Caro Lionel.

(si nasconde ad Hannover).
Caro Lionel.

(si nasconde ad Hannover).
Michael Najjar (1966) è un artista tedesco che ha deciso di andare nello spazio.
Viaggerà con il primo viaggio privato nello spazio, la SpaceShipTwo della Virgin Galactic, previsto per il 2016. Nel frattempo si prepara nel centro russo per cosmonauti e crea opere ispirate allo spazio e al suo addestramento.

Agente K: Allora ragazzo le cose stanno così, in media ci sono circa 1500 alieni sul pianeta la maggior parte dei quali a Manhattan. Gente abbastanza onesta che cerca di guadagnarsi da vivere.
Edwards: Fanno i tassisti.
Agente K: Non tanti quanto diresti. Quasi tutti gli umani non ne hanno idea e non vogliono, né è necessario che lo sappiano; sono felici, convinti di stare al sicuro.
Edwards: Perché tanti misteri? La gente è matura, lo accetterebbe…
Agente K: Una persona è matura. La gente è un animale ottuso pauroso e pericoloso, lo sai anche tu. 1500 anni fa tutti sapevano che la terra era il centro dell’universo, 500 anni fa tutti sapevano che la terra era piatta, e 15 minuti fa tu sapevi che la gente era sola su questo pianeta… immagina cosa saprai domani…

Come saggiamente diceva l’agente K., le notizie vere stanno nei giornali più improbabili, come inequivocabilmente dimostra l’articolo di prima pagina.

Chiunque voi siate, tanti auguri nonostante gli amici.
«La soia ha salvato l’umanità dalla fame»
Pierre Du Pont, Segretario del Fondo Intra-Sistemico per il Cibo
«E l’ha lasciata viva a chiedersi se ne valeva la pena»
Rudy “Basilico” Turturro
Una ricetta da farsi velocemente per una cena tra amici. Nello spazio.
Risotto pilaf spaziale con contorno di funghi porcini
Tratta dal Ricettario Personale del Capo Cuoco Rudy “Basilico” Turturro
Dosi per 4 persone
Tostate in padella la cipolla, l’aglio, il peperoncino ed i pomodori pelati in olio molto caldo per 5 minuti.
Aggiungete il riso e procedete come per il riso pilaf (tostate tutto il riso nell’olio per un minuto, coprendolo poi di brodo. Coprite la pentola e lasciate riposare).
A cottura quasi ultimata aggiungete panna ed un pizzico di curry. Aggiungete blu di metilene fino a raggiungere la tonalità di blu desiderata.
Cuocete le cappelle dei funghi intere alla piastra ed a cottura ultimata guarnite con esse il riso.
Note e variazioni
– Usare riso bianco, integrale, parboiled o sgommilto è una questione di gusto personale; il riso vegano, quello con i chicchi verdi e lunghi due centimetri è il migliore, ma gli altri andranno benissimo.
– Pulite le cappelle dei funghi porcini con tovaglioli umidi ed arrostitele a fuoco lento, portandole al punto di cottura preferito; vanno a tutti gli effetti trattate e considerate come bistecche di manzo. Salate e pepate q.b. e bagnate, nel piatto, di olio di oliva extravergine.
– Ricordate che i popoli umani hanno sempre tante cose in comune ma che, rigorosamente, si dividono in micofaghi e micofobi, quelli che mangiano funghi e quelli che non li possono vedere. Ad esempio i francesi sono micofaghi e gli inglesi, va a capire perché, micofobi.
– La tradizione vuole che, tranne che alla cena d’addio, all’arrivo, quando è di rigore il celeste, il colore del riso sia sempre blue scuro; quindi abbondate di blu di metilene e ricordate che il metilene serve solo a colorare ed è innocuo ed insapore e non ha controindicazioni religiose o dietetiche per nessuno. Credo…
– – Non, mi raccomando, NON servitelo MAI ai Fungoidi di Deneb. I quali non sono funghi (non esistono specie vegetali senzienti, o per lo meno non le abbiamo ancora scoperte) ma “sembrano” funghi. E non è carino servirgliene.
(da Massimo Mongai, Memorie di un cuoco d’astronave)
Questa è la cosa peggiore che potesse arrivare in rete:
Ovvero: recensire e giudicare le persone, come fossero un albergo, un ristorante, una pizza, una wifi lenta di un hotel.
E attenzione: non sarà necessario essere registrati o avere dato un qualunque consenso per essere commentati, chiunque vi conosca potrà farlo (traduzione: abbia il vostro numero di telefono). Unica protezione in quel caso, saranno visualizzati solo i commenti positivi.
Le due amiche del cuore che l’hanno inventato sono entusiaste. Io dico: morte.
Leggo con immenso interesse che lo stilista Rick Owens ha portato sulle passerelle di Parigi una performance che non è solo una sfilata bensì una provocazione: “Donne che indossano altre donne. Come fossero vestiti o accessori umani“. E ancora: “L’indagine sul senso degli abiti, sulla loro storia e persino sul superamento della loro forma convenzionale è da sempre al centro del lavoro dello stilista“.

Ma qual è, mi chiedo, nel mondo della moda il sottile confine tra la provocazione e la stronzatona intergalattica? Le modelle, comunque, non sono mai pagate abbastanza.
(Sono contento di aver così ben speso il mio centesimo post qui).
Il senatore Romani ieri stava raccogliendo soldi tra i membri del gruppo di Forza Italia per la festa di questa sera per il compleanno di Berlusconi: «Stiamo raccogliendo cinquanta euro a testa per fare il regalo al presidente», s’è lasciato scappare nel bel mezzo della buvette.
Questa è la vera fine di una carriera politica, quando non servi più ai servi.