11.22.63

Credo cominci a breve anche in italiano, anche se io consiglio l’inglese sottotitolato, comunque gran serie per alcuni motivi al volo: ottimo JFranco, irresistibile nella parte; un modo originale di trattare il trito tema dei viaggi nel tempo; bella l’idea di ricominciare ogni volta; oggettistica di scena strepitosa; scenografie impeccabili; Oswald non era il cattivone che ci si aspettava? fenomenale il concetto per cui il tempo fa resistenza; fotografia eccellente; forse le cose poi non vanno come uno vorrebbe, se modifica il passato.

160104.221163

Insomma, cose così. Mica poco, e non ultimo: solo otto puntate, nessun rischio, solo gaudenzìa.

da Aurocastro a San Cimone, da Bagnarolo a Panzanatico

160407.brancaleone_01

Il 7 aprile 1966 fu presentato L’armata Brancaleone, e son cinquanta. Girato ovviamente l’anno prima scardinò qualsiasi punto fermo della commedia italiana di ambito storico (e commedia tout court) e, oltre a quanto già detto e noto, fece un’operazione intelligente e nuova: la rappresentazione di un medioevo straccione, scalcagnato e misero, sporco e ribaldo, di contrasto con quei film di cappa e spada con imbelli moschettieri che nulla avevano a che vedere con la realtà. Anche in questo Monicelli fu grandissimo (e non da solo).

160407.brancaleone_02 160407.brancaleone_03

E poi è ancora divertentissimo, forse in cima alla mia personale classifica dello spasso. E che dire della scena con Maria Grazia Buccella, che ancora a solo pensarci mi vien da ridere? Lei, vedova lasciva, si concede a Brancaleone per godere degli ultimi piaceri della vita, causa peste. Omioddio, il Dammiti prendimi cuccurucù! mi causa ancora irrefrenabili spasmi. Come la scena con Teodora, del resto.

160407.brancaleone_04

Per chi se lo volesse risentire, magari correndo su qualche cavalcone in fila longobarda verso il proprio feudo, questo è il modo.

amene letture di primavera

È uscito finalmente il nuovo numero di:

160330.cinghiale

L’imperdibile prova del la carabina Merkel SR1 Wild boar .300 Winchester Magnum, studiata appositamente per la caccia al cinghiale, l’ottica da puntamento Steiner Ranger 1-4×24 e – soprattutto – quali sono i comportamenti che i cacciatori di cinghiali devono evitare per non essere malvisti dall’opinione pubblica?
Senza chiaramente dimenticare la forte emozione di Matteo Fabris, che ricorda il suo esordio e l’abbattimento del primo cinghiale. Imperdibile.

all’Esplanade, dove altrimenti?

Negli anni Venti e Trenta se c’era un posto in cui essere a Berlino era senza dubbio Potsdamer Platz: vivacissima, sofisticata, elegante, illuminata e ben frequentata.

Berlin, Hotel Esplanade

Un grazioso alberghetto in cui svernare qualche giorno era di certo l’Esplanade, ovvero ventitre milioni di marchi per un equilibrato misto di belle époque, neobarocco e neorococò. Io mi ci sono sempre trovato bene, e come me anche Greta Garbo.

Poi, come è noto ai più, venne la guerra che si portò via, tra l’altro, anche l’Esplanade. Gli smozzichi rimasti, parti della facciata e parti della hall imperiale, la Kaisersaal, fecero mostra di sé per alcuni decenni, fino alla costruzione del Sony Center che oggi occupa buona parte della piazza: 26.000 m² a forma di forum.
I resti dell’Esplanade furono spostati di poco e integrati nella struttura; se non ci si fa caso pare una bizzarria di un architetto in vena di passatismo eclettico.
E invece no, è la storia, magari non con la ‘s’ maiuscola ma pur sempre storia. Qualche mia foto (2007 e 2016).

035.potsdamer platz berlino gennaio-febbraio 2016 328 - potsdamer platz 329 - potsdamer platz