Lemmetti vuole stare comodo

Roma intrattiene rapporti di pseudo-gemellaggio con Parigi ma non disdegna, giustamente, il colloquio con Londra, nonostante la Brexit.
Per questo motivo, il rappresentante speciale di Londra presso l’UE, Jeremy Browne (al centro nella foto), era a Roma il 25 luglio scorso. Naturalmente è stato ricevuto con piacere dai rappresentanti del Sindaco di Roma, il vicesindaco Bergamo (a destra nella foto) e un attempato fan dei Metallica.

Ah, no, è l’Assessore al Bilancio Gianni Lemmetti. Molto appropriato, elegantone.
Promuoviamo l’eccellenza e l’eleganza italiana, sempre, e la profonda conoscenza musicale che ci appartiene: almeno i Jethro Tull o, che so, i Cream. No, lui spurtivo.
Pubblicato dall’account ufficiale del Comune di Roma, tra l’altro.

questo resta un paese per vecchi

Il M5s continua a perdere sondaggi che lancia sul proprio sito a proposito dell’abolizione dei vitalizi: quindi, Casta 2 – M5s 0, per ora. Ahah. Anzi treazero, perché da quanto mi risulta dovrebbe essercene un altro.

Piuttosto, dall’insediamento del governo M5s-Lega (1 giugno, li metto in quest’ordine per gentilezza) si contano due decreti: uno per il tribunale di Bari e l’altro che riguarda i rifornimenti di benzina dei professionisti. Poi circa quarantamila tweets, più o meno. Un po’ pochino, resto in attesa del decreto ‘Dignità’, che mi fa impressione anche scriverlo.
Salvini, invece, non è solo a parer mio un imbecille pericoloso, è pure un vecchio, fa ragionamenti vecchi, chiama le donne ‘mamme‘ con quella retorica un po’ fascistella della famiglia, dice cose orrende ma poi aggiunge: ‘lo dico con il sorriso‘, e allora tutto bene, dice insomma cose che potrebbe dire un nonno rincoglionito in fondo al tavolo. Ma evidentemente in questo paese la cosa funziona, essendo fatto per la maggior parte di nonni e nonne rincoglionite.
E non sto parlando di età biologica.

unico – fatto a mano – ispirato a San Francesco

Bracciale in vera pelle colore marrone con chiusura Tau in oro rosa 18 karati satinato (750/1000), realizzato a mano e prodotto interamente ad Assisi, secondo la tradizione francescana e l’ispirazione del Santo.

Prodotto da Humilis, al modico prezzo di € 555,00. Per averlo clicca con modestia e in povertà qui.
E c’è anche il Bracciale HUMILIS in oro bianco 18Kt con croce Tau e pavè di zirconi su entrambi i lati impreziosito dall’esclusiva chiusura HUMILIS, sempre secondo lo spirito del Santo e prodotto da umili artigiani assisiensi. Assisiani. Solo 455 euri.
Se pensi che tutto questo sia una stronzata, e te la ridi per ‘Humilis’ perché non è davvero possibile perdere di vista le cose in questo modo, allora nel tuo cuore non alberga l’amore e la vera fede, ma la cattiveria e l’odio.

l’intelligenza politica degli italiani (non tutti ma molti)

Sono sempre colpito dalla capacità dei miei connazionali di fare i propri interessi mettendosi una pistola alla tempia da sé.

Questa fa il paio con i gay filonazisti e poco altro, per intelligenza sopraffina (nessuno si ritenga davvero davvero escluso). Riesco sempre meno a comprendere le persone con cui condivido la permanenza in questo paese.
Ma fedele alla mia funzione di servizio, suggerisco anche altri ottimi servizi: affidare il proprio patrimonio immobiliare e le proprie attività commerciali al mandamento di Brancaccio-Ciaculli; prendere come medico curante un tizio laureato in farmacia che si professa seguace dei metodi Di Bella e fruttariano insieme; comprare la carne nello spaccio vicino alla discarica perché costa meno; chiedere un prestito a tassi vantaggiosi rispondendo a un annuncio attaccato a un palo della luce; andare in Ungheria con il pacchetto-superofferta della domenica per farsi sistemare tutta la dentatura. E così via, avanti.

