decima Musk

Il titolo, notevole, è di Rivista Studio.

Sentirsi dire che tendere il braccio è il suo modo di esprimere affetto perché è autistico sarebbe già abbastanza. Non bastando, qualche suo rappresentante – assurda già l’accoglienza del fratello cowboy a Palazzo Chigi e in Campidoglio, pare, per spettacoli di droni – ha incontrato gli amministratori delle pagine destrorse Welcome to Favelas, prevedo tempeste di sterco a breve. Sì, più di ora.
A Padova, intanto, evyrein disegna:

Belli, eh, i disegnini, per carità. Magari adesso facciamo un passo in più. Intanto, plausibile l’utilizzo del termine broligarchia per la parata di Musk, Bezos, Zuckerberg, Altman, Cook, Pichai all’insediamento del capo, ovvero il governo degli sfigati, telefonino alla mano e nerd come ripieno, i bros. Il bro italiano di Musk ha postato e poi cancellato la sua prima stronzata: “The Roman Empire is back, starting from Roman salute”.

Intanto l’altro, il più minchione di tutti che ovviamente è in carica, spara ordini a destra e sinistra, fregandosene del fatto che due terzi non saranno mai operativi, non possono: l’importante è dare l’impressione di agire e di poterlo fare perché si comanda. Vedi i profughi in Albania o il ponte qui da noi. Sono disorientato.

fasci ad Acca Larentia e la domanda per l’assunzione al governo italiano

Milletrecento fasci ad Acca Larentia a Roma, braccia tese, bandiere, commemorazioni e inni schifosi, un passante si avvicina e grida: «Viva la Costituzione italiana, viva la Resistenza. Merde!» e ora la domanda per il concorso: sapendo che la Digos su milletrecentoeuno persone si è presa la briga di identificarne soltanto una, chi tra esse potrà mai essere? Esatto, bravo, il posto è suo.

ottime idee del governo italiano parte 24.603

Dare, oggi, la cittadinanza italiana a Javier Milei, presidente argentino dotato di motosega populista e dotato di nonni calabresi.

Lo sciagurato principio è quello dello “ius sanguinis”, ovvero il principio che regola il diritto alla cittadinanza in Italia a differenza dello “ius soli”, temperato o meno, o ancor meno dello “ius culturae”: cioè quel principio per cui le questure in questo momento esplodono di richieste di gente sparsa nel mondo con qualche bisnonno italiano di avere la cittadinanza, manco serve siano mai stati qui o sappiano indicare su una carta geografica il paese desiderato; e parimenti chi è nato qui ma da genitori stranieri si attacca, anche se lavora in un ospedale italiano da anni con un curriculum d’eccellenza.
Un dato interessante: il numero degli studenti stranieri che però sono nati in Italia. Nel quinquennio tra l’anno scolastico 2018-2019 e il 2022-2023 il numero degli studenti con cittadinanza non italiana nati in Italia è passato da oltre 553mila a quasi 599mila. Il 65,4 per cento degli studenti stranieri quindi è nato in Italia e non ha la cittadinanza.
Molto bene, invece che contrastare la fuga dei cervelli validi magari accogliendo quelli in entrata, importiamo pagliacci deficienti di destra e nazionalisti. Bene anche qui, andiamo avanti così.

quindi? tutte chiacchiere a vanvera (Trump vince ovunque)

Non è andata molto bene.

Sconfitta senza appello su tutta la linea, uomini e donne bianche hanno votato compatti per lui. L’Ucraina è fottuta, Gaza è fottuta, l’emergenza climatica un tantinello pure e anche quelli che in Europa esultano per la sua vittoria a breve assaggeranno i dazi commerciali e il protezionismo americani.

Un paio di dati, il voto per contea e la distribuzione per genere ed etnia:

Deprimente. Fosse almeno un’altra persona, uno diverso, ma otto anni dopo ancora lui, incattivito, aggravato da cause e processi, invecchiato parecchio, mi lascia ancor più intristito.
Ma la cosa che in assoluto mi fa più male, al di là dei fatti veri, è questa: data per persa ad agosto, al ritiro di Biden, da quel momento lì in poi di che abbiamo parlato? Non ci siamo mai mossi da lì, altro che terno al lotto e tutto equilibrato, serve rimettere a posto ogni capacità di analisi della realtà e di previsione, ma proprio tutte. Che disastro.

sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio, chi ha parlato di violazione della Costituzione?

Molto ridicolo, non fosse tragico, il video soliloquio di Matteo Salvini in propria difesa dalle accuse del processo Open Arms. Come Agamennone, da solo ha difeso i confini patrii da una pericolosa armata di naufraghi disidratati e indeboliti a bordo di una barca ferma al largo comandata da una giovane e coraggiosa donna con i dreadlocks e le birkenstock. Eroe.

Il video, chiaramente girato da un pazzo manicomiale, presenta l’imputato su sfondo nero illuminato da luci che sono talmente messe male e sparate da enfatizzare il colletto e il doppio mento di quello che sembra un direttore d’orchestra di terza categoria appena uscito da un collegio dei docenti di sei ore. La loquela ha l’andamento di un miope che legge a fatica un gobbo conoscendo poco la lingua del messaggio e ancor meno intendendo.

Oltre a tutto, ma non c’era da dubitarne, quanto detto dall’imputato corrisponde davvero raramente alla realtà dei fatti, ecco un bel fact checking quasi in diretta.

due piccole note ancora sul caso Sangiuliano

Dopo la bella intervista di ieri, due particolari della vicenda mi piacciono parecchio, credo valga la pena riportarli.
Il primo risale alla formazione del governo nel settembre 2022, Forza Italia chiedeva per sé il ministero della cultura, Meloni oppose una considerazione che riporta in questi giorni il Post: disse di avere per quel posto «un nome enorme, incontestabile». Lui, Sangiuliano, è lui il nomone. Signore, grazie perché ci doni la realtà. Inarrivabile.
Il secondo è di oggi, da Palazzo Chigi fanno sapere che – sempre col tono lagnoso e perseguitato classico di questa destra – sospettano ci sia «una regia occulta» dietro le astutissime mosse di Boccia, donna «lucida» e «diabolica», niente di meno. Ovvio ci sia una macchinazione dei poteri forti, della Spectre, del Cremlino di una volta. E perché accade questo? Perché Sangiuliano «sta lavorando per smantellare un sistema consolidato negli anni del Pd», ovvia quindi la reazione del sistema contro i veri rivoluzionari picconatori spingitori di cambiamento.
Ho proprio bisogno di una vescica più resistente.

Aggiornamento: leggo su Repubblica un virgolettato di Liliana Segre a proposito della vicenda, ovvero: «Le vicende a cui assistiamo sono in antitesi con qualsiasi forma di intelligenza». Ora, conosciamo la disinvoltura con cui volano le virgolette, trasformando chissà che in dichiarazioni, per cui meglio cautela. Non posso dire però che non mi piaccia la schiettezza. Meglio comunque affidarsi alle virgolette successive, più plausibili: «È una vicenda squallida e triste».