Mentre si comincia a votare negli Stati Uniti, bene in questo caso, e io non avevo mai visto una loro scheda:
In Moldavia si vota in queste ore la modifica della costituzione per entrare nell’UE, nonostante le interferenze russe – centotrentamila votanti moldavi pagati da Mosca per il loro voto contrario – e per uscire dall’orbita pericolosa:
Nemmeno così, era molto meglio, molto più nitido e con tre delle sue sessantaquattro-ottantadue lune. Il tutto da un telescopio portatile, è stato a dir poco emozionante, anche i sistemi binari ed E.T., che ebbene sì abbiamo visto con chiarezza. Anche perché Saturno è il pianeta, IL pianeta, ovvero come chiunque di noi disegnerebbe un pianeta. Si distinguevano chiaramente anche i diversi anelli e, l’ho imparato allora, la diversa densità è dovuta alle lune che orbitando spazzano tutto. Ed è stato ancor più bello perché eravamo molti amici e conoscenti, grazie a G., astrofilo appassionato.
Così mi preparo il 2025. Il 26 marzo The Wombats a Leeds, di cui ricorderò Let’s dance to Joy Division e Kill the director. Il 27 Badly Drawn Boy a Nottingham per il venticinquesimo di The Hour of the Bewilderbeast che non sarà il suo miglior disco ma quel concerto a novembre del 2010 al Bronson di Ravenna fu davvero memorabile, per noi otto che c’eravamo e, quindi, vale la pena rinnovare.
Il mistero alpinistico più noto di sempre, ovvero se Mallory e Irvine siano stati i primi a scalare l’Everest nel 1924, si arricchisce di un nuovo elemento: una spedizione del National geographic due settimane fa ha trovato un vecchio scarpone quanto tempo è passato che emergeva da un ghiacciaio in discioglimento, con dentro un lungo calzettone.
Il calzettone, per non creare dubbi, ha ricamato il nome del proprietario che aveva il piede nello scarpone, Andrew Irvine, appunto. Il corpo di Mallory, sbiancato in modo impressionante da sole e vento, era stato ritrovato nel 1999 senza chiarire nemmeno in quel caso quale sia stato l’itinerario dei due alpinisti.
Cioè, che siano morti è chiaro ma non si sa se in salita o in discesa, il che fa una certa differenza nel mondo in cui conta chi arriva primo. Solo la macchina fotografica con la classica fotografia in cima potrebbe mettere la parola fine al mistero. Presumibilmente, il corpo di Irvine non dovrebbe essere lontano dal ritrovamento di oggi, Ah, beh, ovviamente dentro lo scarpone e il calzettone c’è il piede. Scocciante, se il piede è il tuo.
Dopo centoquarantadue anni, chiude l’ultima centrale a carbone nel Regno Unito, a Ratcliffe-on-Soar, tra Derby e Nottingham. Si chiude davvero un’epoca e quale posto migliore in cui essere per questo? Oddio, non che si percepisca, ma se il ragionamento di questi giorni è sull’Inghilterra industriale allora ha senso, come ha senso ricordare lo sciopero dei minatori inglesi contro la Thatcher che durò un anno, prima che dovessero capitolare. A proposito di Thatcher, sempre sia maledetta: tra le altre cose, per la privatizzazione delle ferrovie nazionali. Dalla British railways, una, si è passati a non dodici, non diciotto ma venticinque compagnie, ne dico un po’ che secondo me oggi sono anche di più: Anglia Railways, Chiltern Railways, Arriva Trains Merseyside, Arriva Trains Northern, c2c, Thameslink, Caledonian Sleeper, Wales & West, Central Trains, Connex South Central, Connex South Eastern, First Great Eastern, Elizabeth line e amen gloria. Il che vuol dire, però, che non si sa mai una tratta, che so? Birmingham-Stratford per restare a me oggi, a chi appartenga. Di conseguenza, è molto difficile fare un biglietto online in maniera agevole: tocca capire la tratta di chi sia, scaricare l’app o andare sul sito, registrarsi, comprare. Moltiplicare per otto, dieci, venti app o siti se si gira un po’ il Regno Unito. Se non altro, da un po’ esiste un portale riassuntivo, condivido: National rail, che, almeno, aiuta nel primo passaggio. Spero che, anche per questo, tu sia all’inferno, Thatcher.
