Qualche anno fa venne in Italia, a Milano tra l’altro, una solenne boiata: l’esposizione ‘Body Worlds’, una raccolta di veri cadaveri plastinati di esseri umani, mostrandone muscoli, scheletro e organi interni. Boiata per mille motivi. Sia perché non vi era alcuna ragione di esporre veri cadaveri, e qui il lato morboso della faccenda aveva il sopravvento, la curiosità anatomica si poteva soddisfare benissimo con dei manichini, sia perché i cadaveri stessi venivano messi in posa come, che so?, giocatori di football americano o acrobate sulla trave; sia perché, inoltre, c’era ovviamente il ciccione, il magrissimo, l’anziano e il giovane, la tettona, insomma tutto quello che serve per toccare le corde più deteriori del pubblico.
Già allora ne discussi con persone a me vicine che avevano manifestato l’intenzione di andare a vedere la boiata, stupidaggine allora come stupidaggine ora, a parer mio. Ora, l’anatomopatologo tedesco Gunther von Hagens, inventore della faccenda nonché inventore della tecnica di plastinazione, un procedimento per sostituire i liquidi e il grasso dei corpi umani con il silicone permettendo di conservarli e di vederne i particolari anatomici, ha raggiunto i suoi amici cadaveri.

Ma che grande occasione, dico io. Che von Hagens venga plastinato e raggiunga prontamente i suoi amici esposti, lo si metta a fianco del cadavere giocatore di tennis mentre, che so?, si fa un bidet o colloca piastrelle sul fondo di una piscina o, meglio ancora, guarda Tentescion ailand.

E che un visitatore impertinente a volte compia anche un modesto vilipendio al suo cadavere.