Ieri ha eruttato il vulcano Taal nelle Filippine.
Foto Ezra Acayan/Getty Images
Due giorni prima, invece, ha eruttato il vulcano Popocatépetl in Messico.
Le immagini sono piuttosto spettacolari.
Ieri ha eruttato il vulcano Taal nelle Filippine.
Foto Ezra Acayan/Getty Images
Due giorni prima, invece, ha eruttato il vulcano Popocatépetl in Messico.
Le immagini sono piuttosto spettacolari.
È morto il batterista dei Rush, Neil Peart.
Per parecchi anni, a metà degli anni Ottanta, fu considerato il miglior batterista al mondo. In effetti, la batteria nella musica dei Rush ha la sua bella importanza. Anche se non ne siete al corrente, probabilmente Tom Sawyer la conoscete (da 2:30 è sempre spettacolare).
Peart non ne aveva bisogno, perché anche con un barattolo avrebbe fatto faville, ma questo qui sotto è il suo drum set in non so quale tournée dei Rush: niente male.

Non fu fortunato nella vita e alcuni fantasmi lo seguirono sempre. Per superare due grandi dolori della sua vita fece un viaggio di quattordici mesi in motocicletta, percorrendo ottantamila chilometri.
Era un uomo colto e fu autore della gran parte dei testi dei Rush dalla sua entrata nel gruppo fino al 2012, quando ne uscì. Poi si potrebbe discutere sui testi dei Rush in sé ma non ne varrebbe la pena.
Suonò sempre con le bacchette al contrario, cioè impugnandole dalla parte posteriore, la punta. Credo però lo sapesse.
Strepitosa anche la fotografia, oltre alla marcia dei sindaci in sé.

Foto di Andrea Cherchi
Per chi non ne fosse al corrente, cito: «Migliaia di persone a Milano hanno partecipato alla “marcia dei sindaci” contro l’odio, organizzata dal comune di Milano con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), le Autonomie Locali Italiane (ALI) e l’Unione Province Italiane (UPI) per mostrare solidarietà e vicinanza alla senatrice a vita Liliana Segre».
Ancora meglio lo striscione, commovente:

Foto LaPresse – Mourad Balti Touati
Per fortuna.
Spiace, al contrario, decretare la fine delle sardine.

Perché quel memorabile 2009 è ancora tra noi: «Il Pd non è un taxi su cui chiunque può salire. Se Grillo vuole fare politica fondi un partito. Metta in piedi un’organizzazione, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende. E perché non lo fa?». Ops.
Il MES, o per dirlo esteso il Meccanismo europeo di stabilità (MES), o Fondo salva-Stati, è in pratica un’organizzazione intergovernativa che ha lo scopo di evitare l’insolvenza degli stati aderenti all’UE. È già intervenuto in Portogallo e Irlanda durante la crisi economica post 2008.
Il concetto alla base è quello di gestire un fondo economico sostanzioso da utilizzare all’evenienza. Ovviamente, il fondo è costituito dai versamenti dei paesi aderenti, e la quota da versare è proporzionale al PIL del paese stesso.
È su questo punto, ovvero sui versamenti, che Salvini ha deciso di fare campagna elettorale, sostenendo che l’Italia debba versare per il fondo 120 miliardi. Come fa spesso, sostiene una posizione a prescindere dalla realtà e il problema è che il paese, cioè il parlamento, il governo e le forze politiche, gli vanno dietro nel dibattito.
Basterebbe, infatti, informarsi: il MES ha un capitale autorizzato di 700 miliardi di euro di cui solo 80 sono versati dagli stati membri: i rimanenti 620 miliardi (se necessari) saranno raccolti attraverso apposite emissioni di obbligazioni sul mercato. All’Italia, dunque, spetta una quota di 14 miliardi, da versare nel tempo. Senza contare, peraltro, che ogni anno rientra la quota degli interessi di quanto già versato. Per dare un’idea, nel 2013 abbiamo versato 189 milioni di euro. Pochino, no? (Qui qualche dato in più al riguardo).
L’idea del MES è buona e sensata e porrei attenzione a un ulteriore fatto: potremmo seriamente averne bisogno noi, in un futuro non troppo irrealistico. Cosa dovrebbe dire la Germania che versa molti più soldi di noi e ha di sicuro meno probabilità di rischiare il default?
Per cui, ancora una volta: di che si parla?

Partecipanti al Consiglio Europeo del 24-25 marzo 2011 che ha ratificato il MES. Purtroppo, quello in fondo a destra è il tizio che allora ci rappresentava.
«L’altro giorno ho chiesto all’ufficio comunicazione del Parlamento europeo di prepararmi una rassegna con tutti gli articoli apparsi sul MES negli altri paesi del continente. Quanti pezzi di giornale mi hanno recapitato?».
La domanda è di David Sassoli – il presidente del Parlamento europeo – e l’ha posta qualche giorno fa. La risposta?
«Zero».
Appunto.
Perché di pazienza ne hanno avuta fin troppa.

Ilaria Cucchi querela, giustamente, Salvini per le sue stupide dichiarazioni dopo la sentenza di condanna dei due carabinieri a 12 anni per omicidio preterintenzionale. Che dire? La famiglia Cucchi avrebbe ben bisogno di occuparsi d’altro, non certo di Salvini o dei leoni da tastiera, ma il paese è quello che è. Daje, Ilaria.
Forse ricordo male ma, giuro, una manifestazione contro l’opposizione non la ricordavo proprio.

Ed è, comunque, un bel vedere, anche se Pantera, girotondi, megamanifestazioni e compagnia bella non è che abbiano poi sortito granché, per evidenti limiti strutturali.
In Italia dall’inizio del 2019 a oggi ci sono stati 1.543 eventi estremi, nel 2009 erano stati 213, mentre nel 1999 appena 17.
Qui un interessante articolo di Stefano Liberti.
Vedi che allora non era vero?

Non scherziamo. Questa è un’installazione di Jojakim Cortis e Adrien Sonderegger Harry per il Metropolitan museum of art. Buon anniversario.
La terra confrontata, in proporzione, con la quantità di acqua e aria che possiede.

Fuoco non saprei. Se questo non è un robusto invito alla parsimonia e al buon uso, allora getto la spugna. Nella terra.