Nel mio caso di oggi, si tratta della TransPennine Express e vado in gita a Stratford. Sì, quella Stratford sull’Avon, quella di Shakespeare, amichevolmente big Willy per quelli di lì. Sia chiaro, è un bel paesotto su un bel fiume, l’Avon appunto, come ce ne sono mille nel Regno Unito, piazza con monumento, municipio, cattedrale, qualche edificio medievale conservato e più o meno ricostruito, rive del fiume passeggiabili e verdi, imbarcadero, servizi pubblici e privati, sale da tè, caffè, supermercato, negozio di souvenir e pizzi, sala scommesse. L’ovvia differenza è che gli edifici medievali conservati e più o meno ricostruiti sono la casa natale di Shakespeare, la scuola di Shakespeare, la seconda e terza casa di Shakespeare, il cottage di Anne Hathaway, non l’attrice, la cattedrale ha al suo interno la tomba di Shakespeare e congiunti, oltre ai registri di battesimi e morti con il nome di, appunto, Shakespeare. E i negozi di souvenir vanno moltiplicati per un tot, un bel tot, con negozi dedicati interamente, cui va aggiunta la peculiarità del luogo, un teatro di dimensioni ragguardevoli, dovute ovviamente a Shakespeare. Parliamo di circa due milioni e mezzo, tre, di visitatori all’anno in una cittadina che ne fa, a malapena, trentamila. Ovvio gettarsi nell’economia locale, sia che si possieda un negozio, una casa, un parcheggio.
Uhm, non che io sia un esperto ma alcune cose non mi convincono. Ci si intenda, la cittadina è gradevolona, in particolare la parte lungo il fiume che mi gusto particolarmente con una lunga camminata tra prati e boschetti davvero piacevoli. Non mi raccapezzo sul fiume, l’Avon, che bello placidone ho già incontrato a Salisbury e a Bristol, possibile sia così lungo? No, infatti, grazie alle comode funzioni di ricerca dell’infosfera giuliniana mi ci raccapezzo e scopro che, solo in Inghilterra, i fiumi Avon sono sette e quelli che io conosco sono i cosiddetti Bristol Avon, Salisbury Avon e questo, detto lo Shakespeare’s Avon. E nessuna intersezione o comune paternità tra loro. Cercando ancora, l’arcano si scioglie, Avon, abona,è la parola che nel protobritannico significava ‘fiume’, quindi il tautologico fiume-fiume ricorre sovente a questo punto senza più sorpresa.
Un altro mistero risolto, potrebbe dire la coppia di investigatori locali della serie tv omonima, Luella Shakespeare e Frank Hathaway e chi coglie, coglie, non è difficile. Una commossa visita alle sepolture di big Willy e dei suoi parenti nella chiesa, in posizione preminente e sorvegliata da premurosi volontari chiacchierini, e viene l’ora per me di tornare a Birmingham con la bislacca compagnia ferroviaria, tornando così alle mie consuetudini serali locali, ovvero un po’ di tempo al The Old Joint Stock con qualche cibo annesso, due chiacchiere con qualche avventore, una sosta per strada tornando a casa all’Anchor Inn, bella tana per disastrati, una freccetta e via all’unico albergo accessibile in città, un Ibis Budget al di sotto delle centocinquanta sterline per notte, va’ a capire come campi qua la gente. Io per oggi e per questo giretto ho dato. Mi mancherà tutto questo domani.
Questo sito utilizza dei cookies, anche di terze parti, ma non traccia niente di nessuno. Continuando la navigazione accetti la policy sui cookies. In caso contrario, è meglio se lasciamo perdere e ci vediamo nella vita reale. OccheiRifiutaCookies e privacy policy
Privacy & Cookies Policy
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.