Italia: non si sa

Un breve racconto di Rodolfo Sonego:

virgolette-aperte Durante il mio ultimo viaggio in Russia ho incontrato un turista di Brescia, un uomo grassoccio che aveva una sua impresina, un piccolo laboratorio.
Mentre gli altri turisti guardavano le vestigia degli zar o le ultime statue di Lenin abbandonate in bella evidenza, lo scorsi intento a contemplare una fabbrica dismessa: operai che mangiavano un panino, delle capre, dei guardiani. Si avvicinò e iniziò a fare delle domande: era stata una fabbrica di oggetti di plastica. Il turista di Brescia continuò a fare domande, conti, preventivi. Lo lasciai che stava bevendo un tè.
Seppi poi che aveva riaperto la fabbrica, aveva impiantato una produzione massiccia di elefantini di plastica, aveva sbaragliato i taiwanesi ed era diventato miliardario.
Ora se vuoi fare lo scrittore, devi innanzitutto capire che il mondo non è saggio: è squilibrato. Tu, quanti elefantini di plastica avresti messo in produzione?
Perché la gente vuole comperare elefantini di plastica?
Perché la gente vota per Berlusconi?
Perché il cardinale faceva lo strozzino?
Come fece la banda del lotto a truffare miliardi per anni con tecniche da I soliti ignoti?
Non si sa.virgolette-chiuse

Da Tatti Sanguineti, Il cervello di Alberto Sordi. Rodolfo Sonego e il suo cinema.

the eight wonder

Quattro locandine tra le più belle che ho trovato di King Kong:

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È stato annunciato un remake intitolato Kong: Skull Island, in uscita nel 2017. Come nella versione giapponese, King Kong sarà molto più grande del solito (quasi 31 metri) così che possa poi – finalmente – scontrarsi con Godzilla (nel 2020 il remake del film King Kong vs Godzilla). Noto con piacere anche stavolta che in giro le idee nuove latitano. Viva.

per gli amici: Trapano

Mentre in RAI fanno banchetto con la valanga di soldi del canone in bolletta (posti, scrivanie, stipendi, buoni pasto, segreterie, poltrone e quant’altro), qualche improvvido neo-direttore (Carlo Conti, scemo) pensa che in radio le parole stanchino e che il pubblico voglia la musica e basta, per non pensare. Come fossimo in un paese di pensatori… chi fermerà tutto ’sto cosare di cervello?
Comunque, il genio ha più o meno proposto di cassare 610 (Seiunozero) di Lillo e Greg, trasmissione di Radio2 fatta solo ed esclusivamente di parole e, come dire?, piuttosto divertente nonché intelligente. Stancante, certo, per quanto mi fa pensare.

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In attesa del destino di 610, io mi sono dilettato grandemente con un’altra produzione di Lillo e Greg: Pupazzo criminale. Grandi mezzi, sceneggiatura curatissima, fotografia impeccabile, recitazione degna dei più grandi kolossal, trentaquattro puntate (a oggi) irresistibili per un altro spaccato sulla malavita romana. Tutto aggratise.

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Se non lo credete, chiedete a Cocco (e fatemi sapere).

a me piace questo a me piace quello

Da qui a novembre negli Stati Uniti è gara all’endorsement, perché o di qua o di là, o Clinton o Trump, o democratici a favore della pena di morte o repubblicani a favore della pena di morte, chissà poi davvero.
Comunque, l’uomo-con-il-cappello e l’uomo-senza-il-cappello, ovvero Clint Eastwood, rilascia un’intervista a Esquire (qui) nella quale parla a ruota libera di parecchie cose, tra cui anche le elezioni; pur non sposando la causa di Trump imbraccia il suo fucile e ci avvisa: viviamo in un’epoca di fighette.

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Vorrei riportare alcuni brevissimi passaggi salienti:

secretly everybody’s getting tired of political correctness, kissing up. That’s the kiss-ass generation we’re in right now.

Perché attenzione:

We’re really in a pussy generation.

(…) And that’s the pussy generation – nobody wants to work.

Go, Clint. Go. ‘Sti giovani d’oggi…