ascoltare un film? meraviglioso

Una domenica di inizio agosto, verso sera, di ritorno da Aquileia, in autostrada.
Fa piuttosto caldo, per ingannare il tempo del viaggio accendo la radio e smanetto un po’, finché non capito su un serrato dialogo tra due donne, intenso, angoscioso, tra una madre – pianista, concertista – e una figlia, che recrimina nei confronti della madre nel corso di un’intera notte. Strepitoso, non parliamo più in auto, non stacchiamo le orecchie, rapiti dalla vicenda, non ci fermiamo nemmeno all’autogrill per il Positano di rito talmente l’ascolto è appassionante.

Dopo un po’, grazie ad alcune note di spiegazione del conduttore tra un dialogo e l’altro, capiamo che si tratta di un film, ‘Sinfonia d’autunno’ di Bergman con Bergman (le voci in effetti erano particolari), e la trasmissione non fa altro che ritrasmettere il film nelle parti salienti intervallate da alcune brevi spiegazioni di contesto e utili a comprendere meglio.
La trasmissione, scopro poi, si intitola ‘Il cinema alla radio‘, ovvio, è una parte della trasmissione sul cinema di Radio3, Hollywood Party, e va in onda la domenica sera.

151023.radio3.cinema

Qui tutte le puntate in podcast, ovvero una-puntata-un-film, io per esempio in questo momento sto ascoltando (fa effetto dirlo) ‘Good Bye, Lenin!‘, nel momento in cui appare Rainer, il fidanzato della sorella di Alex e nemico del popolo. Questa cosa dei film alla radio è meravigliosa, un’intuizione davvero notevole, considerando poi che io, per dire, non mi sarei mai sognato di guardare ‘Sinfonia d’autunno‘ di Bergman, no di certo. Ascoltato, invece, è stato appassionante. Consiglio caldissimamente (la trasmissione e i film, non Bergman).

jump up, jump up and get down!

Philippe Halsman è stato un fotografo noto per i ritratti, le foto di moda, i reportage, le pubblicità e per la sua intensa collaborazione, tra gli altri, con Dalí.
Uno dei progetti che lo videro impegnato, e che conquistò le copertine di Life e Vogue, è ‘Jumpology‘, ovvero: lui diceva «salta» e i soggetti saltavano, perché «se chiedi a una persona di saltare la sua attenzione è più che altro rivolta all’atto di saltare, quindi qualsiasi maschera cade».

La foto che preferisco ritrae, salta!, gli ex-regalissimi Duca e la Duchessa di Windsor, meglio noti come Edoardo VIII e Wallis Simpson, noti per la vicenda clamorosa dell’abdicazione dalla corona inglese. L’anno della foto è il 1956 e i calzini di lui, oltre alla scalzitudine di lei, sono bellissimi. I signori regali più simpatici da invitare a casa.

151021.halsman.windsor

Le foto di Philippe Halsman sono in mostra al Jeu de Paume a Parigi fino a gennaio.

gli omicidi in metropolitana e l’uso dell’auto

“Naturalmente, a Los Angeles, tutto si basa sulla guida, anche gli omicidi. Invece a New York, la maggior parte delle persone non possiede automobili, così, se si vuole uccidere qualcuno, bisogna andare a casa sua con la metropolitana. A volte il treno è in ritardo e si diventa impazienti, e così si deve uccidere qualcuno nella metropolitana. Ecco perché vi sono così tanti omicidi nelle metropolitane: nessuno possiede un’auto”.

La battuta è di George Carlin.

Marziano non di fatto

Agente K: Allora ragazzo le cose stanno così, in media ci sono circa 1500 alieni sul pianeta la maggior parte dei quali a Manhattan. Gente abbastanza onesta che cerca di guadagnarsi da vivere.
Edwards: Fanno i tassisti.
Agente K: Non tanti quanto diresti. Quasi tutti gli umani non ne hanno idea e non vogliono, né è necessario che lo sappiano; sono felici, convinti di stare al sicuro.
Edwards: Perché tanti misteri? La gente è matura, lo accetterebbe…
Agente K: Una persona è matura. La gente è un animale ottuso pauroso e pericoloso, lo sai anche tu. 1500 anni fa tutti sapevano che la terra era il centro dell’universo, 500 anni fa tutti sapevano che la terra era piatta, e 15 minuti fa tu sapevi che la gente era sola su questo pianeta… immagina cosa saprai domani…

151016.cronacavera.marziano

Come saggiamente diceva l’agente K., le notizie vere stanno nei giornali più improbabili, come inequivocabilmente dimostra l’articolo di prima pagina.