«Seppe condurre nell’alveo della democrazia quegli italiani che, dopo la caduta del fascismo e la sconfitta della Repubblica sociale, non si riconoscevano nella Repubblica italiana del 1948»

Dove non erano arrivati Alleanza Nazionale, Alemanno e compagnia bella, sono arrivati i grillini: vualà, una strada di Roma intitolata ad Almirante, in delibera. La Raggi naturalmente dormiva – parole sue – e il PD manco lo sapeva – parole loro. Capirai le novità.
Ma è solo il punto di arrivo di una strada costellata di Violanti (vedi titolo del post) e dichiarazioni improvvide. Schifosi.

sì, però ho un sacco di amici vaccinati

Sarà uno stillicidio, d’ora in poi. Ha cominciato il ministro della famiglia (per la? della? boh), che come sempre ha «un sacco di amici gay», poi ha proseguito quel demente al ministero degli Interni, che ha suscitato le ire della Tunisia, poi la neoministra alla salute ha ben pensato di far sapere il suo pensiero sui vaccini e così via. Sarà così, ogni giorno – se va bene – una, in libertà per vedere l’effetto che fa.
Va bene, preferirei di no ma tocca adeguarsi: agiamo di conseguenza.

Sempre fedele.

una magnifica, irresistibile, italica abitudine

È durato qualche ora il curriculum di Giuseppe Conte, ben diciotto pagine di specializzazioni e titoli accademici: pum, l’Università di New York sente il desiderio di rompere le uova nel panierino (euf.).

Altri? Yale? Sorbona? Nulla? Uno spasso anche stavolta, in questo paese il curriculum viene concepito più come opera di fantasia che come strumento di qualcosa. Perché la vita è invenzione, buon umore e sempre viva il genio italico.

[aggiornamento del pomeriggio: la fuffa nel curriculum pare essere maggiore: scuole di tedesco accreditate come enti di cultura, enti europei inesistenti, insomma la candidatura di Conte traballa e dai, siamo probabilmente daccapo. Complimenti].

è uno di noi

Il neopresidente della Camera ieri ha preso l’autobus.
La notizia fa scalpore nel nostro paese e suscita sconcerto: ma come? In autobus? Ma l’autobus lo prendono solo gli immigrati… No, lo prende anche il nostro nuovo presidente della Camera, democratico e vicino al popolo.

L’85 a essere precisi, da Termini a via del Corso, zona Montecitorio. È uno di noi, finalmente, uno di noi. Certo.
Perché a ben vedere, questi sciocchini dei cinquestelle – nel furore della restituzione dei soldi ricevuti, che poi abbiamo visto come va – hanno un sito nel quale rendicontano ogni singola spesa: questo. E qui è facile consultare le spese per i mezzi di Fico nel 2017: 22,50 euro per bus/metro, 2.486,24 euro per i taxi. Non è che l’autobus sia tra i suoi mezzi preferiti.
Quello che è come noi, tra l’altro, paga 1.400 euro di affitto al mese e 450 euro di spese per la casa, e qui comincia a essere mica tanto uno di me. Ma questa è un’amenità.
Il succo del mio ragionamento, piuttosto, è: invece di fare sceneggiatine in favore di telecamera – vedi l’arrivo in autobus – studiate, o cinquestellati, il modo di fare una finanziaria equa e in aiuto dei meno abbienti, redistribuendo carichi fiscali e risorse. Questo conta e questo aiuta le persone, non le scemenze. E se ci riuscirete, caro Fico, potete tranquillamente viaggiare in taxi dorato, ve lo paghiamo volentieri.