Marocco 1971 (e 2007)

In un viaggio da studente in Marocco, Gabriele Basilico fece – come ogni turista fa – delle fotografie. Nel cassetto per decenni, sono diventati un libro: Marocco 1971.

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Sono le prime prove di quello che sarebbe diventato un ottimo fotografo.
Io in Marocco ci sono stato nel 2007 e ho fatto anch’io qualche fotografia, niente a che vedere. Non era un progetto, era solo un viaggio. Viaggio che comunque consiglio a chiunque, vedere in particolare Marrakech, ovvio, fare colazione sul tetto di un rihad guardando le cime dell’Atlante, poi prendere una corriera e andare a vedere l’oceano, fino a Essaouira (seconda foto qui sotto). Memorabile.

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Ed era gennaio, ogni stagione è buona.

siesta video platform (taking siesta to next level)

C’era un tempo in cui si pranzava a casa, dopo scuola, e subito dopo si guardava la tv. E in pochi minuti si dormiva alla grandissima. O la domenica pomeriggio d’inverno. O i bei tempi in cui per gioventù ci si addormentava ovunque. Nostalgia?
Ora c’è:

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Ovvero la Siesta Video Platform (per i non-anglofili, il nap è il pisolo): una serie di programmi gratuiti di squisita fattura, che trattano argomenti di grande interesse con piacevole successione che ci terranno attaccati – tutti – alla tv.
Svegli? Forse, magari. Chissà.

Programmi sulle meraviglie della natura, per esempio:

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Eccellenti documentari sulle cose più interessanti della nostra vita:

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Programmi sulle belle attività del tempo libero:

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Senza dimenticare, ovviamente, il grande sport:

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E i grandi eventi della cultura e dei popoli del mondo:

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La moda, il costume e la tecnologia:

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La scienza, ovviamente, e l’istruzione:

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Se nemmeno dopo tutto questo siete riusciti a dormire, allora ci vogliono i grandi classici. Un bel camino scoppiettante (tre ore, dico tre ore di fiamme):

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Una romantica candela nel buio:

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Il classicissimo nonché insuperabile monoscopio, che abbatterebbe chiunque:

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E se nemmeno così, allora un bel timer con conto alla rovescia di dieci, dieci!, ore:

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Tutte queste delizie sono sulla nuova piattaforma.
(Un plauso al genio di due pubblicitari spagnoli, @uvedetena & @francbonet) Taking siesta to next level!

“potrebbe anche non ringraziare mai”

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Pare che le tracce di Dylan si perdano dal giorno della conferma della vittoria del Nobel: ha suonato a Las Vegas, credo, senza nulla dire dal palco, e non ha fatto commenti ufficiali (pare nemmeno non ufficiali, come è nel personaggio). Chissà. Secondo Bob Neuwirth, suo amico, potrebbe anche non dire mai nulla, al riguardo. Vedremo.
In ogni caso, il New Yorker giustamente celebra con una bella copertina di Malika Favre. E Spotify festeggia, visto che gli ascolti di Dylan sono saliti del 512% dal giorno prima del premio.

prof. Lucio Lucertola e altri animali

Un bel modo per celebrare e ricordare Dario Fo è riguardarsi (già visto, vero?) «Musica per vecchi animali». Lucio Lucertola, Lee il tigrotto campione-di-fast-food e Lupetta, vera signora, protagonisti di un film molto poetico e sognante tratto da Comici spaventati guerrieri di Stefano Benni.

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Per un motivo a me ignoto rimase nei cinema pochissimo, ma in rete si trova cercando un pochino. Perché ricordare la prima regola del kung-fu è fondamentale: talvolta le risposte arrivano prima delle domande.

Un altro bel modo è ricordarlo con Franca Rame:

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Mmm, peccaminosi.

l’arte spiegata bene

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Finalmente delle lezioni chiare e accessibili. Grazie.

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finalmente vedo chiaramente il gigantone

Il 2 settembre la sonda Juno ha trasmesso le prime fotografie di Giove, il gigantone gassoso di cui sappiamo così poco.

(NASA/JPL-Caltech/SwRI/ASI/INAF/JIRAM)

(NASA/JPL-Caltech/SwRI/ASI/INAF/JIRAM)

Giove è una gigantesca palla di gas e fu il primo pianeta, quasi certamente, a formarsi nel Sistema solare. Se avesse avuto maggiore massa sarebbe stato un altro sole, essendo composto per lo più da idrogeno ed elio, e noi saremmo in un sistema binario. Oppure chissà.
Giove è percorso da fortissime tempeste e l’occhio di Giove, ovvero la macchia rossa che tutti conosciamo, è una gigantesca tempesta larga all’incirca quarantamila chilometri che dura almeno da tre secoli. Almeno perché la prima volta che un essere umano osservò Giove lei già c’era. Pare, dico pare, che si riduca di mille chilometri all’anno, forse si sta placando.

Se qualcuno è interessato all’argomento, ultimamente ho letto alcuni libri di astronomia e astrofisica di un ottimo divulgatore italiano, Amedeo Balbi. Balbi è molto chiaro e un eccellente spiegatore di cose, è spiritoso e poetico quanto basta, si fa capire anche da me e tra i suoi libri mi sento di consigliare questi due:

  • Amedeo Balbi, Dove sono tutti quanti? Un viaggio tra stelle e pianeti
  • Amedeo Balbi, Il buio oltre le stelle. L’esplorazione dei lati oscuri dell’universo

E poi è un mio coetaneo, folgorato da Angela-padre e dalla fantascienza dei Settanta, il che non guasta. Gli altri due libri che ha scritto non sono di astronomia in senso stretto ma sono una lettura piacevole in ogni caso:

  • Amedeo Balbi, Cercatori di meraviglia. Storie di grandi scienziati curiosi del mondo
  • Amedeo Balbi, Seconda stella a destra. Vite semiserie di astronomi illustri