche curioso oggetto della fine degli Ottanta, per esempio il telefono col neon.

Trostfar, gentilmente, raccoglie tutte leccanzoni in una pleilista comoda comoda su spozzifai, per chi desidera. Grazie.

il ragazzo più felice del mondo e le condivisioni

Il moto che ha spinto e spinge aziende, artisti e persone a condividere, gratis, cose che possano essere utili per affrontare questo periodo di reclusione è notevole e di molto apprezzabile. Mi fa piacere, inutile discutere ora sulla sincerità delle azioni. Non come Amazon che prima ha promesso l’accesso gratuito a Prime Video agli abitanti delle zone rosse e non appena le zone rosse si sono ampliate è sparita nel nulla. Comunque, le iniziative ufficiali si trovano qui: solidarietadigitale.agid.gov.it.
Tra i generosi del periodo, Gipi (e Fandango, che produce) rende disponibile il suo ultimo film: «Il ragazzo più felice del mondo», appunto. Non lo incorporo qui perché sarebbe inutile, se avete voglia guardatevelo su youtube. Grazie, Gipi.

laccanzone del giorno: Peter Gabriel, ‘Modern Love’

Dopo l’uscita dai Genesis, Peter Gabriel pubblicò quattro dischi in cinque anni, tutti parecchio belli. Poiché sono tutti senza titolo, li si chiama convenzionalmente «I, II, III» e «IV» o, per gli appassionati, rispettivamente «Car, Scratch, Melt» e «Security» dalle immagini in copertina.
Dal primo album, «Car», del 1977, che per inciso è molto bello, uno dei pezzi che preferisco è «Modern Love».

È un disco pieno di ottimi pezzi, cito soltanto «Solsbury Hill» e «Here Comes the Flood» per far capire il livello, ma «Modern Love» per me è sempre spiccata tra gli altri. Non per il video, che dev’essere stato girato su una scala mobile a Shepherd’s Bush ed è di difficile comprensione (ma allora i videi si giravano in questo modo) e, pur concedendo tutto alla voglia di Gabriel di travestirsi, la tuta da motociclista e la maschera da fioretto sono davvero curiose scelte. Ma non importa, conta la musica e quella c’è, eccome.
Poi arrivò «So», disco notevole, e la trilogia di dischi intitolati con una sola sillaba e, insieme, una nuova fase della carriera di Gabriel. Ma i primi per me restano i più belli, più artigianali e più familiari (faccio per dire, Gabriel è uno che la produzione la fa e la sa fare eccome). Vualà.
I fly off to Rome to my prima bella / She leaves me in the rain with telescopic umbrella / Ooh the pain – Modern love can be a strain.

Trostfar, gentilmente, raccoglie tutte leccanzoni in una pleilista comoda comoda su spozzifai, per chi desidera. Grazie.

Ligabue quell’altro

Elio Germano si conferma il miglior attore della sua generazione: dopo Leopardi, stavolta è Antonio Ligabue, con metamorfosi impressionante.

Ma attenzione: mica per la mimesi, per quello basta Favino (per carità, bravo, ma un buon cestino di spanne sotto Germano) e una buona dose di trucco, è per l’intensità, la sostanza e la capacità.

Il regista è Giorgio Diritti che vorrei ricordare per un film eccellente di qualche anno fa: «L’uomo che verrà».

vittoria!

L’Emilia Romagna tiene e per cinque anni non se ne parla. Bravi!

Due elementi, a caldo: confrontando i dati delle due coalizioni, la differenza percentuale tra le due è di soli tre punti. Il resto lo fa la lista Bonaccini, che viene quindi apprezzato a differenza della Borgonzoni. Di fatto, dunque, la differenza l’hanno fatta i candidati, in particolare la destra presentandone uno francamente impresentabile. Tenerne ben conto per il futuro.
Secondo, l’elettore – non emiliano di nascita, giudicando l’accento – che stamattina ho sentito dichiarare di aver votato Lega «per cambiare». Alla domanda se fosse quindi scontento dell’amministrazione del centrosinistra ha risposto: «la Regione è amministrata benissimo», dunque è cambiare per cambiare. Incomprensibile, per me, ma tenere ben conto anche di questo.
Detto ciò, ora festa. E a sinistra: coraggio!

Dracula ha intenzione di trasferirsi in Inghilterra

La BBC ha affisso, per promuovere la nuova serie Dracula, svariati cartelloni abbastanza incomprensibili.

Bene i paletti, quelli sono chiari, ma il resto non molto. Il colpo di genio, però, è quando viene buio, ovvero l’ora dei vampiri.

S-t-u-p-pee-nd-o. Qui un time lapse del tutto che chiarisce ancor di più.
Pare purtroppo che la serie, nonostante la presenza di Mark Gatiss e Steven Moffat – ovvero Sherlock per i più avvisati -, non sia all’altezza del proprio cartellone.