
la migliore di stamattina

Mapperdio, benedetti ragazzi, non è che potete fare magari un disco bello (cosa da dimostrare), producendovelo da soli, con una copertina che fa schifo, solo perché avete un amico che sa usare fotosciop.

River Into Lake, Let The Beast Out (2019). Se sapete fare musica (cosa da dimostrare) magari non capite granché di cose visive. Dico per dire, eh.
Questa dà dipendenza. A me senz’altro, e dal 1986.
Ovvero l’anno in cui i New Model Army, band inglese tutt’ora attiva che ha spaziato dal punk al rock alla new wave e via così, pubblicarono ‘The Ghost of Cain’, il loro terzo e forse miglior disco. Da quel disco, fu estratto questo singolone imperituro, un filino enfatico ma di grande impatto, ‘51 State’. Ovamerica.
Curiosamente, quello che poi sarà il loro singolo di maggior successo, ‘51 State’, appunto, per nulla encomiastico nei confronti degli Stati Uniti (euf.), è anche l’unico della loro lunga carriera di cui non abbiano scritto il testo. Scherzi del destino oppure qualcosa vorrà dire.
Per chi si appassionasse, i NMA sono proprio ora in tùr. Plei.
Finalmente: non un diritto in meno per alcuno ma un diritto in più per molti.

Da questo punto di vista, poi, restiamo un paese del cavolo e i vescovi hanno già cominciato a rompere, come al solito, all’invito della Consulta a promulgare una legge che si occupi della fine-vita. Certo, cari vescovoni, riuscirete a farci stare nel passato, ancora, ma non indefinitamente: prima o poi sarete sconfitti, rassegnatevi.
E non solo loro: qualcun altro ha ben pensato di dire la propria:
“Sono e rimango contrario al suicidio di Stato imposto per legge. La vita è sacra e da questo principio non tornerò mai indietro”.
Ovviamente concetti in malafede, come sempre. Ancor di più se è la stessa persona (Salvini) che diceva pochi mesi fa:
“Per me quelli possono restare su quella nave in mezzo al mare fino a Natale, non cambio idea”.
Quando uno è stronzo. Vinceremo noi, le persone civili.
Non essere riconosciuto.

Il signore in questione era candidato a Locate di Triulzi e non è andata bene, visto che il sindaco è Serranò.
A Locate la cosa interessante non sono certo i candidati e i sindaci, bensì il castello di Maria Cristina Beatrice Teresa Barbara Leopolda Clotilde Melchiora Camilla Giulia Margherita Laura Trivulzio. Ne parleremo a breve.
Questo è il mio millecinquecentesimo post qui, sulle cose.
In poco più di quattro anni e non è detto che sia un pregio.
Nei sei anni precedenti ne avevo scritti poco meno di mille sulla tregenda e un numero imprecisato nei tre prima sul b.site.
Insomma, piccoli traguardi e qualche soddisfazione, tutto sommato ne son contento. Grazie a chi c’è e a chi c’è stato.

Invece di stronzeggiare in giro (grazie a Abolizione del suffragio universale).
Non so chi ne sia l’autore, forse questo, decisamente bravo.
Certo, bisogna aver visto Chernobyl per apprezzare.











Dalle 9:50 di stamane, da tre ore circa, è autunno.

Anche stavolta, non starò qui a spiegare perché il sole vada di là e la terra di qua mentre le giornate si accorciano sotto l’influenza della rotazione tangenziale parabolica, e l’ellissoide perde la curvatura globale. Tanto si sa.
Buon autunno ai buoni.
A Billy Bragg bisognerebbe mandare ogni giorno cartoline di ringraziamento: per la sua musica e per il suo impegno. Nel 2002 si cimentò in una lunga campagna per sconfiggere il candidato conservatore nel Dorset. Ma non era mica candidato, lui, Billy. Mentre faceva campagna contro, pubblicò un disco – England, Half English – di cui St Monday è la canzone di apertura.
È un Billy Bragg musicalmente più facile di quello che a me emoziona di più, quello per intenderci con chitarra e basta di The Milkman of Human Kindness o A New England, ma è un ottimo pezzo e merita in pieno di finire tra leccanzoni del giorno, mentre l’orologio sta lì sul muro a guardarci.
Ribadisco per chi volesse che l’ottimo Trostfar raccoglie e aggiorna tutte leccanzoni in una pleilista comoda comoda su spozzifai, grazie.