iddio benedica il polygen: prodotti

Alcuni prodotti strepitosi, dal meraviglioso Polygen (che gli dei lo proteggano sempre):

Meliconi:
Il GumGody SvitaTivu’ Meliconi
Il CumBody AccomodaGomma Meliconi
Lo SchiacciaComputer Meliconi (con accessori)
Il GumKiody Meliconi

Ponti:
Finocchiogusto Ponti
Asparagodi Ponti
Pisellizia Ponti
Verzalizia Ponti
Condighiotto Ponti

Beghelli:
Il TeleMiglioraPompieri 626 Beghelli
Il TeleSalvaCefalo Beghelli
Il ControllaPiffero 626 Beghelli

completisti del mondo, unitevi

Anche la completezza è un valore. Se, dunque, per natale desiderate regalare un valore sappiate che a novembre uscirà un cofanettone bestiale con 27, dicasi ventisette, dischi dei Pink Floyd. 11 ore di musica, 14 ore di materiale video, il cui titolo è “The Early Years Box Set: 1965 – 1972“.

160812.pinkfloyd.packshot_boxset

Materiali inediti, live, rarità, sessions, ristampe (i primi 7″ della band), outtakes, il tutto dal 1965 al 1972, alla modicissima cifra di soli 550 dollari. Il pre-order e il trailer della faccenda, per chi ne avesse (costosa) voluttà.

iddio benedica il polygen: recensioni snob di musica indie

Due plausibilissime recensioni di musica indie (che non vuol dire un cazzo), dal meraviglioso Polygen (che gli dei lo proteggano sempre):

The Iraqi Americans – Deep Funks Of The Biafra In Blowjob (4XLP, Past, 2004)

Dolcezza arsty. New wave. New wave-(new) wave. No wave.
C’e’ lo zampino di Dj Hell nel collaudato trio formato da Dj Hell (turntable), Devendra Banhart (tuba) e Pharaoah Sanders (clavicembalo).
Eclettico fino alla nausea, il disco amalgama diafanamente cinghie di trasmissione math, new wave-new wave da camera, no(w) wave, new wave-post wave tradizionalista, cimbali milanesi, no(w) wave, e no wave decadente, perfetto per stupri on the road again.
Il riferimento alle Spice Girls e’ oggettivamente ridicolo.
(new) wave dunque. New wave-valzer, olocausto disinvolto dunque elettricamente amaro, per un disco che inserisce un hard-core chiaroscurale e cosmico in un mondo assolutamente no wave.
Una delle perle dell’anno.

(10) per l’idea, (0) per il disco.

E l’altro disco, che vorrei davvero avere:

Hitlers Over The City of Canterbury – S/t (2Xmini-CD, Black7 Records, 2007)

Nu wave-new wave. Il Rock è vivo. Spirale.
Puntuale nuova uscita della Black7 Records, che mette a segno un nuovo colpo con questo gruppo nato dall’incontro tra Michael Stipe e Otomo Oyuhide.
S/t e’ una perfezione improvvisamente free-gay e massimalista che indica fragranze kitsch e pedanti, adatto a scalate attraverso lande desolate.
Il riferimento potrebbe essere uno scontro tra John Cage e John Coltrane.
Lampi e armonia si alternano affrontando estraneamente delle bombe derivativamente finlandesi.
Tonico.

 

caffè nero bollente

Sir Winston Churchill non capì mai bene come mai il Parlamento inglese dovesse essere aperto alle donne. E perché fosse stato dato loro il diritto al voto. Infatti, nel 1918 l’Inghilterra accolse, seppur con alcune limitazioni, sia il suffragio alle donne, sia la loro eleggibilità al Parlamento, e la prima donna a entrare alla Camera dei Comuni fu Nancy Astor (1879-1964), nonché unica presenza femminile fino al 1921.
Nata Nancy Whitcher Langhorne, era originaria della Virginia ed aveva acquisito la cittadinanza inglese sposando nel 1906, in seconde nozze, il secondo visconte di Astor. Sebbene la sua carriera politica abbia avuto alti e bassi e, in sintesi, spesso non sia stata in grado di incidere considerevolmente, viene ricordata per le sue mozioni per equiparare i salari femminili a quelli degli uomini (ancora oggi…) e le sue lotte in favore dell’emancipazione femminile e dei diritti dei bambini.

Ovvio che con Churchill non potesse esservi simpatia, troppo diversi. Tra gli innumerevoli scontri e screzi tra i due uno è diventato proverbiale e viene spesso ricordato per la prontezza della risposta di Churchill. All’osservazione della Astor (normale ci si desse del tu tra colleghi):

«Winston, se tu fossi mio marito, ti metterei il veleno nel caffè».

Churchill rispose:

«Nancy, se tu fossi mia moglie, lo berrei».

Va detto, per essere precisi, che Churchill riteneva che le donne non dovessero essere ammesse al Parlamento non tanto perché pensasse che fossero inferiori quanto perché diverse. Vabbè, altri tempi.
Viene tramandato anche un altro scambio di battute (ehm…) tra i due: «Quante dita ha un piede di porco?» chiese Churchill ai presenti durante un party e Astor, pronta, rispose: «Si tolga una scarpa e conti». Se anche sia stato, è decisamente meno riuscito.