
D’ora in poi è un trionfo dappertutto.

D’ora in poi è un trionfo dappertutto.

Non tanto per il testo o per il culo, «una serie di testi rari o inediti che i programmi scolastici non hanno mai recepito e che i professori hanno sempre nascosto ai loro studenti», quanto per l’autore, «saggista contemporaneo vivente, ha studiato in particolare il ruolo del poeta nell’oltretomba, il ruolo dell’oltretomba nella poesia e il ruolo della letteratura nella gastronomia». Ah, lei porta Alvaro Rissa? Poeta contemporaneo, piacere. Il riferimento è chiaro. O no?
Eccoci arrivati.

Ora andiamo a cercare i fascisti. Inutile che Marte si opponga con irrevocabile ostinazione, ora ci siamo. Stamattina, ore 10:30 perlustrazione del cratere di atterraggio, nel pomeriggio esplorazione delle zone circostanti e raccolta di sassi piccoli e medi. Niente riposino, non ci si ferma.
[Cercare Perseverance con Google, oggi].
Stasera alle 21:55 ora italiana, dopo 470 milioni di chilometri, faremo una delle cose più difficili da fare nel sistema solare: una discesa controllata su Marte.

Cioè, tra l’altro, passare da ventimila chilometri all’ora a zero. Qui la diretta. Speriamo, ci saranno i sette minuti di terrore.
Beh, se proprio tocca pipparsi ’sto accidente di festa, allora tanto vale farlo nel modo giusto, saltando:
Huey resta imbattibile ma qui ci andiamo davvero vicino.
[Ma se esiste davvero il potere dell’amore, allora ci sono anche le versioni di Frankie goes to Hollywood e, ovviamente, Jennifer Rush. Ma il potere di Huey è superiore].
Nel 2011 fu lanciato un missilone, molti lo ricorderanno, che doveva portare il rover Curiosity su Marte per una gita esplorativa. Le cose andarono bene e nell’agosto 2012 cominciò la missione vera e propria. Il tutto sarebbe dovuto durare due anni terrestri, nelle migliori ipotesi e, invece, Curiosity è ancora lì che gira per il pianeta e invia fotografie e informazioni. Davvero niente male, il grande potere della curiosità.
Tra le migliaia di immagini che ha inviato, quelle che mi piacciono di più sono i panorami.
Perché, santoddio, è Marte.





A volte mi devo sforzare e me lo devo ripetere, è Marte e non la valle della Morte o il Texas o i Campi Flegrei o Oslo, impossibile comprendere davvero cosa sto guardando. Ed è bellissimo, a Galileo o Copernico sarebbe venuto un colpo, non ci avrebbero mai creduto, poi sarebbero saltati di gioia. A vedere Marte. Pazzesco.
A proposito di Marte: il 18 febbraio atterrerà su Marte – se va tutto bene – una nuova spedizione con un nuovo rover, il Perseverance. Io mi ero iscritto e il mio nome, insieme a quello di molti altri, è inciso su una placca del rover. Ne avevo scritto qui. Dal 18, quindi, sono su Marte. Mi troverete lì, fate un fischio se ci siete anche voi.
(Ah, a breve fonderò un gruppo di martepiattisti, perché si sappia la verità).

Arriva, sta soccorrendo il colombo ferito.
Entrando nella sala ovale.

Dal New Yorker.
Sì, l’ho fatto.
Or ora.
Perché va fatto oggi.
E io l’ho fatto.
Subito, appena passata la mezzanotte.
Come ogni anno.
Sì.
L’ho fatto entrare.
Esatto, lui.
Magnifico.
Non oggi, da oggi.
L’ho fatto.
Ho fatto entrare Ascanio.
Oggi.
Ora.
Fallo anche tu.
—
Aggiornamento delle 16:36
Ecco, a forza di urlare nei gomitoli, ho appena scoperto di essere diventato così.

Per chi non avesse afferrato, la canzone è realmente iraniana. La cosa che fa ridere è che invece sembra in italiano sbilenco. Fa ridere me, almeno. E un miliardo di altre persone con il senso dell’umorismo molto molto sviluppato. Ehm.
Passeggere
Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Venditore
Oh illustrissimo sì, certo.
Passeggere
Come quest’anno passato?
Venditore
Più più assai.
Passeggere
Come quello di là?
Venditore
Più più, illustrissimo.
(…)
Passeggere
Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore
Speriamo.

Ovviamente è il bel Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere di Leopardi. Alla vita che ancora non conosciamo, dunque. Buon anno.