a volte siamo davvero incapaci di cogliere i segni che ci vengono dati

Sulla strada per Lebanon, Ohio (pronunzia: O-aio), c’è una parrocchiona di quelle in cui la gente va in estasi, canta tutta insieme, entra in grandi vasche da adulti per battesimi collettivi, canta forse il gospel, accoglie predicatori televisivi che arrivano con grandi cadillac. Cose così.
La parrocchiona si chiama Solid Rock Church, non allude alla canzone dei Dire Straits, è una chiesa «multiculturale e multigenerazionale» e il claim è: «Love greater. Do greater. Be greater». Come resistere?
Bene: la parrocchia oltre a un enorme parcheggio, indispensabile, ha anche una piscinona, bella grande. Per farne buon uso il pastore ha ben pensato di farvi costruire all’interno una statuona di Gesù che emerge dalle acque e si rivolge al padre, opportunamente rivolta alla strada, così da folgorare i fedeli sulla strada per Sinsinnàdi.

Molto bella.
La statuona è risultata molto gradita ai devoti della parrocchia e ai pellegrini di passaggio dall’Interstate 75: gli uni perché hanno visto ben investiti i soldi guadagnati con i biscotti porta-a-porta, gli altri perché il bello del vagolare per gli Stati Uniti è incappare proprio in questo genere di cose. Enormi panini rotanti, aerei-ristorante, Stonehenge fatte di auto conficcate nel terreno, Gesuoni giganti.

Forse – e dico forse perché potrebbe essere un mio malpensiero – il Gesuone non è proprio piaciuto a tuttitutti: nel 2010 infatti un fulmine proveniente dalle altezze celesti lo ha centrato in pieno, mandandolo a fuoco e distruggendolo del tutto. Ora, se succede una cosa del genere le scelte, di solito, sono due: o si pensa che ci sia un qualche tipo di messaggio e se ne traggono delle decisioni di conseguenza, come avrei fatto io, oppure si sceglie la seconda opzione. Ecco, alla Solid Rock Church hanno scelto la seconda: se ne sono impippati allegramente.
E al posto della statuona (che, per inciso, si chiamava «King of Kings») hanno costruito una seconda statuona, la «Lux Mundi», nel suo splendore:

Meno enfatica, forse, ma non meno imponente.

Da allora la statua è in piedi, non è ancora stata distrutta. Chissà. Là dove però Iddio non ha ancora agito, o i suoi modi sono comunque imperscrutabili, ci ha pensato Gugol, l’unica divinità davvero in attività attualmente: in Street view gli ha cancellato la faccia, ovviamente per la privacy.
Ovvio, ha tutto senso, andiamo avanti così a tutta birra.

Wile E. Coyote (not) live at Pompeii

Anticipo il dispiacere personale per il signore in questione, cui va tutta la mia vicinanza e comprensione. Per la dipartita e per la non comune sfortuna. Però.
Però mi vien da ridere, e mica poco: lui, porello, in fuga dal vulcano eruttante, in preda al panico, ci mette un bel po’ perché è pure zoppo. Non va lontano. Lo so, non bisognerebbe ridere.
Mentre arranca per scappare dal Vesuvio (allora monte Somma, su, precisione), un pietrone, squadrato perché lavorato, presumibilmente uno stipite o un’architrave, un soprassoglio, insomma un coso grosso di pietra lo centra in testa. Come un cartone animato. E così lo trovano gli archeologi:

La testa, fanno sapere, ancora non l’hanno trovata. Però, sono abbastanza certi delle cause della morte. Sì, penso si possa presumere.

l’arte applicata alle copertine dei dischi

Non so, sarà la ciabatta, forse il fenicottero d’oro, il bell’arredamento, non so. Ma è di certo la copertina più bella tra i dischi usciti finora nel 2018. Almeno a mio gusto.

Il signor Arp Frique in realtà si chiama Niels Nieuborg, questo è il suo disco di debutto – ed è, per usare le sue parole “exotic and super funky” – e ha collaborato con, attenzione!, niente di meno che Orlando Julius, Ed Motta, Americo Brito, Ronald Snijders e un sacco di altri che non staremo qui ora a nominare.

scoop: la vera natura dell’insediando governo e di Conte

Come abbiamo visto tutti, il presidente incaricato Conte si è intrattenuto lungamente con Mattarella (nota di folklore: è la prima volta nella storia repubblicana in cui il presidente incarica una persona che non conosce), ha ricevuto l’incarico, ha tenuto un discorsetto la cui prima metà era chiaramente di pugno non suo e la seconda metà, invece, sì (e si vedeva, la bestialità dell’avvocato difensore ancora mi sta qui) ed è, ora, impegnato nelle consultazioni.

Ma chi è, davvero, Conte? È chi dice di essere nel suo curriculum o nasconde dell’altro? Chi sono ‘Loro‘ e perché non vogliono che noi sappiamo le cose vere? Perché nessuno parla mai del piano Kalergi? E del Priorato di Sion?
Lo so, è per questo che anch’io cerco di dipanare le nebbie. Ecco, infatti, uno scoop sulla vera natura del neo-presidente Conte e del suo governo nascituro, come ciascuno può constatare facilmente dall’immagine qui sotto:

Lo so, è identico. È lui, ma loro non vogliono che noi lo si sappia. Pazzesco, eh?
[Gomblotto, gomblotto, grazie a mr. M. che se n’è accorto, mentre io vivevo ancora nell’oscurità e nell’ignoranza].

dopo l’arte degenerata, al bando l’arte malsana

Olio di palma? Lattosio santoddio? Glutine? Siamo pazzi?
Giammai, nessuno di questi, essi sono il male, la trinità maligna dell’alimentazione contemporanea. Meglio assumere PCB, arsenico, mercurio, microplastiche e diserbanti per via diretta, piuttosto che lo zucchero del latte. Non scherziamo, con queste cose.

E allora, come sempre fedele allo spirito di servizio che mi contraddistingue, il reparto Alimentazione Corretta e Sana e alla Moda di trivigante (ACSMdt) – dopo l’imperdibile materasso vegano per sonni memorabili – propone oggi una ricca selezione di opere d’arte immortali che possono, finalmente, essere assunte senza glutine e senza rischio.
In collaborazione con il Gluten Free Museum, ente benefattore dell’umanità, ecco per voi alcune opere con le quali potremo alimentare le nostre menti con criterio. Eccole (non guardate troppo a lungo quelle di sinistra, fanno male):

Roy Lichtenstein

Pieter Brueghel

Paul Cézanne

Édouard Manet

Johannes Vermeer

Giuseppe Arcimboldo

Jean-François Millet

Vincent van Gogh

E per chiudere, come dessert ma sempre senza il mortale glutine, quella bellissima foto di Picasso scattata da Doisneau, a tavola.

Sana anch’essa.