in chiusura

Un panoramello decembrino del quasi-centro di Riga, bellissima città, andavatela.

Poiché è stata una delle cose belle di quest’anno, merita di essere messa in conclusione, per me. E di riparlarne ampiamente. Buon anno.

Qui sotto, invece, il riassunto del 2016 di Chris the barker che, in una citazione colta, ha sintetizzato questa specie di falcidiamento che ha colpito un po’ tutti e alcuni fatti dell’anno che sta finendo.

A-ri-buonanno.

quattromilacinquecento metri quadrati di rete metallica

Edoardo Tresoldi è un artista, scenografo e scultore, che ha avuto un’idea davvero brillante, a parer mio, per mostrare ciò che non c’è più o ciò che dovrebbe essere ma non è: la maglia metallica. Per esempio, sette tonnellate di rete metallica elettrosaldata zincata per ricostruire la basilica paleocristiana di Siponto:

L’effetto è strepitoso, secondo me. Visible ma non invasiva, presente ma non incombente o finta, chiara per la lettura delle forme senza essere fintamente ricostruita, è un’idea eccezionale per ricostruire ciò che si è perso (Palmira?), per mostrare come dovevano essere certe costruzioni o monumenti perduti, o addirittura edifici che non sono stati mai costruiti, per qualche motivo.

Il costo approssimativo: novecentomila euro, nemmeno tanto. Bellissima idea, io dico: usare.

≥ 1:1

Si è concluso il concorsone Nikon per la fotografia macro (correttamente: macrofotografia). Una definizione comunemente accettata per macrofotografia è quella che la definisce in modo tale quando il rapporto di riproduzione con il soggetto della fotografia è ≥ 1:1: cioè quando la riproduzione fotografica è pari o maggiore alle dimensioni del soggetto rappresentato. Chiaro che, stanti così le cose, la fotografia macro mostra dettagli invisibili a occhio nudo e, in questo senso, gli insetti sono soggetti validissimi per suscitare stupore e, in generale, tutto il mondo naturale fa una figura grandiosa a questo dettaglio.
Ad esempio, la proboscide di una farfalla, tanto caruccia solo in apparenza:

Jochen Schroeder | Chiang Mai, Thailand

La foto si è classificata quarta, meritatamente. La foto, però, che mi appassiona di più ha meritato solo una segnalazione ma, per conto mio, avrebbe dovuto essere menzionata per l’atto tecnico e vincere per la categoria miviendaridere: signori, ecco lo sguardo penetrante e furbetto del ragno salterello (Hasarius adansoni).

Yousef Al Habshi | Abu Dhabi, United Arab Emirates

C’è anche un’altra foto analoga ma non mi diverte allo stesso modo.
Viva il ragno scrutatore, dunque, viva l’occhio onesto e pallato. Viva.

ah, les gaufres dell’imperatore

Una panoramica di Gand, scattata da me medesimo l’anno scorso dalla finestra di un’affittacamere sopra (dentro, meglio) un negozio di waffles. Gaufres.
Più o meno qui.

1080-gand-giugno-2015-pano

Nel 1500, il 24 febbraio, Giovanna di Castiglia partorì, proprio a Gand, il figlio Carlo, più avanti noto come Carlo V imperatore del Sacro Romano Impero e, prima, come Carlo I re di Spagna. Già da decenni Gand era una grande città, tra le più grandi d’Europa – escludendo le metropoli italiane – e brillava per bellezza e ricchezza: caratteristiche che si sono salvate, fortunatamente, anche dalle devastazioni dei secoli successivi, in particolare il nostro.
Tutto questo per dire che se uno pianifica un giro per l’inutile Belgio, è una tappa d’obbligo. Una città piccoletta ma vivace, ricca di studenti, locali, storia e canali. Niente male.