Dopo la caduta di Kat, ora il dispiacere è pari se non superiore:

Anch’io ti amerò sempre, Torrentz, quante meravigliose scorribande insieme in questi tredici anni. Addio.
Secondo wikipedia, «Aleppo è la città più popolosa della Siria, con 1.900.000 abitanti. (…) È una delle più antiche città del mondo abitata ininterrottamente dall’antichità. (…) È patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1986. Nell’anno 2006 Aleppo è stata la prima città a fregiarsi del titolo di “Capitale culturale del mondo islamico”».
Ed ecco un bello sguardo complessivo, su come era e come è ora:

Oggi Aleppo è, di fatto, una città abbandonata dai civili, tutti scappati come profughi. Ci volevamo noi, uomini e donne del ventunesimo secolo, per farla morire. Le foto sono di Hannah Karim.
Il messaggio di addio ai suoi colleghi di Letizia Leviti, giornalista di Sky TG24 deceduta ieri, nella sua grazia e onestà è davvero commovente, così ricco di coraggio razionale. Mi sono commosso e provo ammirazione.
Non si può vivere così.

Oggi è morto Elie Wiesel.

Deportato prima ad Auschwitz e poi a Buchenwald, non saprei come definirlo se non come «testimone». Sopravvissuto, certo, ma fu principalmente, con Levi e tanti altri per nostra fortuna, il testimone dell’Olocausto. Subì anche tutte le sindromi del sopravvissuto, la vergogna, il timore di non essere creduto, il rifiuto di scrivere, tutto quanto. Poi si decise, scrisse La Notte, «Un di velt hot geshvign» («E il Mondo rimane in silenzio»), un editore coraggioso lo pubblicò e nessuno lo volle né lo lesse. Ci vollero alcuni anni perché diventasse uno dei testi di riferimento dell’abominio nazista, Orson Welles si fece avanti per acquisirne i diritti e Wiesel rifiutò.
Io non so se qualcuno raccoglierà la mia indicazione, ma come consigliavo con Auschwitz, ovvero di andarci per sé stessi, non per la memoria o per altro, anche qui io consiglio la lettura de La Notte: farlo per sé, per essere persone migliori e più consapevoli.

È proprio finito il pistacchio.
Che meraviglia quando Bambino diceva a Trinità:
Ma non hai uno scopo nella vita? Fai qualcosa… ruba del bestiame… assalta una diligenza… rimettiti a giocare, magari… una volta eri un ottimo baro! Ma fa’ qualcosa.
Un’isoletta greca nella fine degli anni Settanta (ma quante cazzo di isolette…) io, piccolo, dopo giorni e giorni di isolamento dal genere umano – famiglia di camperisti, si capisce – venni pietosamente portato nel paesello per l’evento del giorno, del mese e forse anche dell’anno: il cinema in piazza. Un film in greco, chiaramente, ma con incredibile mia fortuna fu un film con Bud Spencer e Terence Hill, forse Pari e dispari.
Fu bellissimo: io, un vero loro devoto, risi dall’inizio alla fine (come peraltro faccio tuttora). La faccenda del greco si rivelò del tutto irrilevante, perché il film funzionava perfettamente anche così; il che a me pare ancora oggi indice di grandezza.

Mi spiace, mi mancherà molto, aveva un suo modo un po’ infastidito proprio divertente: «È il Signore che vi manda da noi». «No, passavamo di qui per caso».
(E poi assomigliava al mio babbo).
Ed è stata Brexit, contro il volere del 72% dei 18/24enni:

Anche quella è una terra per vecchi. Sono molto dispiaciuto e deluso.
E non solo vecchi: gli elettori laureati al 71% hanno votato contro la Brexit e quindi per stare in Europa, il 29% a favore. Chi ha titoli di studio inferiori ha votato al 55% a favore della Brexit e al 45% per restare in Europa.

Che peccato.