la sinistra al potere

Vincono la destra e il m5s e sarà una catastrofe per la cultura, perché questi son ignoranti e beduini e spazzeranno via tutto, tagliando, abolendo e cancellando.
Per fortuna, nonostante le dimissioni di Renzi, la sinistra governa ancora alcuni territori e mantiene salde le redini della cultura, della trasmissione del sapere, delle iniziative che aiutano la comunità civile a crescere con consapevolezza.
A Firenze, per esempio, è quasi l’ora della:

La terza edizione di Florence Cocktail Week. Perché: «dal 30 aprile al 6 maggio le strade di firenze si animeranno a suon di shaker!!». Ma basterà una settimana?

«Florence Cocktail Week 2018. Una settimana tra shaker e twist sul Negroni per scoprire la Firenze del bere miscelato». Mapporc. Poi uno teme la destra, ma è in casa che avviene il maggior numero di incidenti, ricordarselo sempre.

ecco perché questo paese non può essere salvato

Nemmeno l’eliminazione delle scie chimiche, che avverrà presto grazie al trionfo del m5s, ci potrà salvare. Ecco perché.
Spotify – noto servizio di streaming musicale, dai, su – qualche giorno fa comunica via mail ad alcuni utenti (parecchi nel nostro paese, invero) che stanno usando un programma craccato per simulare un abbonamento premium al servizio, cosa di cui sono ovviamente consci gli uni e gli altri, e segnala che disattiverà ogni accesso illegale. Si riserva, magari, di cancellare gli account in caso di comportamento reiterato. Strano? No, niente di strano: Spotify paga i diritti alle case discografiche per la musica che offre e, quindi, o uno ascolta gratuitamente con la pubblicità oppure paga. Oppure non usa Spotify. Chiaro.

No. Per nulla. Nel nostro paese non è chiaro.
Ecco qualche commento degli utenti avvisati da Spotify:

E si potrebbe andare avanti parecchio.
Non farò discorsi paternalisti sul costo degli smartphones che hanno in mano questi disgraziati, non è da me, piuttosto mi concentrerei sul concetto: «la musica dovrebbe essere gratuita», declinato anche nella variante «nessuno acquista la musica», il che è già di per sé idiota ma ancor più se detto da persone, tutti nessuno escluso, che vogliono essere strapagate quando fanno un lavoro banale, sottospecializzato e, di solito, fatto col culetto.
Non ce la faremo. Non così.

«studiate i volti dei nuovi tiranni»

«Studiate i volti dei nuovi tiranni. Esito a chiamarli plutocrati, perché il termine è troppo storico e questi uomini sono parte di un fenomeno che non ha precedenti. Chiamiamoli piuttosto profittatori. Le loro facce da profittatori hanno molti tratti in comune. Questa conformità dipende in parte dalle circostanze – possiedono talenti analoghi e vivono secondo abitudini simili – e in parte è una scelta di stile. Hanno età diverse, ma lo stile è quello di uomini che vanno per i cinquanta. Sono vestiti in modo impeccabile e il loro abbigliamento è rassicurante, come la sagoma dei furgoni portavalori. Tutt’altro che mostruosi, i loro volti, benché un po’ tesi, paiono quasi insipidi. Sulla fronte hanno molte rughe orizzontali. Non si tratta di solchi scavati dal pensiero, ma di linee che trasmettono informazioni non stop. Occhi piccoli, pronti, che esaminano tutto e non contemplano nulla. Orecchie capienti come una banca dati, ma incapaci di ascoltare. Labbra che tremano di rado, e bocche che prendono implacabilmente decisioni. Mani gesticolanti, che dimostrano formule e non toccano l’esperienza. Capigliature meticolosamente pettinate come per un test di velocità aeronautica. La piena fiducia in se stessi che traspare dai loro volti è pari alla loro ignoranza, che è anch’essa evidente. I profittatori non sanno niente di niente, né della qualità né dell’essenza delle cose. Conoscono bene solo le loro impressioni sui loro racket. Da qui la paranoia e, generata dalla paranoia, la loro energia ripetitiva. Il loro reiterato articolo di fede è: non c’è alternativa».

