una diga come attrazione

Una diga a gravità resiste alla spinta dell’acqua grazie al proprio peso e all’aggancio alla roccia ed è molto indicata in zone con fondo solido e coeso. Per questo ha una forma solitamente rettilinea, di geometria semplice, e di sezione triangolare.
La più grande del mondo è la diga della Grande Dixence, in Svizzera.

Qualche spiegazione: il Dixence è il fiume, il lago formato dalla diga è il Dix, la diga è detta ‘grande’ perché nel 1961 fu costruita davanti alla diga preesistente, la Dixence appunto.

In questo modo, l’altezza del bacino fu portata da 87 metri a 285 e la portata, di conseguenza, innalzata da 50 a 400 milioni di metri cubi di acqua. Una bella diga, impressionante.

La prima diga non fu distrutta, anzi, e ancora esiste all’interno del bacino. Talvolta, quando per ragioni di manutenzione o altro svuotano il bacino, si può vedere.

Incredibilmente, poi (incredibilmente per noi italiani, chiaro), la società che gestisce la diga riesce a rendere il tutto un’attrattiva, con una funivia, un albergo, vari ristoranti, camminate estive e invernali, una teleferica, sentieri spettacolari, tour guidati sul bordo e dentro la diga, attività sportive e così via, come ben si vede dall’ottimo sito.

Mi si scusi la banalità, ma ci sarebbe da imparare qualcosa, secondo me.

io discendo, sono della famiglia

Listen, it don’t really matter to me baby, you believe what you want to believe / You see you don’t have to live like a refugee (falsetto: Don’t have to live like a refugee).
È l’attacco fulminante di ‘Refugee‘ di Tom Petty (e gli Heartbreakers).
Pezzo bellissimo e, visto che è stato inserito in una sigla notevole, vale la pena dargli un’occhiata e un’occhiata e un’occhiata.

È la sigla iniziale dei ‘Romanoffs‘, serie tv interessantina, ben scrittina e ben giratina ma non quanto la sigla. Gnam.

la bassista

Adeline è la cantante della funk band Escort, vabbè, e a novembre ha pubblicato il suo primo disco solista, [ad•uh•leen]. Il disco contiene un singolone, Before, uno «scintillating dancefloor slow burner» (per attenersi al giudizio di Rolling Stone) che, in effetti, ha un suo ritmo abbastanza robusto. Eccolo:

Si fa apprezzare.