Comodamente parcheggiata sul tavolo per ogni improvvisa evenienza.

Sì, l’ho avuta dopo solo tre anni di attesa (cit.).
Comodamente parcheggiata sul tavolo per ogni improvvisa evenienza.

Sì, l’ho avuta dopo solo tre anni di attesa (cit.).

Potrei stare ore a guardare il signor Starr camminare, ihih.
Rif: qui.
Cena un pochino prima del solito, così non resta sullo stomaco la mela cotta alla fine. Poi videoregistratore programmato per il TG4, maglia di flanella, scarpe comode e via di corsa con tutta la compagnia al concertone.

Oggi, in particolare.

Senza troppe questioni di genere.
(Grazie a ms. T.).
Al momento si rischedula, cioè si rimanda, perché annullare non va bene. Ma poi?
Tornerà o resterà l’udito di Johnson? Ma non sarebbe superrock perderlo sul palco proprio in uno dei concerti europei, per esempio Lisbona a maggio?
Attenendosi alle indicazioni ricevute, likely with a guest vocalist, suggerisco sostituzione temporanea con fototopa di pelle vestita, nemmeno necessario che canti. Pubblico in visibilio comunque, garantito, e tùr non compromesso.
Un imprenditore qatariano (qatariese?) si imbarca in una costosa operazione di doppionismo commerciale che la signora italiana che si occupa della merce così descrive: «Un’avventura rinascimentale, grandiosa: ecco cosa. Che è nata sinceramente dal grande amore per la cultura italiana di questo imprenditore che si è fatto da solo, costruendo e investendo».
Eccola, l’avventura rinascimentale (?), che sarebbe un centro commerciale a Doha:

Il riferimento è Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, evidentemente, e mi sfugge ancora il rinascimentale (magari manca un neo-). Ecco però la bella panoramica del posto frutto dell’amore per la cultura italiana:

L’avventura dei doppi è entusiasmante, dalle torri Eiffel alle statue della Libertà fino alle piramidi egizie passando per il faro di Alessandria, specie se la destinazione d’uso varia senza criterio e lo stile adattato ma non troppo. Ce ne saranno altre.
Infine, nella galleria di Milano resta l’obbligo delle insegne di color oro su sfondo nero, a Doha non credo.
Due strepitose immagini invernali del lago Baikal.

Il lago Baikal sta più o meno sopra la Mongolia ed è, per volume, grande tanto quanto i cinque grandi laghi americani messi insieme. Mica poco, si parla del 20% dell’acqua dolce del pianeta, per capirsi. I ghiacci delle foto si scioglieranno solamente verso maggio e diventeranno le acque cristalline per cui il lago è famoso.
La cosa trivigantica del lago è che si trova in Buriazia, che è uno stato ex-sovietico interessantissimo dove espatriare, come dicevamo qui. Ricordiamo con piacere il tipico il pasticcio di grano, patate e legna che sempre delizia noi tutti.
Lo scrittore francese Sylvain Tesson ha vissuto per sei mesi in una capanna sulle rive del lago Baikal e ha scritto, per chi volesse, Dans les forêts de Sibérie nel 2011, tradotto poi come Nelle foreste siberiane da Sellerio l’anno dopo.
Confessiamolo ancora una volta: l’Umberto era il papà dei finneghismi che tanta gioja ci diedero tempo addietro e fu lui a dare il fischio di inizio. E allora su i calici, viva l’Umberto!, giojamo di nuovo e raccogliamoli ancora una volta tutti insieme, i nostri, quelli generati da siu, gnappolo, djenzio, s|a, il tombarolo, horus, Gervis, trofimov, scimpanzone, trivigante e altri malati di mente che certo scordo di nominare.
Via, dunque, e teniamo il calicino bello alto:
Ciao, papà Umberto.
Tutto quanto si trova qui: tregenda, b.site 16 gennaio 2009, b.site aprile 2006.
Mi sono chiesto spesso, come immagino facciano tutti, l’aspetto che hanno le cose che io vedo nei musei quando vengono ritrovate. Con le statue, per esempio, è bellissimo vederle spuntare dal terreno magari con una mano, o la fronte, e poi ritrovarle o coricate o inclinate stranamente.
Chissà se davvero volevano essere ritrovate…
Una domanda, possibile finora, era: che aspetto ha una ruota dell’età del bronzo (3500 a.C. al 1200 a.C. circa) appena dissepolta? Questo:

Con tanto di mozzo. Il posto è Peterborough, GB, e più precisamente Flag Fen, un sito dell’età del bronzo ricchissimo di ritrovamenti (qui).
È bellissimo osservare le rotte dall’alto, i giri strani e le regole di volo.
Per esempio, è consigliabile evitare il sorvolo di Siria e Iraq:

Stessa cosa per l’Ucraina, la parola d’ordine è circumsorvolare:

Anche l’Himalaya ma per altro ordine di motivi:

Un’altra volta i voli matti di avvicinamento.