Brano letto da John Berger e Arundhati Roy al teatro Comunale di Ferrara per il festival di Internazionale, domenica 3 ottobre 2011, e tratto da Il taccuino di Bento, di John Berger.
L’alternativa c’è, sempre.

la Bonino? Sul serio?

A tutti i delusi del PD che sento che vogliono votare la Bonino: ma sul serio? Capisco la questione diritti, se ne potrebbe discutere, ma ricordate cosa ha votato dal punto di vista economico nei suoi anni in parlamento? La Bonino è una ultra-liberista, anticomunista viscerale, ha delle posizioni francamente inaccettabili per chiunque si consideri di sinistra e ha votato negli anni più volte a fianco di Berlusconi, condividendone gli obbiettivi e andando a fare la commissaria europea su sua nomina. Ricordatevelo, santoddio. Non fate i Maccabei.

non abboccare: è la destra

La lettura che viene data dai commentatori e dagli analisti di questa campagna elettorale è, in sostanza, questa: una recrudescenza dei toni e degli atti violenti da una parte e dall’altra, dall’accoltellamento del militante di Potere al popolo! al pestaggio del tizio di Forza Nuova, all’incursione a La7 sempre di Forza Nuova, al casino di Macerata fino ai discorsi dei candidati e dei cittadini sui social.
Quindi ecco la spiega: un po’ di qua e un po’ di là, gli esagitati stanno dappertutto.

E invece no, troppo facile così. Amnesty International ha analizzato la comunicazione social dei candidati alle elezioni e ne ha tratto la conclusione che aggressività e violenza verbale dominano lo scenario. Giusto. Peccato, però, che:

«il 95 per cento delle frasi di odio e di razzismo viene dalla destra. Nel dettaglio, il 50 per cento delle frasi violente e aggressive sui social verrebbe da esponenti della Lega. Il 27 per cento da parte di Fratelli d’Italia. Il 18 per cento da parte di Forza Italia. 80 sono le frasi offensive da parte di Matteo Salvini, 61 da parte di Giorgia Meloni, 12 da parte di Roberto Fiore di Forza Nuova, 7 da parte di Berlusconi».

Sto citando da un articolo di Luigi Ambrosio per RP. E quindi?
Quindi non bisogna abboccare alle facili analisi: anche stavolta, la faccenda non riguarda destra e sinistra allo stesso modo – per quel che queste categorie ancora significano – ma la matrice di destra è lampante ed evidente, e va combattuta in ogni modo. Anche facendo chiarezza e non cedendo alla tentazione delle facili analisi (nell’ipotesi migliore).

A questo proposito, può essere utile iscriversi – io l’ho fatto e sono il trentasettemillesimo esatto – all’Anagrafe Nazionale Antifascista: per contarsi, per riconoscersi, per far parte di una comunità di civili. Grazie a mr. A.

odi et non olet

Time la tocca piano, per ben concludere l’anno.

Senz’altro, possiamo anche essere d’accordo su molto di questo. Ma perché giova usare toni da bassa rissa? Perché, cito il Sole 24 ore, «il New York Times ha registrato 267mila abbonati in più nel quarto trimestre, arrivati per la maggior parte dopo l’elezione del magnate», per dirne uno. E non solo, tutti i principali giornali e gruppi editoriali americani hanno avuto una robusta crescita dall’elezione di Trump, in particolare negli abbonamenti digitali. Qualche dato da un’indagine di Statista.com:

Come Repubblica ai bei tempi di S.B. Forse c’è da ben sperare nel futuro, vero?

Certo, poi lui per risultare simpatico non fa la metà di quanto fa costantemente per sembrare uno sceicco saudita sborone.

Perché il lusso, ricordarselo, è l’unica categoria merceologica che al salire della domanda fa corrispondere un aumento del prezzo. Saperlo.