l’inizio di un film

Trovo una cartolina, di quelle con le scritte davanti a mano.

Comincio a farmi delle domande e subito dopo a fantasticare: “Scrivi a casa con libertà se vuoi…” e già la storia comincia. È una donna, sì, una donna, il suo compagno è a Roma e starà là per un po’. Ma non dice: “vieni”, dice “scrivi”, stanno in città diverse. Gli anni sono i Sessanta, a guardar la cartolina, la calligrafia, il lessico, il ‘compagno’ è affettivo, non politico. Ma come sarà andata? Cartolina riciclata e infilata sotto la porta o nella tasca della giacca appoggiata su una sedia dopo una notte? Così, così. Ecco.

Lui è di Brescia, le spedisce una cartolina dalla sua città, lei la riceve e la conserva per cara. Poi ci scrive davanti il suo messaggio e gliela ridà, mettendogliela nella giacca o nel cappotto, si sono appena visti, scrivi. La calligrafia è bella, lei ha grazia, e anche per quella non fa il nome di lui, dell’altro, richiamato a Roma. Sottolinea però quel che serve, i fatti rilevanti, il ‘compagno’ e il ‘richiamato’. ‘Scrivi, dunque, con libertà’, gli dice, e aggiunge con gentilezza, ‘se vuoi’, i puntini di sospensione aprono lo spazio dell’immaginazione e delle aspettative, avranno avuto soddisfazione? Avrà scritto, lui? Ci avrà messo molto? Sì, sì, ovviamente, altrimenti che film sarebbe? Le ha scritto, l’ha fatto subito, il compagno stava a Roma, che bello è stato vederti, sei già a Brescia?, quando ci vediamo?

Poi non resisto e più immagino gli indizi e più mi figuro il volto di lei, la vera protagonista della storia. Lui tipo un Salvadori, riccioli forse, ben messo, lei non riesco a non immaginarmela così:

Sì, è lei, così, ci diciamo con G. che sta giocando con me. Lei vede i tratti femminili, io indovino quelli più maschili. I compagni, poi, si potranno lasciare, non sono mariti. Forse, se questo è compagno, ce n’è stato uno prima, di marito, e allora la cosa si fa difficile per davvero. ‘Richiamato’ è militare, pochi dubbi pensiamo, ma che motivi ci sono stati per i richiami negli anni Sessanta? Forse una forza dell’ordine per i movimenti dei governi Tambroni? Potrebbe. Almeno, ne veniva qualcosa di buono, se questi due poi si vedevano o, almeno, scrivevano, non solo le botte in piazza.

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