vivere nel magico mondo di Barbie

Prima una foto in rete, probabilmente un bel giorno d’estate (seeee, l’estate della fantasia imbarazzante):

160507.lisbona

Poi la foto reale, in un giorno normale di primavera:

160705.lisbona

Il punto è, a parer mio, che non è possibile far finta di vivere in un mondo di aurore boreali perenni. Non che la realtà sia deludente, anzi. Piuttosto, tende a fare quello che deve: essere reale. Tendiamolo anche noi, altrimenti è davvero stressante.

le parole che scoppiano

Parlava, parlava, parlava, parlava e parlava e parlava. E seguitava a parlare. In casa mia la padrona sono io. Ma quella domestica grassa non faceva che parlare, parlare ed ancora parlare. Dovunque io fossi, quella arrivava e cominciava a parlare. Parlava di tutto, di qualsiasi cosa, per lei era lo stesso. Licenziarla per questo? Avrei dovuto darle i suoi tre mesi di paga. Inoltre sarebbe stata capacissima di buttarmi addosso il malocchio. Veniva persino in bagno: e questo, e quest’altro, e quest’altro ancora. Le ficcai un asciugamano in bocca perché la smettesse. Non morì mica per questo, ma perché non riusciva più a parlare. Le scoppiarono le parole dentro.

Un pezzo memorabile da un delizioso libretto dei miei sedici anni (penso sia noto): Max Aub, Delitti esemplari.

scienza da bar (telefonatemi, prima)

Un gruppo di eminentissimi scienziati si è rinchiuso per anni e anni in un laboratorio per ricostruire l’aspetto dell’uomo di Altamura, vissuto nel Pleistocene medio tra 172 e 130mila anni fa.
Hanno chiamato i fratelli olandesi Kennis, fra i più qualificati al mondo in ricostruzioni paleoantropologiche, che si definiscono “paleo-artisti”, ed ecco il risultato:

160427.altamura_01

Ineccepibile. Però, però, mi sovvien qualcosa… mmm… ‘spetta, cos’era? Mmmm.
Ma certo, eccolo, perché non mi telefonate prima?

160427.altamura_02

Sia chiaro che scherzo, signor Macete, signor Trejo, si scherza.
Fortuna che Macete vuole bene a tutti (e io, sinceramente, lo ammiro. Davvero).

Shakespeare, Cervantes, sabato prossimo, la morte della letteratura e una bella mappona

Sabato prossimo, 23 aprile, è la Giornata mondiale del libro (parentesi: da quando è diventata pure il Copyright Day?). Quest’anno, in particolare, sarebbe ancor più importante per la ricorrenza del quattrocentenario della morte, insieme, di Shakespeare e Cervantes.
Perché uso il condizionale: mi ero già preso la briga di segnalare la diversità di calendari che rompe la magia della data unica, 23 aprile 1616, essendo una coincidenza avvenuta in due calendari diversi, gregoriano versus giuliano.

160418.cervantes_shakespeare

Ma non importa, ben venga se c’è un’occasione per celebrare (e magari leggere o rileggere) i due autoroni immortaloni che tanto godimentone ci offrono ogni volta di più. Per cui, è ben accetta l’iniziativa di Transport for London e Shakespeare’s Globe che, insieme, hanno disegnato la mappa della metropolitana di Londra sostituendo i nomi delle stazioni con i nomi shakespiriani più noti, organizzandoli per tipologie sulle linee (a cliccarci sopra si ingrandisce un po’):

160418.shakespeare-tube

La mappa è in vendita da oggi a quattro sterline e io la trovo un ottimo modo, anche spiritoso, per finanziare la rete dei trasporti londinese, il Globe Theatre e per celebrare il massimo autore inglese. Bravi, ancora una volta mi fate venire l’invidia per chi vive a Londra. Maledetti.
(Volendo, si compra qui)